- 10/12/2024
- Redazione
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Si è tenuto presso Palazzo Altieri l’incontro “L’acqua: risorsa strategica” promosso da Registro Italiano Navale – ente privato senza fini di lucro e socio fondatore e di maggioranza di RINA S.p.A. – e The European House – Ambrosetti
L’evento ha messo in evidenza il sempre più attuale tema dell’acqua quale sfida globale tra le più urgenti e complesse del nostro tempo. E’ stato evidenziato come dalla crescente scarsità delle risorse idriche alla gestione sostenibile delle riserve, l’acqua è al centro di dibattiti economici, ambientali e sociali.
Dal dibattito è emerso come circa 2 miliardi di persone nel mondo non abbiano accesso ad acqua potabile sicura e come il cambiamento climatico stia alterando la distribuzione delle risorse idriche.
Per Paolo d’Amico, Presidente del Registro Italiano Navale: «L’acqua rappresenta una risorsa fondamentale ma estremamente limitata: secondo l’Unesco, solo il 2,5% dell’acqua presente sulla Terra è dolce e di questa appena l’1% è accessibile per l’uso umano. Allo stesso tempo, risulta necessario recuperare l’acqua, focalizzandoci su quella che scorre in superficie: circa un quarto di quella che arriva sul territorio attraverso le precipitazioni. È nostro dovere agire con urgenza, investendo in tecnologie innovative e strategie sostenibili, per preservare questa risorsa vitale».
L’Italia paese tra i più esposti allo stress idrico
Da quanto è emerso nel corso della giornata si prevede che nel 2024 si raggiungerà la più elevata anomalia termica della storia italiana, +1,75°C sopra la media degli ultimi trent’anni.
Il nostro Paese è la quarta Nazione in Unione europea per stress idrico (ovvero il rapporto tra prelievi idrici totali e disponibilità di acqua superficiale e sotterranea), posizionandosi dietro a Belgio, Grecia e Spagna, ed è addirittura il primo Paese in Ue per perdite economiche legate all’alterazione del clima.
Sono dodici le regioni italiane esposte a un elevato tasso di stress idrico, in particolare Basilicata, Calabria, Sicilia e Puglia.
Valerio De Molli, Managing partner e CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, ha sottolineato: «I dati che emergono sottolineano una situazione particolarmente delicata per il nostro Paese e siamo orgogliosi di collaborare con il Consiglio di indirizzo del Registro Italiano Navale per portare l’attenzione su questi temi. L’acqua è una risorsa strategica che abilita una filiera industriale e di servizio a elevato Valore Aggiunto: senza la risorsa acqua, un quinto del PIL del Paese (pari a 367,5 miliardi di euro) non potrebbe essere generato. A causa degli effetti del cambiamento climatico il Paese ha perso più del 50% della propria disponibilità idrica nel 2022, portando a un consolidamento del paradigma “Poca acqua – Troppa acqua” con un’alternanza tra periodi senza pioggia ed eventi estremi di piogge intense e allagamenti».
Ugo Salerno, Presidente Esecutivo di RINA, ha affermato: «Anche rispetto ad altri paesi, in Italia l’acqua non manca: secondo un rapporto di ISPRA, nel 2023 abbiamo beneficiato di circa 280 miliardi di metri cubi di precipitazioni, contro i 225 miliardi dell’anno precedente. Diventa quindi fondamentale adottare misure per migliorare la rete idrica realizzando nuovi invasi e recuperando gli esistenti. Altrettanto necessario è ottimizzare l’uso dei miliardi di metri cubi di acqua proveniente dai depuratori, destinandoli ad esempio all’uso agricolo».
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Le priorità
I lavori hanno portato all’identificazione di alcune priorità strategiche per promuovere un sistema idrico più efficiente, sicuro e sostenibile, nello specifico:
1) recupero e ottimizzazione delle infrastrutture attraverso il rinnovo di dighe e bacini che migliora la gestione delle risorse idriche, riducendo sprechi e garantendo una distribuzione equa dell’acqua;
2) digitalizzazione della rete attraverso i sistemi di sensori intelligenti e il monitoraggio in tempo reale delle infrastrutture potendo così rilevare anomalie, perdite o guasti, aumentando la sicurezza e prevenendo criticità;
3) sviluppo di impianti decentralizzati di trattamento delle acque reflue riducendo così il carico sulle strutture centrali, migliorando l’efficienza e favorendo il riutilizzo delle acque trattate grazie a tecniche naturali come il trattamento biologico;
4) depurazione dell’acqua utilizzando tecnologie avanzate, come i filtri a membrana, i trattamenti chimico-fisici e i sistemi di ozonizzazione, potendo eliminare contaminanti dannosi (come metalli pesanti, pesticidi o sostanze organiche) per garantire che le acque rilasciate nei fiumi, nei mari o nelle falde acquifere non compromettano gli ecosistemi; miglioramento delle tecniche di irrigazione e dei modelli agricoli:
5) l’utilizzo di tecnologie digitali, come i sensori di umidità del suolo e i sistemi di irrigazione intelligente, unite all’intelligenza artificiale possono sensibilmente migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua in agricoltura;
6) efficienza nei processi industriali: le industrie che utilizzano una grande quantità di acqua, come la chimica, il tessile o l’alimentare, possono migliorare l’efficienza dei loro processi attraverso tecniche di riciclo e riutilizzo dell’acqua.












































































































































































































































































































































































































































































