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Le esportazioni crescono a fronte di un aumento delle importazioni di circa il 5%, determinando un netto miglioramento della bilancia agroalimentare, che torna positiva

Primato nel 2024 per l’export agroalimentare che raggiunge i 68,5 miliardi di euro (5 miliardi in più rispetto al 2023), mentre l’import agroalimentare si attesta a 67,2 miliardi di euro. È quanto emerge dal Rapporto 2024 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 33ª edizione, realizzato dal Centro CREA Politiche e Bioeconomia.

Cresce l’export del Made in Italy

Ottima anche nel 2024 la performance per le esportazioni del Made in Italy agroalimentare – prodotti ad alto valore aggiunto, riconosciuti all’estero come tipici del nostro Paese – che superano i 50 miliardi di euro, con una crescita del 9,3% rispetto all’anno precedente, maggiore di quella dell’agroalimentare nel complesso. A trainare tale andamento sono soprattutto i prodotti trasformati e le bevande.

“I dati del nostro Rapporto 2024 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari – ha commentato Andrea Rocchi, Presidente del CREA – confermano l’eccellenza e la forza competitiva dell’agroalimentare italiano sui mercati internazionali. Il ritorno a una bilancia commerciale positiva è un segnale chiaro di un settore in salute e testimonia la crescente competitività delle nostre filiere, soprattutto nei segmenti a più alto valore aggiunto. L’agroalimentare italiano è un patrimonio da valorizzare sempre di più, motore di sviluppo economico e coesione territoriale nonché leva fondamentale per la proiezione internazionale del nostro Paese.”

Incremento per tutti i mercati e i prodotti

Nel 2024 l’incremento delle esportazioni riguarda tutti i principali mercati e prodotti. Anche l’andamento per le importazioni è più diversificato e, in alcuni casi, ancora condizionato dall’andamento dei prezzi internazionali di alcune commodities, come il cacao e il caffè greggio.

Per quanto riguarda i principali mercati, l’area dell’UE27 concentra il 58,3% delle esportazioni agroalimentari dell’Italia e il 71% delle importazioni.

L’importanza del mercato americano

Il focus sugli Stati Uniti evidenzia l’importanza di questo mercato per le nostre esportazioni agroalimentari, con un peso dell’11,5% nel 2024, confermando il nostro Paese come un partner strategico per il mercato statunitense, con un rafforzamento, negli ultimi anni, della propria posizione competitiva.

L’Italia è esportatore netto di prodotti agroalimentari verso gli Stati Uniti, che nel 2024 sono diventati il secondo mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano dopo la Germania, superando la Francia.

Nel 2024, grazie all’ottima performance delle vendite verso gli USA (+17,4%) e il Canada (+14,1%), aumenta di quasi un punto percentuale la quota destinata al Nord America, dopo il ridimensionamento dell’anno precedente.

Leggi anche: Nel 2023 nuovo record per l’export agroalimentare italiano

Anche il 2025 si apre positivamente

I primi tre mesi del 2025 registrano una crescita dell’11,7% delle importazioni agroalimentari dell’Italia, spinta dai prezzi ancora elevati di alcune commodities (come caffè greggio e cacao), e delle esportazioni agroalimentari (+6,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con dinamiche diversificate tra i vari prodotti. Ottimi gli andamenti sui mercati esteri di formaggi e prodotti da forno – tra i trasformati – e di frutta.

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