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Prima conferenza italiana sull’agrivoltaico: oltre 200 partecipanti e via ai lavori per un Manifesto nazionale su energia pulita e agricoltura

La prima conferenza italiana dedicata all’agrivoltaico, ospitata nella prestigiosa sede della Camera di Commercio di Firenze, ha fatto registrare un grande successo: oltre 200 partecipanti e la presenza di decine di aziende, enti e istituzioni. Un interesse che conferma quanto il tema dell’integrazione tra energia solare e agricoltura sia ormai centrale nel dibattito sulla transizione energetica.

Durante l’evento è stato annunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione del “Manifesto per l’agrivoltaico concreto ed efficiente in Italia”, un documento che mira a definire 20 punti chiave – tecnologici, agricoli e autorizzativi – da proporre alle istituzioni per accelerare lo sviluppo del settore.

Un settore in crescita tra energia pulita e agricoltura moderna

La giornata di lavori, organizzata da ETA con il patrocinio della Reale Ambasciata di Danimarca e di Fondazione UniVerde, ha offerto un confronto tra esperti, aziende agricole e istituzioni su come l’agrivoltaico possa diventare uno dei pilastri della strategia energetica nazionale.

I dati emersi sfatano diversi luoghi comuni: in Italia esistono oltre 1,5 milioni di ettari di terreni agricoli inutilizzati, mentre in Europa basterebbe l’1% dei terreni agricoli per superare i 900 GW di rinnovabili installate, centrando gli obiettivi al 2030.

L’agrivoltaico, spiegano gli organizzatori, non è un semplice “fotovoltaico sui campi”, ma un modello multifunzionale che permette la coesistenza tra coltivazioni e produzione di energia, rendendo le aziende agricole più competitive e resilienti.

Le voci dei protagonisti

L’ambasciatore danese, Peter Taksoe-Jensen ha ricordato come gli agricoltori affrontino “mercati instabili, costi di produzione più elevati e rischi climatici crescenti”, sottolineando che innovazione e nuove tecnologie sono la chiave per superare queste sfide.

Per Confagricoltura, rappresentata dal componente della Giunta nazionale di Confagricoltura e presidente di ConfagriCER, Nicola Gherardi, l’interesse delle aziende è altissimo: “Non si tratta solo di produrre energia pulita. L’agrivoltaico crea spazi multifunzionali, ci sono diversi progetti in itinere, ma i percorsi autorizzativi sono abbastanza complessi. Ad oggi vige una normativa sostanzialmente frammentata e anche gli iter tra le Regioni non sono omogenei nell’applicazione delle procedure, creando talvolta interpretazioni difformi”.

Il presidente di Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio ha definito l’agrivoltaico “la sintesi perfetta tra agricoltura e ambiente”, mentre da Coldiretti, con Francesco Ciancaleoni, è arrivata la conferma che il settore guarda con attenzione a questa tecnologia, utile anche a elettrificare in modo sostenibile i consumi agricoli.

Positivo anche il commento di Cristina Martorana (Legance), che ha sottolineato la tempestività dell’evento in un momento in cui un nuovo decreto ha finalmente definito in modo chiaro che cosa si intenda per agrivoltaico.

Verso un Manifesto condiviso per l’Italia

Durante una delle tavole rotonde, l’associazione Agrivoltaica ha lanciato l’idea di elaborare un Manifesto nazionale. Un’iniziativa accolta subito con favore da aziende del settore e operatori agricoli, con l’obiettivo di fornire un quadro più chiaro e uniforme per lo sviluppo degli impianti.

Il presidente dell’associazione, Alessio Pinzone, ha spiegato: “Vogliamo raccogliere le istanze degli operatori e favorire, attraverso un confronto con decisori e politica, lo sviluppo delle tecnologie agrivoltaiche”.

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Un appuntamento già proiettato al futuro

Per ETA Florence, rappresentata da Angela Grassi, l’evento è già un punto di riferimento: “Possiamo annunciare fin da ora la seconda edizione il prossimo anno”.

Anche gli sponsor, come European Energy Italia, hanno evidenziato il valore del confronto: “L’interesse dimostra quanto l’agrivoltaico sia al centro dell’agenda di sviluppo del Paese”, ha dichiarato il country manager Alessandro Migliorini.

In un momento in cui la transizione energetica richiede soluzioni concrete e collaborative, l’agrivoltaico si conferma un’opportunità reale per coniugare innovazione, sostenibilità e competitività agricola. La nascita del Manifesto potrebbe rappresentare un passo decisivo per trasformare questa visione in una strategia nazionale.

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