- 27/06/2026
- Redazione
- 0
CREA e INRAE firmano ad Antibes un accordo strategico per rafforzare la ricerca agroalimentare tra Italia e Francia. Al centro innovazione, sicurezza alimentare, bioeconomia e transizione ecologica
La ricerca diventa uno degli strumenti chiave per affrontare le grandi sfide che attendono il settore agroalimentare europeo. Dalla sicurezza alimentare agli effetti del cambiamento climatico, fino alla necessità di rendere le produzioni agricole sempre più sostenibili e competitive, Italia e Francia scelgono di rafforzare la loro collaborazione scientifica attraverso un accordo destinato a consolidare il ruolo dei due Paesi nell’innovazione applicata all’agricoltura.
Ad Antibes, nell’ambito del vertice bilaterale italo-francese, il CREA, il principale ente italiano dedicato alla ricerca in agricoltura, e INRAE, l’Istituto nazionale francese di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente, hanno firmato una Joint Declaration of Intent che segna un nuovo capitolo nella cooperazione tra i due istituti.
Una ricerca comune per affrontare le sfide globali
L’intesa nasce dalla volontà di mettere in comune competenze scientifiche, infrastrutture e capacità di innovazione per dare risposte concrete alle trasformazioni che stanno interessando il comparto agroalimentare.
L’obiettivo è sviluppare nuove soluzioni in grado di rendere i sistemi produttivi più resilienti, ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni e garantire al tempo stesso qualità e sicurezza alimentare.
La collaborazione interesserà alcuni dei principali ambiti strategici della ricerca europea, dalla bioeconomia alla biodiversità, passando per l’agroecologia, la gestione sostenibile delle risorse naturali, l’economia circolare e lo sviluppo di tecnologie innovative, comprese le applicazioni digitali e le biotecnologie.
Il traguardo condiviso è quello di aumentare la produttività agricola utilizzando meno risorse, limitando gli input chimici e riducendo gli sprechi.
Rocchi: “Un’alleanza strategica per sostenere le imprese”
Per il presidente del CREA, Andrea Rocchi, l’accordo rappresenta molto più di una semplice collaborazione scientifica. Si tratta, ha sottolineato, di un’alleanza strategica fortemente sostenuta dai ministri dell’Agricoltura dei due Paesi per affrontare insieme le grandi sfide globali dell’agroalimentare.
Secondo Rocchi, la cooperazione consentirà di valorizzare le eccellenze scientifiche italiane e francesi, rafforzando la partecipazione ai grandi programmi europei e internazionali e offrendo alle imprese agricole strumenti concreti per affrontare la transizione climatica, digitale ed energetica. L’obiettivo è favorire la diffusione di conoscenze e tecnologie immediatamente applicabili, capaci di migliorare l’efficienza produttiva e la competitività del settore.
Cooperazione scientifica e progetti europei
L’accordo prevede un’intensa attività di ricerca condivisa, lo scambio di ricercatori e competenze specialistiche, l’utilizzo congiunto delle infrastrutture scientifiche e una partecipazione coordinata ai programmi finanziati dall’Unione europea e dalle principali organizzazioni internazionali.
La dichiarazione d’intenti avrà una durata iniziale di quattro anni, con possibilità di rinnovo, e consolida una collaborazione già avviata nel tempo tra i due enti, rafforzando il contributo della ricerca pubblica allo sviluppo delle future politiche europee per l’agricoltura e l’alimentazione.
Un investimento sul futuro dell’agricoltura europea
L’intesa tra CREA e INRAE arriva in una fase in cui il settore primario è chiamato a conciliare produttività, sostenibilità e adattamento ai cambiamenti climatici. In questo scenario la ricerca assume un ruolo sempre più strategico, perché consente di trasferire innovazione alle imprese agricole e di accelerare la transizione verso modelli produttivi più efficienti, resilienti e rispettosi dell’ambiente.
La collaborazione tra Italia e Francia punta proprio a questo: trasformare il patrimonio scientifico dei due Paesi in soluzioni concrete per il mondo agricolo, contribuendo a rafforzare la competitività dell’agroalimentare europeo e la sua capacità di rispondere alle sfide dei prossimi anni.


































































































































































































































































































































































































































































