Condividi questo articolo

Via al nuovo depuratore di Napoli Est: investimento da 111 milioni per dire addio all’inquinamento, riaprire le spiagge e fermare le multe UE da milioni

Un investimento da oltre 111 milioni di euro per trasformare il sistema di depurazione e restituire ai cittadini un tratto di costa oggi compromesso. È stato presentato a Palazzo San Giacomo il progetto di adeguamento dell’impianto di Napoli Est, destinato a servire circa 860mila abitanti in 14 comuni.

L’intervento rappresenta uno snodo strategico per il risanamento ambientale dell’area orientale e per il miglioramento della qualità delle acque del Golfo di Napoli.

Come cambia il depuratore: tecnologia più avanzata e maggiore capacità

Il progetto prevede il superamento dell’attuale impianto, ormai obsoleto, attraverso l’introduzione di processi biologici avanzati, in grado di garantire una depurazione più efficiente e sostenibile.

Il nuovo sistema aumenterà la capacità di trattamento e consentirà di gestire i reflui di una vasta area urbana ad alta densità abitativa. I lavori dureranno circa un anno e mezzo e verranno realizzati senza interrompere il funzionamento dell’impianto esistente.

L’obiettivo: mare pulito e ritorno alla balneazione

Il cuore dell’intervento è il recupero ambientale del litorale di Napoli Est. Migliorando le performance del depuratore, sarà possibile ridurre in modo significativo l’inquinamento e rendere nuovamente balneabili ampie porzioni di costa.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato l’importanza dell’opera:
«Questo impianto era atteso da tempo perché quello attuale è vecchio e sottodimensionato. È un intervento centrale per completare il disinquinamento della zona Est e garantire balneabilità e qualità ambientale».

Stop alle sanzioni europee: un costo da milioni ogni anno

Oltre all’impatto ambientale, il progetto permetterà di superare una procedura di infrazione europea che oggi pesa sulle casse dello Stato.

«È un intervento molto importante – ha spiegato il commissario Fabio Fatuzzo – perché consentirà di rispettare l’ambiente e di superare una procedura per cui l’Italia paga ogni anno 8 milioni e 600mila euro».

Un cantiere complesso senza fermare il servizio

La realizzazione dell’opera presenta anche una sfida tecnica rilevante: costruire il nuovo impianto mantenendo in funzione quello esistente.

«Il depuratore attuale sarà sostituito con uno biologico e ampliato – ha spiegato il responsabile del procedimento Giovan Battista Pasquariello – ma tutto questo avverrà senza interrompere il servizio».

Ambiente, turismo e lavoro: le ricadute sul territorio

Il miglioramento della qualità del mare avrà effetti diretti anche sull’economia locale. La riapertura delle spiagge potrà rilanciare il turismo e generare nuove opportunità occupazionali in un’area con forte vocazione turistica.

Il sottosegretario Antonio Iannone ha evidenziato la portata dell’intervento:
«Siamo davanti a un lavoro di grande impatto ambientale e sociale, fondamentale per azzerare l’inquinamento e chiudere una criticità storica».

Condividi questo articolo