Presentazione del Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS” al Senato con Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum
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Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum firmano in Senato il Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS”. Obiettivo: ridurre gli “inquinanti eterni”, rafforzare le tecnologie di trattamento e applicare il principio “chi inquina paga”

Un passo concreto verso la riduzione degli “inquinanti eterni”. È questo l’obiettivo del Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS”, firmato da Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum e presentato il 9 marzo a Senato della Repubblica a Roma.

Il documento nasce con l’intento di affrontare una delle sfide ambientali e sanitarie più rilevanti degli ultimi anni: la diffusione dei PFAS, sostanze chimiche estremamente persistenti nell’ambiente e potenzialmente dannose per la salute umana.

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo scientifico, tra cui esponenti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, a testimonianza dell’importanza crescente del tema nella gestione delle politiche ambientali e sanitarie.

Cosa sono i PFAS e perché preoccupano

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono una famiglia di oltre 10.000 composti chimici sintetici utilizzati per rendere i materiali resistenti all’acqua, al grasso e alle alte temperature.

Si trovano in molti prodotti di uso quotidiano, tra cui: rivestimenti antiaderenti; imballaggi alimentari; tessuti tecnici e prodotti impermeabili.

La loro caratteristica principale è l’elevata stabilità chimica, che li rende molto difficili da degradare. Proprio per questo vengono spesso definiti “inquinanti eterni”, perché possono accumularsi nell’ambiente e negli organismi viventi per lunghi periodi.

Di recente il Consiglio Europeo ha adottato in via formale la nuova direttiva che aggiorna e amplia l’elenco delle sostanze inquinanti presenti nelle acque superficiali e sotterranee, introducendo limiti più severi e linee guida per contenerne la diffusione, soprattutto nell’acqua potabile.

Le posizioni delle organizzazioni firmatarie

Secondo Barbara Marinali, vicepresidente vicaria di Utilitalia, i gestori del servizio idrico stanno già lavorando per ridurre la presenza di queste sostanze. “Monitoriamo costantemente i PFAS nelle acque distribuite e abbiamo avviato investimenti importanti per il loro abbattimento con le migliori tecnologie disponibili. Ma la soluzione deve essere prima di tutto la prevenzione”.

Marinali sottolinea anche un punto chiave: i costi della depurazione non devono gravare solo sui cittadini attraverso le tariffe idriche.

Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, il Manifesto rappresenta invece l’inizio di una nuova fase di collaborazione. “È un passo importante per rafforzare l’impegno contro la piaga dei PFAS e trasformare le battaglie portate avanti nei territori in un’azione strutturale e condivisa”.

Anche il mondo delle associazioni dei consumatori guarda con favore all’iniziativa. Il presidente di Consumers’ Forum, Furio Truzzi, sottolinea la necessità di un coinvolgimento ampio. “La sfida dei PFAS è enorme e richiede il contributo di tutti: associazioni, imprese e cittadini”.

Le azioni previste dal Manifesto

Il Manifesto propone un approccio basato su evidenze scientifiche e collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini.

Tra le principali azioni indicate nel documento ci sono:

Eliminazione progressiva dei PFAS

L’obiettivo è sostituire gradualmente queste sostanze con alternative più sicure, accompagnando la trasformazione con un quadro normativo stabile che favorisca l’innovazione industriale.

Applicazione del principio “chi inquina paga”

Uno dei punti centrali riguarda la responsabilità economica dell’inquinamento. I firmatari chiedono che i costi di gestione e bonifica non ricadano sulla collettività, ma sui soggetti responsabili della contaminazione.

Rafforzamento delle tecnologie di trattamento

Il documento promuove lo sviluppo e l’adozione di tecnologie più avanzate per rimuovere i PFAS dai sistemi di trattamento delle acque e dei rifiuti.

Sostegno alla transizione industriale

Previsti anche strumenti finanziari e politiche di accompagnamento per supportare imprese e gestori dei servizi pubblici nel percorso di trasformazione verso processi produttivi più sostenibili.

Il ruolo dell’Europa e del regolamento REACH

Un altro obiettivo del Manifesto è quello di favorire una maggiore armonizzazione delle norme a livello europeo, basata sul principio di precauzione.

In questo contesto resta centrale il regolamento REACH – Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals, uno degli strumenti principali dell’Unione europea per controllare e limitare le sostanze chimiche pericolose.

Un impegno comune per salute e ambiente

Con la firma del Manifesto, Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum si impegnano a promuovere tra istituzioni, imprese e società civile azioni concrete per ridurre e sostituire i PFAS, rafforzando una responsabilità condivisa nella tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

L’obiettivo finale è chiaro: ridurre drasticamente la presenza degli “inquinanti eterni” e costruire un sistema produttivo più sicuro e sostenibile per le generazioni future.

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