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Ue, procedura d’infrazione contro l’Italia: Bruxelles chiede lo stop agli incentivi per le caldaie a gas non recepito entro gennaio 2025

La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento delle norme che prevedono la graduale eliminazione degli incentivi finanziari destinati alle caldaie indipendenti alimentate da combustibili fossili.

In una lettera di costituzione in mora — primo passo formale della procedura — Bruxelles contesta a Roma di non aver integrato pienamente nel diritto nazionale quanto previsto dall’articolo 17, paragrafo 15, della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), rifusa nel 2024.

Che cosa prevede la direttiva EPBD 2024

La nuova EPBD, direttiva (UE) 2024/1275, è uno dei pilastri della strategia europea per arrivare a un patrimonio edilizio completamente decarbonizzato entro il 2050. L’obiettivo è duplice: ridurre i consumi e, allo stesso tempo, abbassare in modo strutturale le bollette energetiche dei cittadini.

Il recepimento della direttiva è articolato in due step:

  • 29 maggio 2026, termine generale per l’adeguamento delle legislazioni nazionali;

  • 1° gennaio 2025, scadenza specifica per l’abolizione di incentivi pubblici destinati alle caldaie indipendenti alimentate da combustibili fossili.

È proprio su questa seconda scadenza che l’Italia, secondo Bruxelles, risulta inadempiente.

Riscaldamento domestico: il nodo dei combustibili fossili

Il tema non è marginale: il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria rappresentano oltre tre quarti dell’energia finale consumata dalle famiglie europee, e quasi due terzi di questo consumo dipendono ancora da combustibili fossili, in particolare gas naturale.

Per questo l’articolo 17, paragrafo 15, rientra nella strategia di eliminazione progressiva delle caldaie a gas, considerata essenziale per portare il settore edilizio verso l’obiettivo delle “zero emissioni” entro metà secolo.

Leggi anche: Case Green: L’Ue approva la direttiva, cosa succede adesso?

La posizione della Commissione: “Recepimento incompleto”

Dopo aver analizzato le misure comunicate da Roma, la Commissione ha stabilito che l’Italia non ha pienamente attuato né adeguatamente spiegato le modalità di eliminazione degli incentivi per l’installazione di nuove caldaie a combustibili fossili entro il termine previsto del 1° gennaio 2025.

Ora il governo ha due mesi di tempo per inviare chiarimenti e colmare le lacune riscontrate. In caso contrario, Bruxelles potrà passare allo step successivo della procedura, emettendo un parere motivato.

Non solo Italia: procedure anche per Ungheria ed Estonia

L’infrazione non riguarda solo il nostro Paese: la Commissione ha avviato misure analoghe anche contro Ungheria ed Estonia, anch’esse rimaste indietro nel recepimento delle nuove norme europee sul riscaldamento domestico.

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