- 26/08/2025
- Redazione
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Uno studio CMCC mostra che semplici report personalizzati aiutano le famiglie a ridurre i consumi di acqua ed energia e migliorano la fidelizzazione
Una piccola spinta può portare a grandi risultati. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Environmental Economics and Management e guidato da Jacopo Bonan, ricercatore presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).
Un esperimento comportamentale lungo due anni
La ricerca dimostra come semplici interventi comportamentali, noti come nudge, possano incentivare pratiche più sostenibili nelle famiglie italiane.
Il cuore dello studio è un esperimento controllato randomizzato durato due anni e realizzato in collaborazione con una multiutility italiana. Alle famiglie coinvolte è stato inviato un report personalizzato sul consumo idrico, con il confronto rispetto ai vicini e suggerimenti pratici per risparmiare.
I risultati parlano chiaro: chi ha ricevuto questi report ha ridotto i consumi d’acqua dell’1,4% e quelli di elettricità dello 0,5%.
Ancora più sorprendenti i dati nei casi in cui l’intervento era mirato esclusivamente al consumo idrico. La riduzione dell’acqua è salita al 2,4%, mentre quella di elettricità ha toccato l’1,7%. Un effetto “spillover” che dimostra come una maggiore consapevolezza in un ambito può tradursi in comportamenti virtuosi anche in altri settori del consumo domestico.
Effetto domino: meno consumi, più fedeltà
Ma non è tutto. I benefici si sono estesi anche al rapporto tra consumatori e fornitori: le disdette dei contratti gas sono calate del 2,8%, quelle dell’elettricità del 3%. Segno che una comunicazione personalizzata e utile può rafforzare la fiducia dei clienti nei confronti delle aziende.
Troppi messaggi? Si perde efficacia
Tuttavia, lo studio evidenzia anche un’importante controindicazione. Quando le famiglie hanno ricevuto contemporaneamente più report—acqua, elettricità e gas—l’efficacia di ciascun messaggio si è ridotta.
Secondo Bonan, questo effetto è dovuto a un sovraccarico cognitivo: troppe informazioni rischiano di saturare l’attenzione delle persone, limitandone la capacità di agire.
“Negli ultimi anni, l’uso di interventi comportamentali per promuovere azioni pro-ambientali è cresciuto significativamente e la nostra ricerca contribuisce a questo filone in espansione,” ha spiegato Bonan. “Tuttavia, sebbene gli interventi comportamentali siano attraenti per il loro rapporto costi-benefici, da soli non possono guidare i profondi cambiamenti sistemici necessari per raggiungere gli obiettivi climatici. Sono indispensabili politiche più ambiziose che rimodellino gli incentivi.”
Un modello replicabile per famiglie e imprese
Lo studio del CMCC rappresenta un contributo rilevante per chi si occupa di politiche ambientali, gestione delle risorse e strategie aziendali. Offre evidenze concrete su come un approccio “gentile”, personalizzato e scientificamente fondato possa fare la differenza: aiutare le famiglie a risparmiare, ridurre l’impatto ambientale e migliorare il legame con le aziende fornitrici.
In un momento storico in cui il cambiamento climatico impone scelte coraggiose, anche un piccolo passo, se ben indirizzato, può diventare una leva potente.
























































































































































































































































































































