- 03/10/2026
- Redazione
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Si è chiuso a Roma il Forum Euromediterraneo dell’Acqua: il Mediterraneo al centro della sfida per la sicurezza idrica, tra investimenti, resilienza e cooperazione internazionale
Nel Mediterraneo l’acqua è sempre più legata alla sicurezza dei territori, alla crescita economica, agli investimenti e agli equilibri geopolitici.
È attorno a questa consapevolezza che si è sviluppato il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, che dal 29 settembre al 2 ottobre ha portato alla Nuvola di Roma istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese, gestori del servizio idrico, ricercatori e rappresentanti della società civile.
I numeri restituiscono la dimensione dell’appuntamento: oltre 5mila iscritti, circa 700 relatori e più di 100 tra panel, conferenze e workshop. Quattro giornate di confronto dedicate alle grandi sfide che attendono il Mediterraneo, dalla sicurezza idrica alla resilienza dei territori, dalla cooperazione internazionale alla necessità di mobilitare nuovi investimenti.
L’acqua diventa una questione strategica
Il filo conduttore del Forum è stato il riconoscimento dell’acqua come una risorsa strategica per il futuro dell’area mediterranea. Una prospettiva che supera la tradizionale dimensione della tutela ambientale e coinvolge direttamente imprese, finanza, istituzioni e comunità locali.
Tra i temi discussi, particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle aziende. Imprese appartenenti a settori diversi hanno presentato esperienze e strategie per ridurre i consumi, riutilizzare l’acqua e aumentare l’efficienza nella gestione della risorsa.
Un passaggio significativo è arrivato dal CEO Water Summit, che ha riunito imprese e istituzioni attorno alla necessità di assumere impegni concreti per la tutela del ciclo idrologico e per rafforzare la resilienza dei territori mediterranei.
La questione, dunque, non riguarda più soltanto la quantità di acqua disponibile. Riguarda anche il modo in cui viene utilizzata, le infrastrutture necessarie per gestirla e la capacità dei sistemi produttivi e dei territori di adattarsi a una disponibilità sempre più incerta.
Investire nell’acqua per rafforzare la resilienza
Un altro capitolo centrale del Forum è stato quello degli investimenti. I rappresentanti delle istituzioni finanziarie internazionali e gli operatori del settore hanno discusso della necessità di mobilitare nuove risorse per infrastrutture e sistemi idrici più resilienti.
La prospettiva emersa dagli incontri è quella di considerare l’acqua non soltanto come una voce di costo, ma come un investimento strategico per la resilienza, la crescita economica e la tutela degli ecosistemi.
È un cambio di prospettiva importante, soprattutto per un’area come il Mediterraneo, dove la pressione sulle risorse idriche si intreccia con le esigenze di sviluppo economico e con la necessità di proteggere territori ed ecosistemi.
La chiusura con la Commissaria europea Dubravka Šuica
A chiudere il Forum è stata una cerimonia alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Dubravka Šuica, Commissaria europea per il Mediterraneo, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Alvaro Lario, presidente dell’International Fund for Agricultural Development e Chair di UN-Water, e Joan Borrell, vicesegretario generale dell’Unione per il Mediterraneo.
Presenti anche rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali e degli enti scientifici coinvolti nella manifestazione.
La chiusura ha rappresentato il punto di arrivo di quattro giorni nei quali il tema dell’acqua è stato affrontato da prospettive diverse, mettendo in relazione politica, diplomazia, ricerca, industria e finanza.
La “diplomazia dell’acqua” e la Rome Initiative
Per Maria Spena, presidente del Comitato Italiano One Water, il risultato del Forum è andato oltre le aspettative.
«Abbiamo oltrepassato le 5.000 registrazioni e, in soli quattro giorni, abbiamo coinvolto 700 relatori in più di 100 incontri tra panel e workshop», ha dichiarato Spena, sottolineando lo «slancio per rendere il Mediterraneo il più importante hub di resilienza idrica».
Secondo la presidente del Comitato Italiano One Water, dal confronto è emersa la richiesta di un programma d’azione sull’acqua capace di coinvolgere trasversalmente tutti i settori, dando particolare attenzione alle comunità locali e alle popolazioni maggiormente esposte alla scarsità idrica e al degrado degli ecosistemi.
Spena ha inoltre richiamato il tema della “diplomazia dell’acqua”, sottolineando come l’impegno italiano non debba fermarsi alla conclusione del Forum.
In questa direzione si inserisce la Rome Initiative on Water, lanciata durante il Forum e sulla quale, secondo quanto riferito da Spena, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha già annunciato l’approvazione di un primo progetto destinato a sostenere i Paesi partner.
L’acqua, in questa prospettiva, diventa anche uno strumento di cooperazione internazionale e di dialogo tra Paesi che condividono risorse, ecosistemi e vulnerabilità.
Il Mediterraneo, un hotspot della biodiversità
La dimensione ambientale rimane però centrale. Nel suo intervento conclusivo, Spena ha richiamato la particolare rilevanza del Mediterraneo anche dal punto di vista ecologico.
Con circa 46mila chilometri di coste e oltre 17mila specie marine, il Mediterraneo rappresenta un’area di straordinaria ricchezza biologica. È anche un crocevia geografico e politico nel quale si incontrano Europa, Africa e Asia.
«Il Mediterraneo rappresenta un unicum geopolitico», ha osservato Spena, evidenziando come i tre continenti che si affacciano sul mare condividano sempre più problemi e opportunità legati al futuro della risorsa idrica.
La tutela del Mediterraneo, quindi, passa anche dalla capacità di affrontare insieme la gestione dell’acqua, la protezione degli ecosistemi e la resilienza dei territori.
Da Roma un’agenda per il futuro dell’acqua
Con la conclusione del Forum, Roma ha ospitato per quattro giorni uno dei principali momenti di confronto internazionale dedicati alla risorsa idrica nell’area euromediterranea.
Il risultato più significativo non è soltanto nei numeri della manifestazione, ma nel tentativo di mettere in relazione mondi che spesso affrontano il problema dell’acqua da prospettive separate: istituzioni, imprese, finanza, ricerca e comunità locali.
La sfida, ora, sarà trasformare il confronto in iniziative concrete. Perché nel Mediterraneo l’acqua non è soltanto una risorsa da proteggere: è sempre più un elemento decisivo per resilienza, sviluppo economico, sicurezza e cooperazione internazionale.

















































































































































































































































































































































































































































