- 05/08/2024
- Redazione
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L’energia solare generata dallo spazio potrebbe non essere più solo un sogno fantascientifico, anche se l’energia raccolta servirà per gli altri satelliti
La startup della Florida Star Catcher Industries ha appena ottenuto un finanziamento di 12,25 milioni di dollari per sviluppare la sua costellazione di satelliti ad energia solare in orbita terrestre bassa (LEO) e oltre.
Il progetto
La domanda di applicazioni ad alte prestazioni e ad alta intensità energetica nello spazio, tra cui telecomunicazioni basate sullo spazio, elaborazione in orbita, telerilevamento, voli spaziali umani e applicazioni per la sicurezza nazionale, sta crescendo in modo esponenziale.
Secondo l’azienda la zona orbitale bassa (LEO) ospiterà circa 50.000 veicoli spaziali entro il 2030 (un aumento di circa cinque volte rispetto ad oggi). Questi satelliti avranno bisogno di essere periodicamente riforniti di energia, sia per rimanere funzionanti sia per rimanere in orbita.
“La rete – scrive la società – fornirà energia su richiesta e a concentrazioni più elevate rispetto al Sole ai pannelli solari esistenti dei veicoli spaziali clienti, consentendo loro di generare fino a cinque o dieci volte la quantità di energia che genererebbero altrimenti senza retrofi”.
Star Catcher, dunque, mira a creare una rete di satelliti Power Node in LEO, inviandoli ad un’altitudine di circa 1.500 chilometri. Si creerà, così, una griglia energetica spaziale (space-based energy grid) capace di alimentare tutti i satelliti in orbita, offrendo un’alternativa innovativa e efficiente alla generazione di energia solare terrestre.
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Implicazioni future
La realizzazione della rete energetica spaziale di Star Catcher potrebbe trasformare radicalmente le operazioni spaziali. L’accesso illimitato all’energia permetterà di potenziare numerose applicazioni, dalle comunicazioni dirette ai dispositivi alla elaborazione dei dati avanzata in orbita.
Uno dei principali vantaggi del sistema sarà la riduzione dei costi associati ai lanci spaziali. I satelliti non necessiteranno più di pannelli solari o generatori nucleari propri, permettendo di risparmiare peso e, di conseguenza, denaro. Questo potrebbe incentivare un aumento dei lanci di satelliti più leggeri e meno costosi, favorendo lo sviluppo di una vera e propria industria dei servizi spaziali.












































































































































































































































































































































































































































































