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Il Rapporto ISMEA 2025 conferma l’Italia leader in Europa nel settore agroalimentare con export record e 15 miliardi di investimenti governativi

L’agroalimentare italiano continua a essere un pilastro dell’economia nazionale, resistente alle turbolenze globali e protagonista in Europa. È quanto emerge dal Rapporto Agroalimentare ISMEA 2025, presentato a Roma alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Secondo ISMEA, il settore, dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, contribuisce fino al 15% del PIL nazionale, confermando il suo ruolo centrale per l’economia del Paese.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Il Ministro Lollobrigida ha sottolineato come i dati confermino la validità delle politiche del Governo: “Il settore primario italiano cresce e si afferma sui mercati internazionali grazie al sostegno del Governo, proteggendo agricoltori, allevatori e industria agroalimentare.”

Secondo il Presidente ISMEA, Livio Proietti, e il Direttore Generale, Sergio Marchi, l’agroalimentare è sia motore economico sia patrimonio identitario dell’Italia: “Il Rapporto mostra un settore solido, capace di reagire alle turbolenze globali e crescere sui mercati internazionali. L’export resta decisivo, con gli Stati Uniti come sbocco strategico. Il sostegno pubblico rafforza la competitività del sistema e valorizza l’eccellenza italiana.”

Primati europei e mondiali

L’Italia si conferma leader in diversi ambiti strategici:

  • Primo Paese in Europa per valore aggiunto agricolo: 44,4 miliardi di euro, in crescita costante.

  • Terza in Europa nell’industria alimentare, dietro Germania e Francia, con 38 miliardi di euro (+3,5% rispetto al 2023).

  • Reddito agricolo in forte aumento: +9,2% nel 2024, tra i più alti in Europa.

  • Leader mondiale per prodotti DOP e IGP, con circa 900 registrazioni, simbolo di qualità e distintività italiana.

  • Occupazione agricola in crescita, con circa 1 milione di addetti (+0,7% rispetto al 2023).

  • Investimenti privati record, pari a 10,6 miliardi di euro nel 2024.

  • Produttività agricola superiore alla media UE, con 46.300 euro di valore aggiunto per addetto.

L’export agroalimentare ha sfiorato i 70 miliardi di euro nel 2024, con un saldo commerciale passato dal deficit di 6 miliardi del 2015 a un surplus di 2,8 miliardi. Particolarmente positiva la performance negli Stati Uniti, dove le vendite hanno raggiunto 7,8 miliardi di euro, +17,1% sul 2023.

Le sfide: geopolitica e nuovi dazi

Non mancano le sfide. Secondo il Rapporto, le tensioni geopolitiche globali e le nuove politiche protezionistiche rischiano di influenzare il settore. In particolare, i dazi introdotti dagli Stati Uniti nel 2025 rappresentano un elemento delicato.

Pur essendo meno penalizzati rispetto ad altri settori UE, i prodotti agroalimentari italiani subiranno un dazio medio ponderato del 12,9%. Una valutazione più completa degli effetti sarà possibile solo a metà 2026, considerando le specificità dei singoli comparti e le dinamiche dei cambi.

Leggi anche: Agroalimentare: i dati sull’export confermano l’eccellenza e la forza del settore italiano

15 miliardi dal Governo per filiere, giovani e innovazione

Negli ultimi tre anni, il Governo ha mobilitato oltre 15 miliardi di euro per sostenere filiere, innovazione e occupazione giovanile in agricoltura. Le risorse gestite dal MASAF sono passate da 3,6 a 8,9 miliardi di euro grazie all’attuazione del PNRR agricolo.
Tra gli interventi più rilevanti c’è il Fondo contratti di filiera (FCF), con una dotazione totale di 4 miliardi di euro, pensata per rafforzare le catene produttive italiane.

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