- 15/04/2026
- Redazione
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Fertilizzanti fermi, raccolti a rischio: la FAO lancia l’allarme su Hormuz. Ecco perché potremmo pagare il cibo molto di più nei prossimi mesi
Una crisi geopolitica può trasformarsi rapidamente in una crisi alimentare globale. È questo il monito lanciato dalla FAO, che accende i riflettori sullo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto mondiale di energia e input agricoli.
Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite, il protrarsi delle tensioni nell’area rischia di interrompere il flusso di fertilizzanti ed energia necessari all’agricoltura, con effetti a catena su prezzi, produzione e stabilità economica globale.
Il rischio: meno fertilizzanti, meno raccolti, prezzi più alti
«Il tempo stringe». Con queste parole Maximo Torero, capo economista della FAO, sintetizza la gravità della situazione.
Il problema è tanto semplice quanto critico: senza fertilizzanti e energia a costi accessibili, gli agricoltori potrebbero ridurre l’uso di input essenziali. Il risultato? Raccolti più scarsi già entro fine anno e un aumento dei prezzi alimentari destinato a protrarsi anche nel 2027.
A rendere il quadro ancora più fragile è il fatto che molti agricoltori operano già con margini ridotti. Una contrazione ulteriore potrebbe spingere fuori mercato intere filiere produttive, aggravando la sicurezza alimentare globale.
Perché lo Stretto di Hormuz è così strategico
Tra il 20% e il 45% degli input agroalimentari globali — tra cui fertilizzanti e componenti energetiche — transita proprio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Si tratta di un passaggio obbligato per le navi commerciali: qualsiasi rallentamento o blocco ha effetti immediati sui mercati. E i mercati di energia e fertilizzanti sono particolarmente sensibili: anche piccoli shock possono tradursi in aumenti di prezzo molto rapidi.
Inflazione alimentare e impatto sull’economia globale
L’ultimo indice dei prezzi alimentari della FAO, aggiornato a marzo, mostrava ancora una relativa stabilità, sostenuta da buone disponibilità di cereali. Ma la situazione potrebbe cambiare rapidamente.
Tra aprile e maggio gli agricoltori dovranno decidere:
- se ridurre le colture per mancanza di fertilizzanti
- oppure se destinare più terreni ai biocarburanti, attratti dai prezzi elevati dell’energia
Entrambe le scelte porterebbero a una riduzione dell’offerta alimentare globale.
Le conseguenze? Un aumento dell’inflazione alimentare che potrebbe costringere i governi a intervenire con politiche restrittive, con effetti su tassi di interesse e crescita economica.
Il rischio di una “tempesta perfetta”
Secondo David Laborde, direttore della divisione economia agroalimentare della FAO, la situazione attuale rappresenta una “crisi di approvvigionamento” che può ancora essere gestita.
Ma il rischio è che si trasformi in qualcosa di molto più grave.
Uno scenario particolarmente critico potrebbe emergere se la crisi geopolitica si combinasse con eventi climatici estremi come El Niño, creando le condizioni per una vera e propria “tempesta perfetta” paragonabile — o persino superiore — a quella vista durante la pandemia.
Le soluzioni: evitare restrizioni e attivare aiuti internazionali
La FAO è chiara sulle misure da adottare:
- evitare restrizioni all’export di fertilizzanti ed energia
- rivedere le politiche sui biocarburanti
- attivare rapidamente strumenti finanziari internazionali
Tra questi, il supporto del Fondo Monetario Internazionale potrebbe risultare decisivo, attraverso meccanismi di bilancia dei pagamenti e fondi dedicati agli shock alimentari.
L’obiettivo è garantire ai Paesi più vulnerabili l’accesso immediato ai fertilizzanti, evitando una competizione distorsiva basata sui sussidi.
Una crisi evitabile, ma serve agire subito
A differenza di disastri naturali o crisi climatiche, il blocco dello Stretto di Hormuz è — sottolinea la FAO — un problema politico e quindi risolvibile.
Ma il fattore tempo è decisivo.
Se le navi non riprenderanno presto a transitare regolarmente, il rischio è quello di innescare una nuova spirale inflattiva globale, con conseguenze dirette su famiglie, imprese e sistemi economici.































































































































































































































































































































