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L’obiettivo del decreto legge è quello di dare esecuzione al regolamento dell’Unione europea in materia di “approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche considerate strategiche”

Il Decreto legge n. 84/2024 riguardante “Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico” è stato approvato ieri in via definitiva al Senato della Repubblica dopo essere passato alla Camera dei Deputati il 30 luglio scorso.

Quali sono le materie critiche considerate strategiche?

La normativa europea muove dal rilievo secondo cui esiste una serie di materie prime non energetiche e non agricole che sono considerate critiche in quanto esposte a un rischio di approvvigionamento elevato, spesso causato da un’alta concentrazione dell’offerta in pochi Paesi terzi.

Sono anche strategiche quelle materie prime critiche che risultano talmente cruciali per il funzionamento del mercato interno, per le transizioni verde e digitale e per il loro utilizzo in applicazioni di difesa e aerospaziali, da potersi prevedere che nei prossimi decenni la relativa domanda è destinata ad aumentare in modo esponenziale.

Cosa prevede il decreto legge?

Il decreto legge stabilisce i criteri per la realizzazione di progetti di estrazione, trasformazione o riciclaggio delle materie prime strategiche rispondendo alla necessità di garantire sul territorio nazionale il raggiungimento degli obiettivi previsti dal regolamento europeo.

Quali sono le misure principali?

Tra le misure principali adottate nel provvedimento c’è l’istituzione presso il Ministero delle imprese e del made in Italy di un Comitato tecnico permanente cui sono affidati compiti di monitoraggio economico, tecnico e strategico delle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche e strategiche, oltre a funzioni di coordinamento in materia.

Il Comitato è composto da membri di diverse amministrazioni, quali il MIMIT, il MEF e il MASE, oltre a rappresentanti della Conferenza unificata.

E’ prevista l’introduzione di aliquote di produzione in materia di giacimenti minerari. In particolare, in relazione alle concessioni minerarie relative a progetti strategici si impone il versamento di un’aliquota del prodotto tra il 5% e il 7%.

I relativi introiti sono destinati ad essere ripartiti in favore dello Stato per i progetti a mare, nonché in favore dello Stato e della regione interessata per i progetti su terraferma.

Viene, inoltre, attribuito all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra – Servizio geologico d’Italia) il compito di elaborare il Programma nazionale di esplorazione, sulla base di una convenzione stipulata con il Ministero delle imprese e del made in Italy e il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. 

Il Programma va approvato entro il 24 marzo 2025. La convenzione stabilisce obiettivi intermedi e finali, la cui mancata realizzazione comporta la revoca del finanziamento. La Carta mineraria aggiornata sarà pubblicata entro il 24 maggio 2025.

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Il Ministero delle imprese e del made in Italy è poi tenuto a provvedere al monitoraggio delle catene del valore strategiche, alla misurazione del fabbisogno nazionale e alla conduzione di prove di stress. Per raggiungere questi obiettivi arriva il Registro nazionale delle aziende e delle catene del valore strategiche.

Il provvedimento, infine, reca anche norme volte a stimolare la crescita e il rilancio delle attività di trasformazione ed estrazione delle materie prime critiche per il rafforzamento delle catene di approvvigionamento.

A tal fine viene modificata la disciplina del Fondo nazionale del made in Italy, che può ora sostenere attività di estrazione e trasformazione di materie prime critiche. INVIMIT s.p.a. può creare fondi per investire in asset immobiliari e strumenti finanziari delle filiere strategiche, collegati a tali immobili.

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