- 05/05/2026
- Redazione
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La nave Gaia Blu del Cnr avvia la campagna SAFE-26 nell’Adriatico per studiare le faglie sismiche offshore e migliorare la prevenzione del rischio sismico
È in corso nel Mare Adriatico centro-meridionale una nuova e ambiziosa campagna di ricerca geologica a bordo della nave da ricerca Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il progetto, denominato SAFE (Seismotectonics of the Adriatic Foreland), punta a indagare in profondità il fondale marino e il sottofondo del mare per individuare strutture tettoniche attive e potenzialmente sismogeniche.
Le operazioni di acquisizione dei dati proseguiranno fino all’8 maggio 2026, con rientro previsto nel porto di Bari.
Un’area “apparentemente stabile” ma ancora poco conosciuta
Uno degli obiettivi più rilevanti del progetto è fare luce su un paradosso geologico: alcune aree dell’Avampaese Apulo, storicamente considerate stabili dal punto di vista tettonico, potrebbero in realtà nascondere faglie attive.
Un tema tornato di stretta attualità dopo i sismi registrati tra il 2024 e il 2025 a Lesina Marina, nel nord della Puglia, che hanno evidenziato un “cluster” sismico offshore ancora privo di una chiara struttura responsabile.
Le tecnologie: imaging del sottosuolo fino a oltre 1 km di profondità
Il cuore della missione è l’acquisizione di dati sismici a riflessione multicanale ad alta risoluzione, capaci di “fotografare” il sottosuolo marino fino a profondità superiori a 1 chilometro.
I dati saranno poi integrati con tecniche di imaging pseudo-3D e con informazioni geofisiche già esistenti, per costruire un modello sempre più dettagliato della struttura geologica dell’Adriatico.
Elemento distintivo della campagna è l’utilizzo di una sorgente sismica elettroacustica innovativa, acquisita nell’ambito del PNRR GeoSciences IR: una tecnologia che riduce sensibilmente l’impatto ambientale rispetto ai sistemi tradizionali, mantenendo però un’elevata qualità dei dati.
Il team: collaborazione tra Cnr, Università di Bari e spin-off
La campagna SAFE vede la collaborazione di diverse istituzioni scientifiche italiane.
A guidare il progetto sono: il Dr. Luca Gasperini (Cnr-Ismar Bologna), Chief Scientist e co-Principal Investigator; il Prof. Vincenzo Festa (Università degli Studi di Bari Aldo Moro – DiSTeGeo), Principal Investigator e il Dott. Francesco De Giosa (ENSU), Project Manager.
Accanto a loro operano ricercatori, tecnici e giovani dottorandi, in un contesto che unisce ricerca avanzata e formazione sul campo.
Gli obiettivi: mappare le faglie e stimare il rischio sismico
La missione ha obiettivi scientifici molto concreti:
- identificare e mappare le strutture tettoniche attive offshore
- verificare la connessione con faglie già note sulla terraferma
- ricostruire l’evoluzione geologica dell’Appennino centro-meridionale
- stimare il potenziale sismogenico delle strutture individuate
Il lavoro si concentra su un punto chiave della ricerca moderna: comprendere dove e come potrebbe generarsi un futuro terremoto.
Innovazione e sostenibilità: meno impatto ambientale in mare
Oltre al valore scientifico, il progetto punta anche sull’innovazione sostenibile. Le nuove tecnologie impiegate consentono infatti di ottenere immagini ad alta risoluzione del sottosuolo riducendo significativamente l’impatto acustico sull’ambiente marino.
Un approccio sempre più centrale nella ricerca oceanografica contemporanea, che cerca di conciliare efficacia dei dati e tutela degli ecosistemi.
Formazione e divulgazione: i giovani al centro della ricerca
La campagna SAFE non è solo un progetto di ricerca, ma anche un’importante occasione di formazione. A bordo della Gaia Blu sono coinvolti giovani ricercatori e dottorandi, affiancati da esperti del settore.
L’iniziativa prevede inoltre attività di divulgazione scientifica rivolte al pubblico, con l’obiettivo di rendere più accessibili temi complessi come la sismotettonica e la geologia marina.
Perché questa ricerca è importante per il futuro dell’Adriatico
I risultati attesi dalla campagna SAFE potrebbero rappresentare un passo decisivo nella comprensione della dinamica geologica dell’Adriatico e dei suoi legami con la sismicità dell’Italia centro-meridionale.
Non si tratta solo di ricerca accademica: le informazioni raccolte potranno contribuire a migliorare le strategie di prevenzione del rischio sismico e la gestione del territorio costiero, con ricadute dirette sulla sicurezza delle comunità locali.
Una nuova mappa del sottosuolo per la sicurezza delle coste italiane
Con la missione SAFE, il mare Adriatico diventa un laboratorio naturale a cielo aperto. L’obiettivo è ambizioso: trasformare dati invisibili in conoscenza utile, per comprendere meglio i rischi nascosti sotto la superficie e prepararsi in modo più consapevole agli eventi futuri.















































































































































































































































































































































































































