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Sentinel-6B entra in orbita: il nuovo satellite europeo-Nasa misurerà l’innalzamento dei mari con precisione record, cruciale per monitorare il clima

L’ultimo “guardiano” dei nostri oceani è ufficialmente in orbita. Il satellite Copernicus Sentinel-6B, lanciato alle 06:21 CET di oggi dalla base di Vandenberg, in California, ora vola intorno alla Terra con un compito decisivo: monitorare l’altezza dei mari, uno degli indicatori più importanti del cambiamento climatico.

Si tratta del successore diretto di Sentinel-6 Michael Freilich, in attività dal 2020. Insieme, i due satelliti garantiscono una continuità nelle misurazioni iniziata negli anni ’90 con le missioni Topex-Poseidon e Jason: un archivio prezioso e ininterrotto che permette agli scienziati di capire come e quanto il livello dei mari stia aumentando.

Un lancio perfetto e un segnale arrivato dal Canada

Dopo il decollo a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, Sentinel-6B è entrato in orbita in meno di un’ora. Il primo segnale fondamentale è arrivato alle 07:54 CET al centro operativo dell’ESA in Germania, grazie alla stazione di terra di Inuvik, nel nord del Canada: conferma che il satellite è “vivo” e pronto a lavorare.

Ora gli ingegneri dell’Agenzia Spaziale Europea stanno gestendo le prime fasi della missione, prima di passare il controllo a Eumetsat, l’agenzia europea che si occupa del monitoraggio meteorologico.

Perché questo satellite è così importante?

L’innalzamento del livello del mare non è un fenomeno lontano, ma una realtà che riguarda milioni di persone che vivono nelle zone costiere. Per questo Sentinel-6B rappresenta un tassello fondamentale: grazie alla sua tecnologia avanzata di altimetria radar, può misurare l’altezza della superficie marina con una precisione mai raggiunta finora.

Oltre a monitorare i cambiamenti a lungo termine, il satellite fornirà informazioni operative in tempo quasi reale:

  • altezza significativa delle onde,

  • velocità del vento,

  • dati utili alle previsioni oceaniche e meteorologiche.

In pratica, il satellite guarda l’oceano dall’alto e restituisce l’immagine più completa possibile dello “stato del mare”.

La tecnologia dietro Sentinel-6B

Il satellite invia impulsi radar verso la superficie del mare e misura il tempo impiegato a tornare indietro: combinando questi dati con la posizione precisa del satellite si ottiene l’altezza dell’oceano.

C’è inoltre un alleato fondamentale: un radiometro a microonde avanzato della NASA, che corregge gli effetti del vapore acqueo atmosferico sulle misurazioni radar. Il risultato? Dati estremamente accurati, indispensabili per la ricerca e la pianificazione climatica.

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Una missione internazionale senza precedenti

Sentinel-6B fa parte del programma europeo Copernicus, ma è il frutto di una cooperazione internazionale eccezionale. Al progetto lavorano insieme
Unione Europea, ESA, NASA, Eumetsat, NOAA e con il contributo dell’agenzia spaziale francese CNES.

Simonetta Cheli, direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, ha sottolineato: “Questo risultato dimostra cosa si può realizzare quando agenzie e industrie internazionali lavorano insieme per un obiettivo comune”.

Cosa succede adesso

Il satellite resterà per qualche settimana sotto stretto controllo del centro ESA, che ne verificherà ogni funzione. Dopo la fase iniziale, il monitoraggio passerà a Eumetsat, che lo integrerà nella rete operativa di osservazione degli oceani.

Con Sentinel-6B, il mondo dispone ora di uno strumento ancora più potente per capire come sta cambiando il nostro pianeta e per prepararsi agli impatti dell’innalzamento dei mari sulle comunità costiere.

Un altro passo avanti nella lotta — e nell’adattamento — alla crisi climatica.

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