Condividi questo articolo

ENEA e Acque del Chiampo avviano una collaborazione fino al 2027 per sperimentare nuove tecnologie biologiche contro l’inquinamento da PFAS nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione

La ricerca italiana accelera nella lotta contro i PFAS, le sostanze chimiche persistenti considerate tra i principali contaminanti ambientali degli ultimi decenni. ENEA e Acque del Chiampo hanno infatti avviato una collaborazione scientifica che punta a sviluppare e testare nuove soluzioni biologiche e biotecnologiche capaci di ridurre la presenza di questi composti nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione.

L’accordo, operativo fino al 31 dicembre 2027, unirà le competenze dei laboratori del Centro Ricerche ENEA Casaccia di Roma con quelle di Acque del Chiampo, società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Valle del Chiampo, nel Vicentino, territorio tra i più coinvolti dalla contaminazione da PFAS.

Come funzionerà la collaborazione

Il progetto prevede una stretta attività congiunta tra i due enti. Acque del Chiampo metterà a disposizione campioni di acque reflue e fanghi provenienti dagli impianti di depurazione di Arzignano e Lonigo, oltre al patrimonio di dati analitici raccolti dal proprio laboratorio interno, considerato un punto di riferimento nazionale nelle attività di monitoraggio ambientale.

Su questi materiali ENEA condurrà sperimentazioni per individuare e validare nuovi processi di biorisanamento, basati sull’utilizzo di consorzi microbici in grado di favorire la degradazione o la riduzione dei PFAS.

Analisi condivise per migliorare il trattamento delle acque

Uno degli aspetti centrali della collaborazione riguarda anche il confronto tra i risultati prodotti dai laboratori delle due realtà.

L’obiettivo è validare metodologie analitiche comuni, migliorare l’affidabilità delle misurazioni e comprendere con maggiore precisione il comportamento dei microinquinanti durante i processi di depurazione. Informazioni fondamentali per sviluppare tecnologie sempre più efficaci nella rimozione di queste sostanze.

Un progetto che rientra nella strategia nazionale sui PFAS

L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di ricerca che ENEA sta portando avanti insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per rafforzare le attività di monitoraggio, studio e sperimentazione dedicate all’inquinamento da PFAS.

La collaborazione rappresenta anche un riconoscimento del ruolo assunto da Acque del Chiampo nel panorama nazionale della ricerca applicata alla depurazione delle acque e alla tutela ambientale.

Oltre 37 milioni di euro investiti dal 2013

Negli ultimi anni Acque del Chiampo ha destinato oltre 37 milioni di euro alla messa in sicurezza della rete acquedottistica e allo sviluppo di tecnologie innovative per affrontare il problema dei PFAS.

Il percorso ha visto nascere collaborazioni con università, centri di ricerca e imprese altamente specializzate. Tra i risultati più significativi figura anche lo sviluppo della tecnologia RADOX, realizzata insieme allo spin-off dell’Università degli Studi di Padova K-INN Tech, progettata per favorire la degradazione dei PFAS attraverso processi innovativi.

La nuova partnership con ENEA rappresenta quindi un ulteriore passo verso l’individuazione di soluzioni sempre più efficaci per ridurre l’impatto di questi inquinanti e migliorare la qualità delle risorse idriche.

Condividi questo articolo