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Accordo UE-Mercosur sotto accusa: Confagricoltura e Coldiretti temono concorrenza sleale e chiedono reciprocità e tutele per l’agricoltura italiana

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur torna a far discutere e divide il mondo agricolo italiano. Dopo il primo via libera arrivato a Bruxelles dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri, Confagricoltura e Coldiretti alzano la voce: l’intesa, così com’è, rischia di penalizzare pesantemente le imprese agricole europee e italiane.

Al centro delle critiche c’è soprattutto il principio di reciprocità, considerato fondamentale per garantire una concorrenza leale e la tutela dei consumatori.

Confagricoltura: “Così si crea una concorrenza sleale”

Confagricoltura esprime “forti perplessità” sull’impatto dell’accordo UE-Mercosur per il settore agricolo. Secondo la Confederazione, il testo attuale presenta criticità che non possono essere ignorate, a partire da un’evidente asimmetria tra regole e obblighi.

Da un lato, infatti, alle aziende agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard molto rigidi su sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori. Dall’altro, le stesse regole non vengono applicate con la stessa severità ai prodotti importati dai Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.

Il risultato, denuncia Confagricoltura, è una disparità di condizioni che rischia di mettere fuori mercato molte imprese: aprire il mercato unico a prodotti realizzati con costi e vincoli inferiori significa colpire un modello produttivo che punta su qualità, sicurezza e tracciabilità.

“Valuteremo ogni azione per tutelare le imprese agricole”

Alla luce del primo sì arrivato da Bruxelles, Confagricoltura annuncia che continuerà a seguire con grande attenzione l’iter di ratifica dell’accordo. La Confederazione non esclude iniziative future per difendere la tenuta economica delle filiere agricole e tutelare le aziende del settore.

Il messaggio è chiaro: senza garanzie concrete sulla reciprocità, l’accordo rischia di diventare un boomerang per l’agricoltura europea.

Coldiretti: “Accordo insufficiente, non ci fidiamo”

Ancora più dura la posizione di Coldiretti, che giudica l’intesa “non soddisfacente” e ribadisce la propria sfiducia nei confronti della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Secondo l’organizzazione agricola, un piccolo passo avanti è stato fatto grazie all’intervento del Governo italiano: la soglia per far scattare le clausole di salvaguardia sui prodotti agricoli sensibili è stata abbassata dal 10% al 5%. Un miglioramento che però non basta.

Il nodo della reciprocità e dei controlli

Per Coldiretti, il vero problema resta la mancanza di reciprocità. L’Italia ha chiesto il divieto di importazione di prodotti contenenti residui di sostanze vietate in Europa, ma ora – sottolinea l’associazione – spetta alla Commissione europea tradurre questi impegni in regole concrete.

Il principio è semplice: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi imposti agli agricoltori europei. Senza questa garanzia, aumentano i rischi per la salute dei consumatori e per la sopravvivenza delle aziende agricole.

“Così si favorisce l’industria chimica, non i contadini”

Coldiretti punta il dito anche contro quello che considera un effetto collaterale dell’accordo: il vantaggio per l’industria chimica, in particolare tedesca, che produce fitofarmaci vietati in Europa ma esportati nei Paesi del Mercosur. Prodotti che, senza reciprocità, rischiano di tornare “nel piatto” dei cittadini europei attraverso le importazioni alimentari.

Un paradosso che, secondo l’organizzazione, va a discapito sia degli agricoltori sia dei consumatori.

Mobilitazione in arrivo: appuntamento a Strasburgo

Per Coldiretti, ora “la palla è nel campo della Commissione europea”. Se non arriveranno risposte chiare e vincolanti sulla difesa degli standard europei, la protesta continuerà.

L’associazione ha già annunciato una mobilitazione a Strasburgo il prossimo 20 gennaio, per ribadire il proprio no a un accordo che, così com’è, viene considerato sbilanciato e dannoso per l’agricoltura europea.

Il dibattito sull’accordo UE-Mercosur, insomma, è tutt’altro che chiuso. E il mondo agricolo italiano promette battaglia.

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