- 26/10/2026
- Redazione
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La riconferma del presidente Lula garantisce continuità alla lotta contro la deforestazione e agli impegni climatici internazionali
Luiz Inácio Lula da Silva resterà alla guida del Brasile per altri quattro anni. Il presidente uscente ha vinto il ballottaggio del 25 ottobre 2026 con il 51,79% dei voti validi, pari a oltre 64,2 milioni di preferenze, battendo il senatore Flávio Bolsonaro, fermo al 48,21%. Un risultato ufficializzato dal Tribunale superiore elettorale brasiliano che avrà conseguenze ben oltre i confini del Paese sudamericano.
Al centro della nuova fase politica c’è soprattutto l’Amazzonia, la più grande foresta pluviale tropicale del mondo e uno degli ecosistemi più importanti per gli equilibri climatici globali. La riconferma di Lula garantisce continuità all’impegno dichiarato dal governo brasiliano di porre fine alla deforestazione entro il 2030. Ma tra obiettivi climatici, interessi economici e conflitti sull’uso del territorio, trasformare le promesse in risultati duraturi sarà tutt’altro che scontato.
Amazzonia, la deforestazione rallenta ma la sfida non è finita
I dati più recenti offrono un segnale incoraggiante. Secondo il monitoraggio dell’Istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale (INPE), la superficie disboscata nell’Amazzonia legale è scesa a 3.335 chilometri quadrati nel periodo compreso tra agosto 2025 e luglio 2026, con una diminuzione del 41,8% rispetto ai dodici mesi precedenti. È il valore più basso della serie storica avviata nel 1988.
La tendenza si inserisce in un percorso di riduzione della perdita di foreste che il governo dovrà ora consolidare. La deforestazione, infatti, non rappresenta soltanto una questione di conservazione della biodiversità: la distruzione della vegetazione libera nell’atmosfera parte del carbonio immagazzinato negli alberi e nei suoli, contribuendo al riscaldamento globale.
Il quadro rimane comunque complesso. Ridurre il disboscamento illegale, rafforzare i controlli, contrastare il degrado forestale e ripristinare le aree danneggiate sono interventi distinti, che richiedono risorse, continuità amministrativa e cooperazione con gli Stati federati e le comunità locali.
L’obiettivo fissato per il 2030 rappresenta quindi un banco di prova decisivo. Non basterà migliorare i dati annuali: occorrerà rendere strutturale la protezione della foresta e limitare le attività che ne compromettono la capacità di assorbire carbonio e sostenere gli ecosistemi.
Emissioni in calo, ma il modello energetico resta sotto esame
La riduzione della deforestazione ha contribuito anche alla diminuzione delle emissioni brasiliane di gas serra. Secondo il Sistema di stima delle emissioni del Observatório do Clima, nel 2025 le emissioni lorde del Paese sono scese del 6% rispetto all’anno precedente, passando da circa 2,19 a 2,06 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente.
Il dato indica un progresso, ma non significa che la transizione ecologica sia completata. Le emissioni legate all’uso del suolo sono diminuite, mentre altri comparti dell’economia continuano a porre problemi. Energia, trasporti e agricoltura restano settori cruciali per la riduzione dell’impatto climatico.
È proprio qui che emerge una delle contraddizioni della politica brasiliana. Da una parte, Brasilia rivendica un ruolo internazionale nella lotta al cambiamento climatico; dall’altra, l’espansione delle attività petrolifere alimenta le critiche di organizzazioni ambientaliste e ricercatori.
La questione non riguarda soltanto il rispetto degli impegni internazionali, ma anche le scelte di sviluppo di una delle maggiori economie emergenti. La capacità del Brasile di conciliare crescita, sicurezza energetica e tutela degli ecosistemi sarà determinante per valutare la credibilità della sua strategia climatica.
COP30 e diplomazia climatica: il Brasile sotto i riflettori
La rielezione di Lula assicura continuità alla linea diplomatica che il Brasile ha portato avanti anche con l’organizzazione della COP30 a Belém, nel novembre 2025. La conferenza sul clima ha riportato l’Amazzonia al centro del confronto internazionale, sottolineando il ruolo del Paese nelle trattative sul contenimento delle emissioni e sulla protezione delle foreste.
Per Brasilia, la politica ambientale è anche uno strumento di posizionamento economico e diplomatico. Gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi e il confronto con i partner commerciali possono influenzare gli investimenti, l’accesso ai mercati e la reputazione internazionale delle produzioni brasiliane.
