- 02/04/2025
- Simone Martino
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La prevenzione dei rifiuti è fondamentale per l’economia circolare e svolge un ruolo fondamentale nell’affrontare il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento
Mentre le misure di prevenzione stanno prendendo piede, sono necessari sforzi più efficaci a livello nazionale per affrontare l’enorme problema dello spreco alimentare
E’ quanto emerge dal rapporto ‘Preventing waste in Europe — Progress and challenges, with a focus on food waste’ dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) che fornisce un aggiornamento sulle misure di prevenzione degli sprechi in tutta l’UE.
Spreco alimentare: una corsa contro il tempo
La valutazione fornisce l’ultimo controllo semestrale sulle azioni di prevenzione degli sprechi tramite dati e tendenze che l’AEA effettua a supporto della direttiva quadro sui rifiuti dell’UE.
Dati gli elevati impatti dello spreco alimentare sui cambiamenti climatici, prevenire lo spreco alimentare è urgente e necessario. L’urgenza di agire risulta necessaria anche per proteggere la biodiversità, ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza alimentare.
Circa 132 chilogrammi di spreco alimentare a persona sono stati generati nell’Unione europea nel 2022, pari a poco più di 59 milioni di tonnellate di spreco alimentare e gli impatti ambientali ed economici sono elevati.
I punti chiave della direttiva quadro sui rifiuti
La direttiva quadro sui rifiuti dell’UE dà priorità alla prevenzione dei rifiuti come strategia più efficace per ridurre gli impatti ambientali e migliorare l’efficienza delle risorse. Impone agli Stati membri di attuare programmi di prevenzione dei rifiuti. Questi programmi promuovono il consumo sostenibile, migliorano la progettazione dei prodotti e riducono l’uso di sostanze nocive. Un obiettivo chiave è quello di disaccoppiare la crescita economica dalla produzione di rifiuti.
Ai sensi della direttiva, l’AEA è incaricata di valutare le politiche di prevenzione dei rifiuti dell’UE e di valutare l’attuazione delle politiche e le tendenze di produzione di rifiuti, nonché i progressi verso il disaccoppiamento dei rifiuti dalla crescita economica e il progresso di un’economia circolare.
Cosa si sta facendo?
Gli Stati membri dell’UE hanno adottato misure per prevenire lo spreco alimentare, investendo in campagne di monitoraggio e sensibilizzazione ed educazione. L’uso di misure normative o misure basate sul mercato, come sussidi e incentivi finanziari per prevenire lo spreco alimentare, rimane però limitato.
Secondo il rapporto per accelerare i progressi, è necessaria una migliore comprensione dell’efficacia delle azioni di prevenzione e del monitoraggio dei progressi.
L’UE, al fine di accelerare i progressi, è prossima ad adottare due obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari che gli Stati membri dell’UE dovranno raggiungere nel 2030. Questi includono una riduzione del 10% degli sprechi alimentari nella lavorazione e nella produzione e una riduzione del 30% pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumatore.
Il rapporto sottolinea, inoltre, che le strategie di prevenzione degli sprechi dovrebbero essere meglio integrate nelle politiche e nelle misure sul clima e sulla biodiversità, sostenendo che la riduzione degli sprechi alimentari può ridurre le emissioni di gas serra, nonché la terra, l’acqua e i materiali utilizzati nella produzione alimentare.
Gli Stati membri dovrebbero, infine, seguire le linee guida della cosiddetta “gerarchia dell’uso alimentare”, che sottolinea un uso e un riutilizzo più efficienti dei prodotti alimentari. Ad esempio, il cibo in eccesso dovrebbe essere donato o trasformato in mangime per animali invece di essere riciclato.
Impatti degli sprechi alimentari
Gli sprechi alimentari rimangono ostinatamente elevati ed è stato difficile ridurli o prevenirli in tutta la filiera del sistema alimentare, dalla produzione, alla lavorazione e produzione, alla vendita al dettaglio, ai servizi di ristorazione e alle famiglie, il che suggerisce che le misure di prevenzione devono essere intensificate
Lo spreco alimentare è responsabile di circa il 16% delle emissioni totali di gas serra del sistema alimentare dell’UE. Secondo la Commissione europea, le perdite economiche sono stimate in 132 miliardi di euro all’anno a causa dello spreco di cibo. Sprecare cibo significa che vengono sprecate anche tutte le risorse necessarie per la sua produzione, come suolo, acqua ed energia.
Credit: EEA
Inoltre, l’onere ambientale della produzione alimentare – come l’elevato apporto di pesticidi chimici necessari per garantire una produzione alimentare stabile ed efficiente – è ancora più problematico, poiché questi impatti nocivi sul suolo, sull’acqua e sull’aria si verificano senza che il cibo venga mai utilizzato. Il cibo non consumato minaccia dunque inutilmente anche la biodiversità.
L’agricoltura, guidata da pratiche di produzione alimentare non sostenibili, rimane la principale causa di perdita di biodiversità, mettendo in pericolo migliaia di specie.








































































































































































































































































































































































































































































