- 30/10/2025
- Luca Martino
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Dopo sei anni di tensioni, il presidente degli Stati Uniti e il leader cinese trovano un’accordo su commercio, energia e cooperazione globale. Ridotti i dazi e avviato il dialogo su petrolio, gas e terre rare
Dopo anni di crescente tensione, Donald Trump e Xi Jinping hanno concluso in Corea del Sud il loro primo incontro bilaterale in sei anni, suggellando un accordo che segna una significativa distensione tra Washington e Pechino.
Domenica 26 ottobre era stato annunciato un accordo preliminare tra Stati Uniti e Cina, e il colloquio di oggi ha confermato la volontà di entrambe le potenze di consolidare quel percorso di cooperazione.
“Un grande successo, su una scala da 1 a 10, l’incontro con Xi è stato 12”, ha commentato Trump al termine della sua missione asiatica, definendo “storico” l’avvio di una nuova fase nei rapporti con Pechino.
Energia al centro dell’intesa
Uno dei punti più significativi riguarda l’accordo energetico. Trump ha annunciato su Truth che la Cina ha accettato di “avviare il processo di acquisto di energia dagli Stati Uniti”, con particolare riferimento a petrolio e gas provenienti dall’Alaska. Il presidente americano ha affermato che Chris Wright e Doug Burgum, insieme ai rispettivi team energetici valuteranno la fattibilità di una “transazione su larga scala”.
Per la Cina, l’intesa rappresenta una possibilità di diversificare le proprie fonti energetiche, mentre per gli Stati Uniti è un segnale di rilancio per il comparto energetico interno.
Terre rare e agricoltura: intese rinnovate
Accordo anche sul delicato tema delle terre rare, con Pechino che manterrà il flusso delle esportazioni “valido per tutto il mondo”. L’intesa avrà durata annuale e sarà rinegoziata di anno in anno.
Trump ha poi annunciato la ripresa immediata degli acquisti di soia americana da parte della Cina, un gesto accolto con favore dagli agricoltori statunitensi, base elettorale strategica per l’ex presidente.
Gli altri punti dell’accordo
Riduzione dei dazi e lotta al fentanyl
Sul fronte commerciale, Trump ha annunciato la riduzione dei dazi sulle merci cinesi dal 57% al 47% e di quelli legati al fentanyl dal 20% al 10%, in cambio dell’impegno di Pechino a collaborare nel contrasto al traffico della sostanza stupefacente che continua a provocare migliaia di morti negli Stati Uniti.
Xi Jinping, da parte sua, ha confermato che i team economici dei due Paesi “hanno raggiunto un consenso sulle principali questioni economiche e commerciali” e che lavoreranno “per finalizzare il lavoro di follow-up il prima possibile”.
Collaborazione su Ucraina e Medio Oriente
Durante il faccia a faccia, i due leader hanno discusso anche di cooperazione sulla guerra in Ucraina e degli sforzi di pace a Gaza, elogiati dallo stesso Xi Jinping. Entrambi hanno convenuto sull’importanza di “mantenere la giusta rotta” e garantire “una navigazione costante della gigantesca nave delle relazioni Cina-Usa”.
Il tema di Taiwan, invece, non è stato affrontato. Sul fronte tecnologico, Trump ha precisato che si è parlato dell’export dei chip americani verso la Cina, ma non del processore di intelligenza artificiale Blackwell prodotto da Nvidia.
Prossime tappe diplomatiche
Trump ha annunciato una visita ufficiale in Cina ad aprile, mentre Xi Jinping ha fatto sapere che ricambierà “più avanti” l’incontro. Il presidente cinese ha sottolineato che Stati Uniti e Cina devono essere “partner e amici, anche se non sempre vedono le cose allo stesso modo”.
“Credo che lo sviluppo della Cina vada di pari passo con la vostra visione di rendere di nuovo grande l’America”, ha dichiarato Xi, aprendo la strada a un nuovo equilibrio nelle relazioni tra le due maggiori potenze economiche del pianeta.




























































































































































































