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Manifestazione di Coldiretti a Firenze con oltre 4mila agricoltori per chiedere misure urgenti contro il caro energia e l’introduzione del credito d’imposta sul gasolio agricolo

Un intervento urgente per arginare l’esplosione dei costi energetici che sta mettendo in difficoltà il settore agricolo italiano. È questo il messaggio lanciato da Coldiretti al Governo in vista del prossimo decreto Energia.

Dal palco della mobilitazione di Firenze, che ha riunito oltre 4mila agricoltori, il presidente Ettore Prandini ha chiesto con forza l’introduzione di un credito d’imposta sul gasolio agricolo, considerato uno strumento “concreto e tempestivo” per sostenere le imprese.

“Le aziende agricole stanno affrontando una pressione crescente che rischia di comprometterne la sostenibilità economica”, ha spiegato Prandini. “Intervenire sui costi significa non solo aiutare le imprese, ma garantire cibo di qualità a prezzi accessibili e tutelare la sicurezza alimentare del Paese”.

L’effetto guerra: rincari fino al 40% in un mese

Alla base dell’emergenza c’è l’impatto della crisi geopolitica in Medio Oriente, che ha innescato una nuova ondata di rincari sulle materie prime e sull’energia.

Secondo le stime del Centro Studi Divulga, in appena un mese:

  • i fertilizzanti sono aumentati fino al +40%
  • il gasolio agricolo è passato da circa 0,85 a 1,38 euro al litro
  • i costi di produzione sono cresciuti oltre il 30%

Un aumento che si traduce in un aggravio fino a 200 euro per ettaro, con effetti diretti su coltivazioni e allevamenti.

Impatto su tutta la filiera: dal grano al latte

Le conseguenze si stanno già facendo sentire su tutta la filiera agroalimentare:

  • olio d’oliva: +205 euro/ettaro
  • cereali: +65-80 euro/ettaro (fino a 200 per il mais)
  • latte: +40 euro a tonnellata
  • suini: +25 euro per capo
  • frutta: +35 euro a tonnellata

A crescere sono anche i costi dei fertilizzanti: l’urea ha raggiunto gli 815 euro a tonnellata, mentre il nitrato ammonico ha toccato i 500 euro.

Un’escalation che rischia di trasferirsi sui prezzi finali, anche perché – ricorda Coldiretti – l’88% dei prodotti alimentari viaggia su gomma.

Gesmundo: “Difendere il reddito degli agricoltori è una priorità”

Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha collegato l’emergenza economica al contesto internazionale.

“Per la prima volta dopo 80 anni sentiamo le sferzate della guerra nelle nostre imprese”, ha dichiarato. “Difendere il reddito degli agricoltori deve essere una priorità in Italia e in Europa, perché significa garantire sicurezza”.

Gesmundo ha anche rivendicato alcune misure già ottenute, come:

  • il prezzo minimo del grano duro attraverso la Commissione Unica Nazionale
  • contratti del latte a 47 centesimi al litro, ben sopra la media europea

Risultati definiti “un piccolo miracolo” frutto della collaborazione tra istituzioni e produttori.

Pressione sull’Europa: “Serve una risposta politica”

Oltre al Governo italiano, Coldiretti chiama in causa anche Bruxelles. Nel mirino l’atteggiamento dell’Unione europea, accusata di aver lasciato ai singoli Stati il peso della gestione della crisi.

Un riferimento diretto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da cui gli agricoltori chiedono un segnale forte.

“L’Europa deve dimostrare di esistere economicamente e politicamente”, è il messaggio arrivato da Firenze.

Tra speculazioni e rischio prezzi: la denuncia di Coldiretti

A preoccupare è anche il sospetto di speculazioni sui carburanti agricoli. Gli aumenti, infatti, risultano in alcuni casi superiori a quelli del diesel tradizionale, con picchi segnalati soprattutto nel Sud Italia.

Per questo Coldiretti ha presentato una denuncia a Procura e Guardia di Finanza.

Il rischio, secondo l’organizzazione, è duplice:

  1. bilanci aziendali sempre più in rosso
  2. aumenti dei prezzi per i consumatori

Uno scenario già visto dopo l’inizio della guerra in Ucraina e che ora potrebbe ripetersi.

La posta in gioco: sovranità alimentare e tenuta del sistema

In gioco non c’è solo la sopravvivenza delle imprese agricole, ma l’equilibrio dell’intero sistema agroalimentare italiano.

La richiesta di Coldiretti è chiara: utilizzare strumenti immediati come il credito d’imposta e rafforzare le politiche di sostegno, anche attraverso i fondi della PAC recentemente recuperati.

Perché, in un contesto di crisi globale, sostenere l’agricoltura significa – oggi più che mai – garantire stabilità economica, sociale e alimentare.

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