Gilberto Pichetto Fratin in audizione al Senato sui sistemi di accumulo dell’energia
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Il ministro Gilberto Pichetto Fratin in audizione al Senato sui sistemi di accumulo dell’energia: obiettivi PNIEC, batterie, aste MACSE e sfide per la rete elettrica italiana

I sistemi di accumulo dell’energia rappresentano uno degli snodi centrali della transizione energetica italiana. Lo ha ribadito il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo oggi in audizione presso l’8ª Commissione Ambiente del Senato.

Nel suo intervento, il ministro ha delineato il ruolo strategico degli accumuli nel percorso di decarbonizzazione delineato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), illustrando lo stato dell’arte del settore, le misure già adottate dal Ministero e le principali sfide che attendono il Paese nei prossimi anni.

Rinnovabili in crescita, rete sotto pressione

Il PNIEC prevede una crescita molto significativa delle fonti rinnovabili: entro il 2030 dovranno coprire il 39% dei consumi energetici complessivi e il 63% della domanda elettrica tramite FER, con 70–80 GW di nuova capacità installata, soprattutto da eolico e fotovoltaico.

Una trasformazione di questa portata pone però problemi strutturali al sistema elettrico nazionale. La produzione rinnovabile, per sua natura intermittente e non programmabile, rischia di non poter essere pienamente utilizzata nelle ore di massima generazione, in particolare nel Sud e nelle Isole, dove la penetrazione delle FER è maggiore. Senza adeguati sistemi di accumulo, il rischio è quello di overgeneration e di mancato raggiungimento degli obiettivi climatici.

Accumulo elettrico: i numeri del sistema italiano

Secondo i dati illustrati dal ministro, forniti da Terna, al 31 dicembre 2025 in Italia risultano installati 14,4 GW di sistemi di accumulo, suddivisi tra:

  • 7 GW di pompaggi idroelettrici (puri e misti)
  • 7,4 GW di sistemi a batterie (BESS), sia stand alone sia integrati negli impianti rinnovabili

Gli obiettivi al 2030 sono però molto più ambiziosi. Il PNIEC prevede lo sviluppo di circa 50 GWh di nuova capacità di accumulo utility scale, pari a 6–8 GW, a fronte di un fabbisogno complessivo stimato da Terna in 122 GWh, con una prevalenza di accumuli utility scale nel Sud e nelle Isole.

A cosa servono gli accumuli: flessibilità e sicurezza della rete

I sistemi di accumulo svolgono una funzione chiave per la stabilità del sistema elettrico. Consentono di: gestire l’eccesso di produzione fotovoltaica nelle ore centrali del giorno;
compensare il rapido calo della produzione rinnovabile nelle ore serali; ridurre le congestioni di rete; garantire regolazione di frequenza e tensione; aumentare la resilienza del sistema in caso di eventi critici; assicurare l’adeguatezza complessiva del sistema elettrico.

I meccanismi di mercato: Capacity Market e MACSE

Per stimolare gli investimenti nel settore, dal 2021 sono stati introdotti specifici strumenti di mercato. Il primo è il Capacity Market, pensato per garantire l’adeguatezza del sistema elettrico e attrarre investimenti soprattutto nel Nord e nel Centro-Nord.

Il secondo è il MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico), dedicato esclusivamente agli accumuli e orientato al Sud e alle Isole, con l’obiettivo di ridurre il taglio della produzione rinnovabile e migliorare la flessibilità della rete.

Secondo il ministro, gli strumenti sopra indicati ed in particolare il MACSE ha favorito una crescita notevole degli investimenti nei Battery Energy Storage Systems (BESS).

Autorizzazioni e digitalizzazione: il portale “Permitting BESS”

L’aumento delle richieste ha reso necessario rafforzare e semplificare i procedimenti autorizzativi. Dal 2 dicembre 2024 è operativo il portale digitale “Permitting BESS”, attraverso il quale vengono gestite tutte le istanze di autorizzazione unica per gli impianti di accumulo.

Il bilancio dell’attività amministrativa è significativo:

  • 132 decreti autorizzativi rilasciati
  • 11,2 GW di potenza complessiva autorizzata
  • 69 autorizzazioni solo nel 2025, per quasi 6,6 GW

Attualmente sono in istruttoria 451 procedimenti, per una potenza complessiva di 66 GW, un carico di lavoro che richiede un presidio costante delle strutture ministeriali.

La prima asta MACSE e i risultati del 2025

Nel settembre 2025 si è svolta la prima asta MACSE, dedicata alle batterie agli ioni di litio. L’asta ha messo a gara 10 GWh di capacità, con contratti quindicennali a partire dal 2028.

La partecipazione è stata molto elevata, circa quattro volte superiore al volume offerto, generando una forte concorrenza e premi nettamente inferiori alle attese: tra 14.300 e 18.800 euro/MWh a seconda della zona di consegna, contro un tetto massimo fissato dall’ARERA a 37.000 euro/MWh.

Dal punto di vista territoriale, la nuova capacità si concentrerà soprattutto nel Sud e in Sicilia.

Uno sguardo al futuro: 2040 e 2050

Secondo le stime illustrate dal ministro, la capacità di accumulo necessaria salirà a:

  • 135 GWh nel 2040
  • 200 GWh nel 2050

Una crescita indispensabile non solo per l’aumento delle rinnovabili e dell’elettrificazione dei consumi, ma anche in scenari futuri che prevedano il ritorno dell’energia nucleare, dove le esigenze di flessibilità resterebbero comunque centrali.

La sfida di sistema

Per il ministro: l’Italia deve continuare a investire nei sistemi di accumulo come scelta strategica di sistema-Paese. Servono risorse adeguate per le autorizzazioni, politiche industriali per rafforzare le filiere europee e nazionali, neutralità tecnologica e diffusione delle migliori pratiche. Solo così la transizione energetica potrà procedere con tempi certi, sicurezza del sistema e sostenibilità economica.

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