- 01/04/2026
- Luca Martino
- 0
Crisi energetica e prezzi in aumento: l’allarme del ministro Pichetto Fratin su gas, GNL e bollette. Cosa sta succedendo e cosa rischia l’Italia
L’Italia non rischia, almeno per ora, una crisi di approvvigionamento energetico. Ma il vero nodo resta il costo dell’energia. È questo il messaggio principale lanciato dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante il Consiglio informale straordinario dei ministri dell’Energia dell’Unione Europea.
Un intervento arrivato in un momento delicato, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle loro ripercussioni sui mercati globali.
Crisi energetica: “Serve una risposta coordinata”
Secondo il ministro, la gestione delle scorte petrolifere ha già dato un segnale chiaro: la risposta deve essere comune e coordinata. “Il rilascio delle scorte di petrolio del 14 marzo ha dimostrato quanto sia importante affrontare insieme la crisi”, ha sottolineato.
Un richiamo alla collaborazione internazionale che diventa centrale in una fase di forte instabilità geopolitica.
Il vero problema? I prezzi, non le forniture
Pichetto Fratin ha chiarito che, allo stato attuale, l’Italia non è in emergenza sul fronte delle quantità di gas e petrolio disponibili.
Il problema è un altro: l’aumento dei prezzi energetici. Le tensioni internazionali stanno infatti spingendo verso l’alto i costi, con ricadute dirette su famiglie e imprese.
GNL e criticità: stop alle forniture da Las Raffan
Un segnale concreto delle difficoltà arriva dal gas naturale liquefatto (GNL).
Gli attacchi ai siti produttivi di Las Raffan hanno provocato sia l’interruzione dei contratti di importazione verso il terminale di Rovigo sia la necessità di reperire forniture alternative.
Il governo sta già lavorando per compensare i volumi mancanti, puntando su rotte diverse.
Stoccaggi e inverno: parte la sfida di aprile
Lo sguardo è già rivolto ai prossimi mesi. Il ministro ha evidenziato l’importanza di
monitorare l’evoluzione della crisi e pianificare con attenzione il riempimento degli stoccaggi.
La campagna partirà ad aprile e si concluderà a ottobre, un passaggio cruciale per garantire sicurezza energetica nel prossimo inverno.
Più offerta e nuove rotte: la strategia italiana
Tra le contromisure indicate:
1. Massimizzare le infrastrutture esistenti sfruttando al massimo i gasdotti già operativi.
2. Diversificare le fonti riducendo la dipendenza da singole aree geopolitiche.
3. Puntare su tutte le tecnologie disponibili inclusi i biocarburanti sostenibili, anche nel trasporto stradale.
Decarbonizzazione: serve un cambio di passo?
Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento ha riguardato le politiche climatiche europee. Il ministro ha posto l’attenzione su un tema particolarmente sensibile: l’impatto economico delle misure fondate sul sistema ETS e sul mercato del carbonio. Da qui, la necessità — secondo il ministro — di rivedere e adattare il percorso della transizione ecologica alla luce del contesto attuale, segnato da nuove criticità e cambiamenti. “Dobbiamo riconsiderare con attenzione le nostre politiche energetiche e di decarbonizzazione”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di un approccio più equilibrato e sostenibile.
Obiettivo: transizione sostenibile senza perdere competitività
La linea del governo italiano punta a un delicato equilibrio: da un lato proseguire con decisione nel percorso di decarbonizzazione, dall’altro garantire la sicurezza energetica del Paese e contenere l’impatto dei costi su imprese e cittadini.
Parallelamente, l’obiettivo è accelerare tutte le misure in grado di rafforzare la resilienza del sistema, rendendolo più solido di fronte alle sfide attuali.










































































































































































































