- 11/04/2026
- Luca Martino
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Spesa energetica oltre 405 miliardi: governi corrono ai ripari tra crisi, sicurezza e transizione globale
Negli ultimi cinque anni, una sequenza ravvicinata di crisi globali ha profondamente trasformato il modo in cui i governi affrontano il tema dell’energia. Dalla pandemia alla crisi energetica del 2022, fino alle tensioni geopolitiche più recenti, la risposta è stata un’attività politica senza precedenti, con un aumento significativo della spesa pubblica e una rinnovata attenzione a sicurezza, resilienza e accessibilità.
È quanto emerge dal nuovo rapporto “State of Energy Policy 2026” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che fotografa un panorama globale in rapida evoluzione e sempre più complesso.
Più di 6.500 misure in 84 Paesi: la mappa della nuova politica energetica
Il documento rappresenta una delle analisi più complete mai realizzate sul tema: oltre 6.500 misure politiche censite in 84 Paesi e più di 200 ambiti analizzati, dalla regolamentazione alla spesa pubblica, fino agli impegni climatici.
Al centro del cambiamento c’è un dato su tutti: la spesa pubblica per l’energia è più che raddoppiata dal 2019, superando nel 2025 i 405 miliardi di dollari annui. Una cifra destinata a restare elevata almeno fino al 2030, anche prima delle nuove tensioni legate al conflitto in Medio Oriente.
Gran parte delle risorse è stata indirizzata verso investimenti strutturali: infrastrutture energetiche, energie rinnovabili, efficienza e innovazione industriale. Un segnale chiaro di come i governi stiano cercando di costruire sistemi più solidi nel lungo periodo.
Le lezioni della crisi del 2022: sostegni poco mirati
Uno dei passaggi chiave del rapporto riguarda la gestione della crisi energetica del 2022, innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. In quell’anno, i governi hanno stanziato circa 220 miliardi di dollari per sostenere i consumatori.
Tuttavia, solo un quarto di queste risorse è arrivato alle famiglie più vulnerabili. Il risultato è stato un aumento significativo del peso fiscale, senza una reale ottimizzazione degli interventi.
Allo stesso tempo, la crisi ha accelerato l’introduzione di strumenti di emergenza, soprattutto nel settore del gas: 30 Paesi, responsabili di oltre il 40% delle importazioni globali, hanno rafforzato gli obblighi di stoccaggio.
Minerali critici e nuove dipendenze: il rischio delle filiere
Un altro fronte sempre più strategico è quello dei minerali critici e delle catene di approvvigionamento tecnologico. Circa un terzo delle politiche in questo ambito è stato introdotto negli ultimi cinque anni, segno di una crescente preoccupazione per la concentrazione delle risorse e per i controlli sulle esportazioni.
La sicurezza energetica, dunque, non riguarda più solo petrolio e gas, ma anche materiali essenziali per la transizione energetica.
Efficienza energetica: rallenta la spinta normativa
Nonostante alcuni progressi — con 15 Paesi che hanno rafforzato gli standard — il 2025 ha segnato anche un rallentamento nelle politiche per l’efficienza energetica.
In diversi casi, soprattutto nel trasporto su strada, si è assistito a rinvii o allentamenti normativi. Scelte pensate per ridurre i costi immediati per imprese e cittadini, ma che rischiano di aumentare l’esposizione futura alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.
Una nuova fase di crisi: il rischio di tornare agli anni ’70
Secondo l’AIE, l’attuale crisi legata al Medio Oriente potrebbe aprire una nuova fase decisionale simile a quella delle crisi petrolifere degli anni ’70.
“La politica energetica è plasmata da vincoli globali complessi e in evoluzione”, ha spiegato Laura Cozzi, direttrice per la sostenibilità e tecnologia dell’AIE. “I governi devono proteggere i consumatori e garantire le forniture, senza compromettere gli obiettivi di lungo periodo”.
Il nodo centrale: equilibrio tra emergenza e futuro
Il quadro che emerge è quello di una politica energetica sempre più reattiva, ma anche esposta al rischio di contraddizioni. Le misure adottate per affrontare le emergenze possono infatti entrare in tensione con gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità.
Le scelte di oggi, avverte il rapporto, avranno effetti duraturi sul futuro dei sistemi energetici globali. La sfida per i governi, in un contesto segnato da crisi ricorrenti, sarà trovare un equilibrio tra urgenza e visione strategica.





























































































































































































































