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Dure dichiarazioni all’ONU: Trump critica l’Europa per le politiche energetiche e migratorie, punta il dito contro la dipendenza dal petrolio russo e le strategie green

Durante il suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato una dura critica all’Europa occidentale, definendo “suicide” le politiche energetiche adottate da alcuni Paesi e collegandole direttamente all’aumento dell’immigrazione.

Per Trump l’europa è in guai seri  

“L’immigrazione e le loro idee energetiche suicide saranno la morte dell’Europa occidentale se non si fa qualcosa immediatamente”, ha dichiarato Trump, sostenendo che il continente “è in guai seri” a causa degli “immigrati che stanno arrivando a frotte”. Secondo il presidente, le nazioni europee non starebbero adottando misure efficaci per contrastare la situazione, frenate dal “politicamente corretto”.

Sul fronte energetico, Trump ha criticato duramente la dipendenza europea dal petrolio russo, affermando che “i Paesi europei devono smettere immediatamente di acquistare petrolio russo, è imbarazzante per loro”. Ha poi aggiunto: “Se la Russia non è pronta a fare un accordo sull’Ucraina, gli Stati Uniti sono pronti ad applicare tariffe, ma l’Europa deve prendere le stesse misure”.

Rinnovabili nel mirino

Trump ha anche espresso forte scetticismo sulle energie rinnovabili, definendole “una fonte che ci fa perdere denaro” e affermando che gli impianti “marciscono e arrugginiscono”. Ha inoltre evidenziato come molte tecnologie per il green siano prodotte in Cina, ma non utilizzate internamente: “Loro usano il gas”.

Citando la Germania come esempio di fallimento delle politiche verdi, Trump ha affermato che il Paese “è sull’orlo del precipizio”, pur riconoscendo positivamente il ritorno al nucleare. “Green vuol dire bancarotta. Il climate change è la più grande truffa”, ha concluso.

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Tensioni USA-Europa: energia, clima e immigrazione al centro del dibattito

Le dichiarazioni hanno suscitato ampio dibattito tra i delegati presenti e pongono nuovamente l’accento sulle tensioni tra Stati Uniti ed Europa in materia di energia, clima e politiche migratorie.

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