- 11/06/2026
- Redazione
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Il caro fertilizzanti mette sotto pressione le aziende agricole europee. Coldiretti chiede all’Unione Europea risorse certe senza tagliare i fondi della Pac e torna a chiedere lo stop a Cbam ed Ets, ritenuti responsabili dell’aumento dei costi per il settore
Le imprese agricole europee hanno bisogno di interventi concreti e risorse garantite, non di misure temporanee o annunci destinati a rimanere sulla carta. È questo il messaggio lanciato da Coldiretti dopo l’annuncio della Commissione europea di rafforzare la riserva agricola della Politica agricola comune (Pac) con ulteriori 300 milioni di euro.
Secondo l’organizzazione, la decisione rappresenta un segnale positivo, ma non può trasformarsi nell’ennesima operazione di facciata. A preoccupare è soprattutto il rischio che le nuove risorse vengano reperite sottraendo fondi già destinati al settore agricolo, riducendo così la capacità di risposta dell’Unione Europea davanti alle future emergenze.
“Le aziende agricole hanno bisogno di certezze”, sottolinea il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, evidenziando come la riserva agricola rischi di trasformarsi in una “coperta troppo corta” per affrontare contemporaneamente crisi di mercato, eventi climatici estremi e aumento dei costi di produzione.
Il nodo dei fertilizzanti e il peso delle tensioni geopolitiche
Al centro delle preoccupazioni del mondo agricolo resta l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti, aggravata dalle recenti tensioni internazionali e dalle difficoltà logistiche lungo le principali rotte commerciali.
Secondo l’analisi di Coldiretti su dati della Camera di Commercio di Torino, il prezzo dell’urea è salito a maggio fino a 833 euro a tonnellata, contro i 472 euro registrati nello stesso mese del 2025, con un incremento del 77% in appena un anno.
Anche il nitrato ammonico ha registrato un aumento significativo, passando da 369 euro a tonnellata a 486 euro, con una crescita del 32%.
Una dinamica che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle aziende agricole già alle prese con rincari energetici, cambiamenti climatici e volatilità dei mercati internazionali.
A incidere è anche la situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi commerciali mondiali. Secondo le stime della Fao, le difficoltà nella navigazione hanno rallentato la disponibilità di fertilizzanti fino a 3 milioni di tonnellate al mese, con possibili ripercussioni sulla produttività agricola globale.
Coldiretti: “La vera soluzione è cancellare Cbam ed Ets”
Per Coldiretti il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso contributi economici o fondi emergenziali.
L’organizzazione torna infatti a chiedere l’eliminazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) e del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), ritenuti responsabili di aggravare ulteriormente i costi a carico delle imprese agricole e dell’intera filiera agroalimentare.
Secondo l’associazione, queste misure rappresentano oggi un ostacolo alla competitività del settore in una fase storica caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e dall’esigenza di garantire la sicurezza alimentare europea.
La critica si concentra anche sull’iter parlamentare europeo relativo al Cbam. In particolare, Coldiretti giudica “inaccettabile” l’eliminazione dell’articolo 27A, che avrebbe consentito la sospensione del meccanismo in presenza di gravi difficoltà di mercato.
“L’autonomia alimentare è una questione strategica”
A suscitare perplessità è anche il compromesso raggiunto in sede europea che prevede l’utilizzo dei proventi generati dal Cbam per sostenere i comparti in difficoltà.
Per Coldiretti si tratta di una soluzione insufficiente, poiché non prevede riferimenti specifici al settore dei fertilizzanti né indica risorse economiche chiaramente quantificate.
L’associazione ribadisce inoltre il principio dell’“eccezionalismo agricolo”, sostenendo che l’agricoltura e la produzione alimentare debbano essere considerate asset strategici per la sicurezza dell’Europa, al pari dell’energia o della difesa.
In un contesto internazionale sempre più instabile, conclude Coldiretti, garantire l’autonomia alimentare significa tutelare non soltanto gli agricoltori ma l’intero sistema economico e sociale europeo.






















































































































































































































































































































































































