- 10/03/2026
- Redazione
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Più di 100 aziende europee difendono l’EU ETS e avvertono i leader UE: indebolire il mercato del carbonio sarebbe un grave errore per competitività, sicurezza energetica e investimenti nella transizione
Il dibattito sul futuro del mercato europeo del carbonio si intensifica. Dopo l’appello firmato da 150 scienziati ed economisti italiani, anche il mondo industriale europeo prende posizione: oltre 100 aziende e investitori hanno scritto una lettera aperta ai leader dell’Unione Europea chiedendo di non indebolire il sistema di scambio delle emissioni.
Al centro della discussione c’è l’EU ETS (European Union Emissions Trading System), il principale strumento europeo per ridurre le emissioni di CO₂ attraverso un sistema di quote negoziabili.
Secondo i firmatari, modificarlo o sospenderlo — ipotesi avanzata nel dibattito politico in alcuni Paesi membri — rappresenterebbe “una diagnosi gravemente errata del problema” della competitività europea.
L’appello di industria e investitori ai leader europei
La lettera, firmata da 102 imprese e investitori europei, arriva alla vigilia della prossima riunione del Consiglio europeo e invita i capi di Stato e di governo a riaffermare con chiarezza il proprio impegno verso il mercato del carbonio.
Tra i firmatari figurano importanti gruppi industriali e finanziari europei e internazionali, tra cui: Tata Steel; Volvo Cars; EDF; Ørsted; Heidelberg Materials; Vattenfall; Holcim; SSAB; Salzgitter AG; Ingka Group e Nordea Asset Management.
Alla lettera si aggiungono anche diversi innovatori del settore cleantech, tra cui Sunfire, Rondo Energy e CorPower Ocean.
Perché il mercato del carbonio è strategico per l’Europa
Secondo le imprese firmatarie, il contesto geopolitico rende ancora più urgente rafforzare gli strumenti che permettono all’Europa di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Nel testo della lettera si legge che sicurezza e sovranità europea dipendono dalla capacità di costruire un’economia più competitiva e resiliente, capace di:
ridurre la volatilità delle importazioni di combustibili fossili
valorizzare il potenziale dell’energia pulita
sviluppare competenze industriali e tecnologiche avanzate
sostenere l’innovazione industriale
In questo quadro, un EU ETS robusto e prevedibile viene definito uno strumento centrale per orientare gli investimenti nella transizione energetica.
“Il problema non è l’ETS ma i costi dell’energia”
I firmatari contestano l’idea che il sistema di scambio delle emissioni sia il principale fattore che penalizza la competitività dell’industria europea.
Secondo la lettera, il dibattito politico starebbe spostando l’attenzione dal vero nodo della questione: i costi elevati dell’energia legati ai combustibili fossili, la sovraccapacità produttiva globale in alcuni settori e la scarsa integrazione del mercato unico europeo.
In questo contesto, modificare o sospendere l’ETS rischierebbe di indebolire uno dei pochi strumenti economici già funzionanti per guidare la decarbonizzazione industriale.
Le imprese: stabilità normativa per gli investimenti
Secondo Maria Mendiluce, il mercato del carbonio europeo rappresenta uno dei meccanismi più efficaci per stimolare investimenti e innovazione industriale.
Le imprese, sostiene, hanno bisogno soprattutto di stabilità e segnali politici chiari. Un indebolimento del sistema rischierebbe di minare la fiducia proprio nel momento in cui l’Europa dovrebbe accelerare gli investimenti nell’industria pulita.
Un punto condiviso anche da Victor van Hoorn, secondo cui indebolire l’ETS proprio mentre le tensioni geopolitiche dimostrano la fragilità dei mercati dei combustibili fossili sarebbe una scelta miope.
Il ruolo del CBAM e degli investimenti nella transizione industriale
La lettera affronta anche il tema del CBAM, il meccanismo europeo di aggiustamento del carbonio alle frontiere, pensato per evitare la cosiddetta “fuga di carbonio”.
Secondo Leon de Graaf, miliardi di euro di investimenti industriali sono stati già pianificati sulla base dell’attuale architettura normativa che comprende EU ETS e CBAM.
Indebolire questi strumenti, avverte, rischierebbe di compromettere la certezza necessaria per gli investimenti nella decarbonizzazione.
Le richieste delle imprese ai leader UE
Nel documento le aziende indicano alcune priorità politiche per rafforzare la competitività dell’industria europea:
Accelerare lo sviluppo delle energie pulite
Espandere rapidamente la produzione di energia rinnovabile e investire in reti elettriche, sistemi di accumulo e flessibilità energetica per sostenere l’elettrificazione industriale.
Usare i proventi dell’ETS per sostenere l’industria
Destinare parte delle entrate del sistema ETS a strumenti come contratti di fornitura di energia pulita a lungo termine (PPA) per l’industria.
Rafforzare il CBAM
Garantire che il meccanismo funzioni in modo efficace e, se necessario, estenderlo ad altri settori per prevenire la fuga di emissioni.
Accelerare le tecnologie pulite
Utilizzare in modo più efficiente i fondi europei legati all’ETS, come il Fondo per l’innovazione e il Fondo per la modernizzazione, per sostenere la diffusione delle tecnologie industriali a basse emissioni.



















































































































































































































































































































































































































