- 08/05/2026
- Redazione
- 0
Il report IRENA ribalta il mercato energetico: rinnovabili e batterie garantiscono energia continua a costi inferiori di gas e carbone
Per anni il principale argomento contro le energie rinnovabili è stato sempre lo stesso: sole e vento non bastano a garantire continuità energetica. Oggi, però, quello scenario sembra definitivamente cambiato.
Secondo il nuovo rapporto pubblicato da IRENA, le tecnologie ibride che combinano fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo a batteria sono già in grado di fornire elettricità continua 24 ore su 24 a costi inferiori rispetto ai combustibili fossili in molte aree del mondo.
Il documento, presentato ad Abu Dhabi, segna un punto di svolta nel dibattito energetico globale: non si parla più soltanto di sostenibilità ambientale, ma di convenienza economica e sicurezza strategica.
Quanto costa oggi l’energia rinnovabile continua
L’analisi di IRENA mostra numeri che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati irrealistici.
Nelle regioni con forte disponibilità di sole e vento, il costo dell’elettricità prodotta da impianti solari con batterie varia oggi tra 54 e 82 dollari per megawattora. Un valore che risulta inferiore rispetto ai nuovi impianti a carbone in Cina, stimati tra 70 e 85 dollari per MWh, e decisamente più competitivo rispetto al gas, che in molti mercati supera i 100 dollari per MWh.
A fare la differenza è soprattutto il crollo dei prezzi delle tecnologie energetiche negli ultimi quindici anni:
- il fotovoltaico ha ridotto i costi di installazione dell’87% dal 2010;
- l’eolico onshore del 55%;
- le batterie addirittura del 93%.
Una trasformazione industriale che sta cambiando gli equilibri energetici mondiali molto più rapidamente delle previsioni iniziali.
Guterres: “La crisi energetica ha mostrato il vero costo dei fossili”
Nel report trova spazio anche l’intervento del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, che collega direttamente il tema delle rinnovabili alle recenti tensioni geopolitiche e alla volatilità dei mercati energetici.
“La peggiore crisi energetica degli ultimi decenni ha messo a nudo il vero costo della dipendenza dai combustibili fossili”.
Secondo Guterres, l’energia rinnovabile rappresenta oggi non solo l’opzione più pulita, ma anche quella più affidabile e sicura dal punto di vista economico.
Un concetto ribadito anche dal direttore generale di IRENA Francesco La Camera: “L’energia rinnovabile disponibile 24 ore su 24 è ormai competitiva con i combustibili fossili. La rivoluzione delle batterie ha cambiato l’economia dell’intero sistema energetico”.
Perché batterie e rinnovabili stanno diventando decisive
Il vero salto tecnologico è legato ai sistemi di accumulo. Le batterie consentono infatti di immagazzinare l’energia prodotta nelle ore di picco e utilizzarla quando sole e vento diminuiscono.
Questo permette di: ridurre la dipendenza dal gas; stabilizzare la rete elettrica; abbassare l’esposizione ai prezzi volatili dell’energia e aumentare la sicurezza energetica nazionale.
Secondo IRENA, le soluzioni ibride saranno fondamentali soprattutto per settori ad altissimo consumo energetico come:
Data center e intelligenza artificiale
La crescita dell’intelligenza artificiale richiede enormi quantità di elettricità continua. Data center e infrastrutture digitali hanno bisogno di alimentazione costante, senza interruzioni.
Le rinnovabili con accumulo, sottolinea il rapporto, possono ormai soddisfare questi standard industriali.
Industria pesante e combustibili puliti
L’energia continua da fonti rinnovabili sarà inoltre centrale per produrre idrogeno verde e carburanti sintetici destinati ai settori più difficili da decarbonizzare, come acciaio, chimica e trasporti pesanti.
Il caso Al Dhafra: un gigawatt di energia pulita negli Emirati
Uno degli esempi più avanzati citati nel rapporto è il complesso energetico di Al Dhafra Solar Project, negli Emirati Arabi Uniti.
L’impianto combina fotovoltaico e sistemi di accumulo per fornire circa 1 gigawatt di elettricità pulita a un costo vicino ai 70 dollari per megawattora.
Secondo IRENA, progetti di questo tipo dimostrano che il modello energetico basato su rinnovabili e batterie non è più sperimentale, ma già economicamente sostenibile su larga scala.
Entro il 2035 costi sotto i 50 dollari per MWh
Le previsioni dell’agenzia indicano che la discesa dei costi non è finita.
Grazie all’aumento della produzione industriale, all’innovazione tecnologica e alla crescita delle filiere globali, entro il 2030 i costi potrebbero scendere di un ulteriore 30%, fino ad arrivare sotto i 50 dollari per MWh nei siti più efficienti entro il 2035.
Anche l’eolico con accumulo seguirà la stessa traiettoria. Nei mercati più favorevoli, come la Mongolia Interna, i costi sono già vicini ai 59 dollari per MWh, mentre in Paesi come Brasile, Germania e Australia si attestano tra 88 e 94 dollari.
La nuova sfida globale non è più tecnologica, ma politica
Il messaggio del report IRENA è chiaro: il problema non è più capire se le rinnovabili possano sostituire i combustibili fossili, ma quanto velocemente governi e investitori saranno in grado di accelerare la transizione.
La combinazione tra energia solare, eolica e batterie sta infatti ridefinendo il concetto stesso di sicurezza energetica, in un contesto segnato da guerre, crisi geopolitiche e volatilità dei prezzi del gas.
E mentre il costo delle tecnologie continua a scendere, il vantaggio competitivo delle rinnovabili rischia di diventare sempre più difficile da ignorare.
































































































































































































































































































































