In questo contesto, la cooperazione tra Unione europea e Paesi sudamericani assume un significato che va oltre gli scambi commerciali. Il rispetto degli impegni ambientali e delle regole contro la deforestazione è destinato a pesare sempre di più nei rapporti economici internazionali.
La tutela dell’Amazzonia, dunque, non è soltanto una questione nazionale. Riguarda anche le catene di approvvigionamento, le politiche commerciali e la capacità delle principali economie di integrare gli obiettivi climatici nelle proprie strategie di sviluppo.
Popoli indigeni, il nodo dei diritti territoriali
Un altro fronte decisivo riguarda le comunità indigene, i cui territori svolgono un ruolo essenziale nella conservazione di ampie aree forestali. Il riconoscimento giuridico delle terre, la protezione dei confini e il contrasto alle occupazioni illegali sono strumenti importanti per difendere gli ecosistemi e i diritti delle popolazioni che li abitano.
Nel dibattito seguito alle elezioni, l’ex ministra dei Popoli Indigeni Sonia Guajajara ha sottolineato il legame tra giustizia climatica, demarcazione dei territori e rispetto delle comunità originarie. Il tema riguarda anche la sicurezza delle persone che vivono nelle aree esposte alle pressioni dell’agroindustria, dell’attività mineraria e dell’estrazione illegale di risorse.
La continuità politica può favorire il consolidamento delle misure già avviate, ma i risultati dipenderanno dall’effettiva capacità delle istituzioni di applicare le leggi e garantire protezione sul territorio.
Il Congresso conservatore può frenare le politiche ambientali
La vittoria presidenziale non equivale a un mandato senza ostacoli. Secondo un’analisi dell’Observatório do Clima pubblicata nell’ottobre 2026, circa sette parlamentari su dieci del nuovo Congresso brasiliano presentano un orientamento poco o per nulla allineato alle priorità socioambientali.
Questo dato segnala una possibile difficoltà per il governo: molte misure necessarie a rafforzare i controlli, proteggere le terre indigene o modificare le regole sull’uso del suolo possono richiedere il sostegno del Parlamento.
Il confronto istituzionale sarà quindi centrale. L’esecutivo dovrà trovare il modo di mantenere gli impegni climatici e, contemporaneamente, affrontare le pressioni di settori economici interessati all’espansione delle attività agricole, minerarie ed energetiche.
Il risultato elettorale consegna a Lula la responsabilità di proseguire la propria agenda, ma la sua realizzazione dipenderà anche dagli equilibri legislativi, dalle risorse destinate ai controlli e dalla capacità di costruire accordi politici.
I prossimi quattro anni decisivi per il futuro dell’Amazzonia
La rielezione di Lula apre una nuova fase nella quale il Brasile dovrà dimostrare se la riduzione della deforestazione e delle emissioni possa diventare una tendenza stabile. I progressi registrati negli ultimi anni costituiscono una base importante, ma non cancellano le pressioni che continuano a gravare sulla foresta.
Le scelte dei prossimi quattro anni riguarderanno la tutela degli ecosistemi, i diritti delle popolazioni indigene, il futuro del settore energetico e la credibilità internazionale del Paese. A pesare saranno tanto le politiche adottate dal governo quanto la capacità delle istituzioni di renderle effettive.
Il punto, in definitiva, è se il Brasile riuscirà a trasformare la protezione dell’Amazzonia da obiettivo dichiarato a politica duratura. Una questione che coinvolge direttamente il futuro del Paese, ma anche quello della lotta globale al cambiamento climatico.


































































































































































































































































































