- 28/05/2026
- Redazione
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Biocarburanti e bioraffinerie: il cuore della strategia green
Enilive punta a raggiungere entro il 2030 una capacità di lavorazione di 5 milioni di tonnellate di materie prime, con oltre 2 milioni dedicate al SAF-biojet destinato al trasporto aereo.
La produzione si basa soprattutto su materie prime sostenibili, residui e scarti certificati, evitando competizione con la filiera alimentare. Nel 2025 oltre il 95% delle materie prime utilizzate deriva infatti da rifiuti e residui.
Tra gli asset strategici figurano le bioraffinerie di Venezia e Gela, considerate modelli di riconversione industriale. A Gela è stata avviata la produzione di SAF-biojet, mentre Venezia rappresenta il primo caso di conversione di una raffineria tradizionale in bioraffineria.
Le nuove bioraffinerie in Italia e all’estero
Il piano di crescita coinvolge anche nuovi impianti e ampliamenti produttivi in Italia, Stati Uniti e Asia. I principali progetti riguardano: Livorno, Sannazzaro, Priolo, Pengerang in Malesia, Daesan in Corea del Sud e Chalmette in Louisiana.
L’obiettivo è aumentare la produzione di HVO diesel, SAF e bio-GPL, rafforzando la presenza internazionale nel settore dei carburanti rinnovabili.
HVO e SAF: le tecnologie chiave per ridurre le emissioni
Secondo i dati riportati da Enilive, nel 2025 il carburante HVO consente una riduzione delle emissioni di CO2 pari al 79,5% rispetto al combustibile fossile tradizionale, in linea con la direttiva europea RED.
Il SAF-biojet viene invece indicato come uno degli strumenti più importanti per la decarbonizzazione del trasporto aereo, settore considerato “hard to abate”, cioè difficile da elettrificare.
La strategia aziendale punta su un mix di soluzioni tecnologiche: biocarburanti avanzati, elettrico, idrogeno, biometano e smart mobility.
Una visione che segue il principio della neutralità tecnologica, senza puntare esclusivamente sull’elettrificazione.
Le stazioni di servizio diventano mobility hub
Uno dei pilastri della trasformazione riguarda la rete commerciale. Le stazioni Enilive stanno evolvendo in “mobility hub” capaci di offrire servizi integrati per automobilisti, trasportatori e viaggiatori.
La rete conta circa 4.000 stazioni in Italia e 1.300 nel resto d’Europa. Qui trovano spazio: ricarica elettrica, carburanti HVO, servizi digitali, ristorazione, telepedaggio, consegna pacchi e car sharing.
Il progetto COMBO e la ristorazione sostenibile
Tra le iniziative più innovative emerge il format COMBO, nato dall’unione tra Enilive Café e ALT Stazione del Gusto, il progetto gastronomico firmato dallo chef Niko Romito.
Le nuove aree di servizio integrano rifornimento, ristorazione e servizi per la mobilità con particolare attenzione all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. Gli edifici utilizzano infatti illuminazione LED, materiali riciclati e soluzioni per il contenimento dei consumi.
Investimenti in innovazione digitale e intelligenza artificiale
La digitalizzazione rappresenta un altro asse strategico del piano Enilive. Attraverso il progetto AI@Enilive l’azienda sta sviluppando sistemi per migliorare efficienza produttiva, tracciabilità delle biomasse e qualità dei processi decisionali.
Sono stati digitalizzati gli impianti di Venezia e Gela, mentre nuove piattaforme consentono di monitorare filiere, emissioni e performance operative.
Grande attenzione anche all’accessibilità digitale, con portali conformi agli standard WCAG e programmi interni di formazione tecnologica e hackathon dedicati ai dipendenti.
Governance, sicurezza e responsabilità sociale
Il report mette in evidenza anche gli aspetti ESG legati a governance, sicurezza e inclusione.
Nel Consiglio di amministrazione il 40% dei componenti è composto da donne e il 67% dei membri ha meno di 50 anni. L’azienda ha inoltre ottenuto certificazioni ISO per qualità, sicurezza, gestione ambientale ed energia.
Sul fronte della sicurezza sul lavoro, il TRIR — indice che misura la frequenza totale degli infortuni — è diminuito del 41% nel 2025.
Formazione, welfare e inclusione
Enilive conta quasi 3 mila dipendenti e ha investito fortemente nella formazione, con oltre 89 mila ore erogate nel 2025.
Tra le iniziative sociali vengono indicati: programmi contro la violenza di genere, supporto alla genitorialità, welfare aziendale, smart working e tutela della salute mentale.
L’azienda ha inoltre rafforzato le attività di coinvolgimento delle comunità locali a Gela e Venezia attraverso progetti educativi, culturali e di sviluppo imprenditoriale.
Le sfide della transizione energetica
Il documento sottolinea come la crescita del settore dei biocarburanti dipenda dalla disponibilità di feedstock sostenibili e da un quadro normativo stabile.
Le direttive europee RED III e il pacchetto Fit for 55 fissano obiettivi sempre più ambiziosi per la riduzione delle emissioni nei trasporti, spingendo il settore energetico verso nuovi investimenti.
Per Enilive, la transizione energetica richiede una strategia integrata capace di combinare innovazione industriale, sostenibilità ambientale e competitività economica.
Roadmap e obiettivi futuri
La roadmap al 2030 prevede: espansione delle bioraffinerie; crescita della produzione SAF; aumento delle stazioni HVOlution; sviluppo di biometano e idrogeno; ampliamento delle colonnine elettriche e investimenti in economia circolare.
L’azienda punta inoltre a consolidare partnership industriali con gruppi internazionali come BMW, IVECO, LG Chem, Petronas ed Euglena per accelerare lo sviluppo di tecnologie low carbon.
La sfida sarà coniugare crescita industriale, sostenibilità e sicurezza energetica in uno scenario globale sempre più competitivo.






















































































































































































































































































































































































































































