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Il Piano Mattei può diventare il motore di una nuova cooperazione tra Italia e Africa. ECCO: la transizione energetica è la chiave per sviluppo, sicurezza e crescita sostenibile

La transizione energetica può rappresentare il vero banco di prova del Piano Mattei e trasformarsi nell’elemento capace di ridefinire il rapporto tra Italia e Africa. È il messaggio emerso dall’evento “Sicurezza energetica, pace e sviluppo: le potenzialità strategiche del Piano Mattei”, promosso da ECCO, il think tank italiano per il clima, e ospitato dal vicepresidente della Camera dei deputati Sergio Costa nella Sala del Refettorio di Montecitorio.

L’incontro arriva in un momento cruciale, a pochi giorni dalla presentazione della Relazione annuale del Governo sullo stato di attuazione del Piano Mattei, attesa entro il 30 giugno, e rilancia il dibattito sul ruolo che l’Italia può giocare nel continente africano attraverso un modello di cooperazione più moderno e sostenibile.

Superare il modello energetico del passato

Secondo gli esperti intervenuti all’evento, il Piano Mattei può rappresentare un’opportunità concreta per costruire una partnership fondata sullo sviluppo condiviso, superando i tradizionali rapporti economici basati principalmente sull’estrazione e sull’utilizzo dei combustibili fossili.

“La transizione energetica deve costituire il nucleo strategico del Piano Mattei. Attraverso la transizione sarà possibile costruire nuove forme di cooperazione paritarie tra Italia e Paesi africani, fondate sulla resilienza, sullo sviluppo inclusivo e su una prospettiva di lungo periodo”, ha dichiarato Lorena Stella Martini, analista senior di Politica Estera di ECCO.

La sfida non riguarda soltanto la produzione di energia, ma la costruzione di un nuovo paradigma economico capace di generare benefici reciproci e di rafforzare la stabilità politica ed economica delle due sponde del Mediterraneo.

Africa, il paradosso delle rinnovabili

Il continente africano dispone di un enorme potenziale energetico ancora largamente inutilizzato. Secondo i dati richiamati durante il confronto, l’Africa ospita circa il 60% delle migliori risorse solari del pianeta, ma riceve appena il 2% degli investimenti globali destinati alle energie rinnovabili.

Un divario che evidenzia le contraddizioni di un modello di sviluppo ancora fortemente legato agli idrocarburi. Una strategia che, secondo gli analisti, appare sempre meno sostenibile in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati energetici e crescente necessità di garantire sicurezza degli approvvigionamenti.

Le recenti crisi energetiche internazionali hanno mostrato come la dipendenza dai combustibili fossili possa aumentare la vulnerabilità dei Paesi agli shock geopolitici, con effetti diretti sulla crescita economica e sulla stabilità sociale.

Dalle rinnovabili alle filiere industriali locali

Per gli esperti di ECCO, il futuro della cooperazione tra Italia e Africa passa attraverso la creazione di mercati locali legati alle tecnologie pulite e alle energie rinnovabili.

L’obiettivo non è soltanto produrre energia a basse emissioni, ma favorire la nascita di filiere industriali, competenze professionali e nuove opportunità occupazionali in grado di sostenere lo sviluppo economico del continente nel lungo periodo.

Un approccio che potrebbe generare vantaggi anche per il sistema produttivo italiano, aprendo nuove occasioni di collaborazione industriale, innovazione tecnologica e investimenti strategici.

Il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale

La dimensione energetica del Piano Mattei potrebbe inoltre rafforzare il posizionamento geopolitico dell’Italia all’interno dei principali tavoli internazionali.

“Il Piano Mattei può offrire all’Italia l’opportunità di farsi portavoce di politiche trasformative, capaci di generare cambiamenti profondi e duraturi non solo nelle relazioni con l’Africa, ma anche nel contesto multilaterale”, ha sottolineato Martini.

Grazie alle relazioni consolidate con numerosi partner africani, Roma potrebbe infatti esercitare un ruolo di ponte tra Europa e Africa nei principali forum internazionali, dal G7 al G20 fino alle Conferenze delle Parti sul clima (COP), promuovendo politiche che integrino gli obiettivi di sviluppo economico, sicurezza energetica e lotta ai cambiamenti climatici.

Una sfida che vale il futuro del Piano Mattei

Il dibattito evidenzia come il successo del Piano Mattei non dipenderà soltanto dalle risorse mobilitate, ma dalla capacità di costruire un modello di cooperazione realmente innovativo.

La transizione energetica, in questa prospettiva, non viene considerata soltanto una questione ambientale, ma uno strumento strategico per rafforzare la sicurezza, sostenere la crescita economica e costruire relazioni più equilibrate tra Italia e Africa. Una scelta che potrebbe determinare il peso geopolitico dell’iniziativa italiana nei prossimi anni e contribuire a ridefinire il ruolo del nostro Paese nello scenario mediterraneo e globale.

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