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Confagricoltura, Giansanti: “Serve una nuova idea di Europa”. Agricoltura, sostenibilità, energia e geopolitica al centro della strategia futura

Alle radici dell’Unione Europea ci sono tre parole semplici e decisive — terra, cibo, pace. Parole che, nella visione di Confagricoltura, si riassumono in una sola: agricoltura.

È da questo presupposto che il presidente Massimiliano Giansanti ha aperto l’assemblea invernale dell’organizzazione al Teatro Argentina di Roma, richiamando le intuizioni dei padri fondatori dell’Europa: senza sicurezza alimentare, non esiste pace duratura né stabilità economica.

“Agricoltura, economia, democrazia” è stato il titolo scelto per l’assemblea, un trittico che per Giansanti non rappresenta tre realtà distinte, ma una catena che tiene insieme lo sviluppo del continente. “Quando manca il pane, la democrazia diventa fragile”, ha ricordato, rilanciando la necessità di “una nuova idea di Europa” che rimetta al centro la produzione agricola non per nostalgia, ma come condizione di libertà.

“La cucina italiana Patrimonio Unesco è anche merito degli agricoltori”

Un applauso lungo e sentito ha segnato l’annuncio ufficiale: la cucina italiana entra nel Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La notizia è arrivata mentre si svolgeva l’assemblea invernale di Confagricoltura.

Un riconoscimento atteso, ma non scontato, che è motivo di orgoglio e di celebrazione per tutti gli italiani”, ha dichiarato il presidente. “È un riconoscimento che va pure a noi agricoltori che garantiamo la produzione primaria. Ora più che mai dobbiamo fare squadra con tutta la filiera agroalimentare”.

Sostenibilità come innovazione: gli investimenti che mancano

Confagricoltura rivendica di aver imboccato da tempo la strada della sostenibilità ambientale, un passaggio obbligato se si considera la proiezione demografica che porterà il pianeta a sfiorare i 10 miliardi di abitanti nel 2050. L’agricoltura dovrà produrre di più consumando meno risorse, puntando su tecnologie d’avanguardia, agricoltura di precisione, genetica e digitale.

“Sostenibilità per noi non è un termine vuoto, ma significa scienza e ricerca applicata all’agricoltura, significa sistemi infrastrutturali in grado di poter trasportare con minor livello di emissioni le nostre produzioni nel minor tempo possibile e al minor costo sui mercati globali”. 

Ma gli investimenti necessari, denuncia Giansanti, non trovano ancora un’adeguata copertura nelle politiche europee: “La PAC pesa solo per lo 0,4% del PIL dei 27 Paesi. È del tutto insufficiente per affrontare la doppia transizione energetica e digitale”.

Bruxelles chiama: il 18 dicembre la protesta degli agricoltori europei

La visione si traduce anche in mobilitazione. “Non possiamo permetterci che l’Ue disinvesta sull’agricoltura”, avverte Giansanti annunciando la partecipazione alla protesta del 18 dicembre a Bruxelles. In altre parti del mondo, ricorda, “si stanziano risorse importanti”, mentre in Europa si assiste a un “disarmo del settore primario”.

“Le vecchie chiavi non aprono più le nuove serrature”: la svolta di Confagricoltura

Il presidente invita a superare l’idea novecentesca del sindacato agricolo: la modernità richiede nuove competenze, dalla geopolitica alla finanza, dalla tecnologia all’energia. “I nostri valori non cambiano, ma il modo di affermarli sì”, afferma Giansanti, evocando anche le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui corpi intermedi come “spina dorsale del Paese”.

Dal 2026 nascerà una Confagricoltura rinnovata, capace di guardare oltre il perimetro agricolo: “Oggi tutto è agricoltura”.

Geopolitica, energia, acqua: l’agricoltura come sistema

Giansanti ha annunciato la nascita, già dal prossimo anno, di un Osservatorio permanente sulla geopolitica, per comprendere e anticipare gli effetti dei conflitti sulle filiere produttive.

“L’agricoltura è energia”, ribadisce. Il settore deve diventare protagonista della produzione di energia verde, integrando redditività e sostenibilità.

L’acqua torna al centro come risorsa strategica da gestire “con logiche industriali”. Oltre agli invasi, Confagricoltura chiede investimenti sul riuso, sulla depurazione avanzata e sulla valorizzazione dei fanghi in ottica di economia circolare.

Infrastrutture: “Il ponte sullo Stretto ci serve”

Il richiamo alle opere strutturali è netto: “Non possiamo permetterci un gap infrastrutturale che ci rende meno competitivi”. Da qui il sostegno al progetto del ponte sullo Stretto di Messina e la promessa di un confronto sempre più serrato con il ministro Matteo Salvini.

Il governo: Lollobrigida annuncia 15 miliardi in tre anni

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiuso l’assemblea ricordando l’impegno del governo: 15 miliardi in tre anni per sostenere il settore primario. L’Europa, afferma, deve tornare a riconoscere centralità all’agricoltura “come fece alle sue origini”.

Eccellenze italiane, competitività e consumi: gli interventi dal palco

Il cardinale Gianfranco Ravasi ha offerto una riflessione conclusiva dal forte valore simbolico: la terra, ha detto, è “una creatura vivente”, da custodire e coltivare riscoprendone la sacralità nel tempo del Giubileo.

Per il ministro Adolfo Urso, la cucina italiana è un esempio globale di eccellenza e attrattività.

Il presidente dell’ICE, Matteo Zoppas ricorda il lavoro collegiale che ha portato al riconoscimento, e l’impegno dell’Agenzia per la promozione internazionale.

Il presidente Lunelli di Cantine Ferrari si mostra fiducioso nel futuro del comparto vitivinicolo.

Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces, pone l’accento sul valore delle filiere, affermando che non devono essere solo alleate sulla carta, ma devono condividere valori e obiettivi.

Un invito a difendere il valore delle imprese senza perdere il contatto con le nuove generazioni arriva da Marzia Varvaglione presidente CEEV.

La presidente di Agronetwork Farnetti chiede un dialogo più diretto tra produzione agricola e cittadini.

Il presidente Monini dell’omonima azienda richiama l’urgenza di investire sulla comunicazione della qualità italiana.

Una grande alleanza per il futuro dell’agroindustria

A marzo — anzi, “già dalla prossima primavera” — Confagricoltura organizzerà un grande momento di confronto per costruire il manifesto del futuro agricolo e agroindustriale. Una sfida che chiama a raccolta agricoltori, finanza, assicurazioni, energia, lavoro e ambiente.

“Non chiediamo solo regole — conclude Giansanti — ma una visione nuova che unisca sostenibilità e reddito, sicurezza alimentare e transizione energetica, innovazione e lavoro di qualità. L’Europa è il nostro spazio di futuro”.

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