- 21/01/2026
- Simone Martino
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Il biologico accelera nella grande distribuzione italiana. A MARCA 2026 AssoBio presenta i dati NielsenIQ: crescita diffusa, Sud in evidenza e nuove strategie tra industria e GDO
Il biologico cambia passo nella grande distribuzione organizzata italiana. Non più segmento di nicchia, ma motore strutturale di crescita, capace di intercettare nuove esigenze di consumo legate a salute, sostenibilità e qualità.
È questo il messaggio emerso con forza da MARCA by BolognaFiere & ADM, dove AssoBio è stata protagonista con dati di mercato, analisi strategiche e un confronto diretto tra industria e distribuzione.
A MARCA 2026 il biologico diventa leva strategica per la distribuzione moderna
Il convegno “Biologico e GDO: strategie comuni per crescere insieme”, organizzato da AssoBio, ha acceso i riflettori su uno dei comparti più dinamici dell’agroalimentare. MARCA, unica fiera italiana dedicata alla marca del distributore, si conferma così osservatorio privilegiato per capire dove sta andando il mercato.
Accanto al dibattito, AssoBio ha presidiato la manifestazione con una collettiva di otto aziende associate, raccontando attraverso prodotti e filiere un modello di biologico trasparente, innovativo e orientato alla sostenibilità. Un racconto concreto, che parla di processi prima ancora che di etichette.
AssoBio: il biologico cresce più del convenzionale
Ad aprire i lavori, è stata Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio, che ha inquadrato il biologico come leva di sviluppo per la distribuzione moderna. La Presidente Maffini ha evidenziato come nel 2025 il biologico in GDO sia cresciuto molto più del convenzionale, sia in valore sia in volume. Un segnale forte in una società che invecchia e che riconosce sempre di più il ruolo dell’alimentazione sana.
Oggi la GDO tratta solo una trentina di categorie biologiche: un limite che rappresenta al tempo stesso una grande opportunità. “È necessario ampliare l’offerta e creare maggiori sinergie anche attraverso l’innovazione e test di prodotto. Come Assobio, insieme a FederBio e Consorzio Il Biologico, abbiamo contribuito a promuovere una ricerca sulla dieta mediterranea biologica che evidenzia benefici significativi già dopo un mese. Continueremo a lavorare con le Istituzioni, a livello nazionale ed europeo, e con tutti gli attori della filiera per sostenere un settore strategico per la salute dei cittadini e per il futuro del sistema agroalimentare”.
I dati NielsenIQ: crescita diffusa e Sud in accelerazione
A seguire, Nicola De Carne, Retail Customer Success Leader di NielsenIQ, ha presentato un’anticipazione del report sul biologico nella GDO.
I numeri parlano chiaro:
il biologico cresce a volume e a valore,
la crescita è omogenea sul territorio nazionale,
il Sud Italia mostra i trend più dinamici,
supermercati, ipermercati e discount registrano tutti segnali positivi.
Fresco protagonista, famiglie mature sempre più coinvolte
Tra le categorie più performanti spicca il fresco, con l’ortofrutta a trainare la domanda. Uova e gallette restano tra i prodotti biologici più acquistati, mentre il consumo cresce soprattutto nei nuclei familiari più maturi, segno di una maggiore attenzione alla prevenzione e al benessere.
Un dato che rafforza l’idea di un biologico sempre più integrato nella spesa quotidiana, non più relegato a scelte occasionali.
Marca del distributore, assortimento e collaborazione: le sfide aperte
La seconda parte dell’incontro ha dato spazio a una tavola rotonda tra industria e distribuzione, con un confronto diretto sulle strategie di scaffale, sull’identità della marca del distributore e sulle nuove forme di collaborazione lungo la filiera.
Dati condivisi e innovazione mirata
Secondo Sara Caggiati, Direttrice Marketing di Coop Italia, la condivisione dei dati è il vero fattore abilitante: partire da una lettura comune del mercato permette di costruire un’offerta più pertinente, innovare in modo mirato e comunicare con maggiore chiarezza al consumatore.
Sinergie win-win tra produttori e GDO
Per Renato Calabrese, AD di Probios, il valore nasce quando produttori e GDO riconoscono il ruolo dell’intera filiera. Superare approcci basati su percezioni locali e puntare su test commerciali e analisi dei consumi consente di individuare opportunità spesso inesplorate.
Qualità prima dell’etichetta
Roberto Comolli, Direttore Generale Food 5.0 di CRAI, sottolinea una scelta controcorrente: meno comunicazione aggressiva, più qualità. Il biologico non come slogan, ma come approccio agricolo. E dove il bio non è possibile, alternative virtuose restano comunque parte della strategia.
Oltre la replica del convenzionale
Per Paolo Pari (Canova – Almaverde Bio) il limite attuale è la semplice trasposizione del convenzionale in versione bio. Il biologico può invece diventare spazio di vera innovazione, capace di valorizzare lo scaffale oltre la logica di prezzo e promozione.














































































































































































































































































































































































