- 08/09/2026
- Redazione
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Il nuovo partenariato con la Groenlandia firmato a Nuuk punta su energia rinnovabile, materie prime critiche, digitale, turismo e abitazioni. Bruxelles propone inoltre 530 milioni per il periodo 2028-2034.
La Groenlandia si trova sempre più al centro delle strategie europee per l’Artico. E Bruxelles sceglie di rafforzare il rapporto con Nuuk non soltanto sul piano politico, ma soprattutto attraverso investimenti concreti.
Durante la sua visita nella capitale groenlandese, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un nuovo pacchetto di partenariato Global Gateway da 200 milioni di euro, destinato a investimenti da realizzare in Groenlandia e con la Groenlandia tra quest’anno e il prossimo.
Un impegno che si accompagna a una nuova Dichiarazione congiunta UE-Groenlandia-Danimarca, firmata a Nuuk da von der Leyen, dal primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen e dalla premier danese Mette Frederiksen.
L’obiettivo è costruire un rapporto più stretto in una regione che, per Bruxelles, assume una rilevanza crescente sul piano economico, energetico e strategico.
Dalle materie prime all’energia: cosa finanzierà l’UE
Il nuovo pacchetto europeo interessa numerosi settori. Alcuni riguardano ambiti tradizionali della cooperazione, come istruzione e pesca, mentre altri guardano alle nuove priorità dell’Europa: connettività digitale, energia pulita, materie prime critiche e infrastrutture.
Ma una parte degli investimenti punta anche su aspetti molto concreti della vita quotidiana della popolazione groenlandese, dagli alloggi al turismo sostenibile, passando per il sostegno alle piccole imprese.
«La Groenlandia può contare sull’UE», ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come il nuovo pacchetto debba creare nuove opportunità e rafforzare la presenza europea nell’Artico.
Per Bruxelles, la Groenlandia è infatti «un alleato strategico e un amico fidato».
Più connessioni digitali per le aree remote
Uno dei capitoli riguarda la connettività. L’UE collaborerà con Tusass per ampliare nei prossimi cinque anni le capacità satellitari della Groenlandia attraverso fornitori europei.
L’obiettivo è migliorare velocità, affidabilità e resilienza delle comunicazioni, con benefici soprattutto per gli insediamenti più remoti, le scuole e le imprese.
Parallelamente, Bruxelles sostiene uno studio di fattibilità per capire se i data center possano rappresentare una nuova opportunità economica per la Groenlandia, a condizione che vengano sviluppate le infrastrutture energetiche e digitali necessarie.
Materie prime critiche, l’altro fronte strategico
Un altro elemento centrale del nuovo partenariato riguarda le materie prime sostenibili, un settore sempre più importante per l’industria europea.
UE e Groenlandia intendono promuovere progetti minerari sostenibili e rafforzare i collegamenti con l’industria europea. Il sostegno europeo comprenderà analisi tecniche e attività di intermediazione tra investitori, con l’obiettivo di costruire catene del valore più integrate e resilienti.
Tra gli esempi citati figurano il progetto minerario di Malmbjerg e quello di grafite di Amitsoq, sviluppato da GreenRoc.
Quest’ultimo è indicato come progetto strategico dell’UE nell’ambito della normativa sulle materie prime critiche e viene presentato come un esempio del potenziale di una maggiore integrazione tra Groenlandia e Unione Europea.
La posta in gioco è duplice: da un lato sostenere gli investimenti e lo sviluppo economico groenlandese, dall’altro contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti europei.
Energia rinnovabile e idroelettrico: il piano per gli insediamenti remoti
L’energia rappresenta un altro pilastro dell’accordo.
L’UE sosterrà un programma guidato da Nukissiorfiit, la società energetica nazionale groenlandese, per modernizzare e decarbonizzare l’approvvigionamento energetico degli insediamenti più remoti.
La strategia prevede l’introduzione di sistemi ibridi basati sulle energie rinnovabili, con l’obiettivo di rendere più affidabile la fornitura elettrica e aumentare il ricorso alle fonti pulite.
È inoltre allo studio un possibile sostegno all’ampliamento della centrale idroelettrica di Buksefjord, il principale impianto idroelettrico della Groenlandia, per rispondere alla crescente domanda di elettricità nella capitale Nuuk.
Turismo e abitazioni, gli investimenti che puntano sulla qualità della vita
Non ci sono soltanto grandi infrastrutture e materie prime nel nuovo pacchetto europeo.
Una parte delle risorse rimanenti sarà destinata a programmi aggiuntivi in settori considerati prioritari, a partire da turismo e abitazioni.
Il turismo sostenibile viene indicato come una delle opportunità più immediate per diversificare l’economia groenlandese, favorire lo sviluppo del settore privato e creare nuovi posti di lavoro.
Il tema della casa è altrettanto rilevante. Il patrimonio immobiliare groenlandese presenta infatti importanti esigenze di ammodernamento e il miglioramento degli alloggi viene collegato anche alla salute pubblica e alle condizioni necessarie per una crescita economica sostenibile.
Un’unità per gestire i programmi europei
Per rendere più efficace l’attuazione delle politiche e degli investimenti, l’UE sosterrà inoltre il governo groenlandese nella creazione di una Unità di gestione dei programmi.
La struttura avrà il compito di rafforzare le capacità istituzionali e contribuire alla realizzazione delle priorità e dei programmi sostenuti da Bruxelles nell’ambito del partenariato.
Una nuova dichiarazione tra UE, Groenlandia e Danimarca
A dare una cornice politica agli investimenti è la nuova Dichiarazione congiunta firmata a Nuuk.
Il documento aggiorna e amplia la precedente dichiarazione del 2015 e punta a rafforzare agenda comune degli investimenti, dialogo politico e scambi tra cittadini.
Tra le aree individuate figurano istruzione e formazione, infrastrutture, materie prime sostenibili, energia pulita, connettività digitale, turismo, abitazioni, ricerca e innovazione.
Ma anche protezione civile, resilienza, sicurezza, pesca, ambiente e lotta ai cambiamenti climatici.
Il messaggio politico è chiaro: il rapporto tra Bruxelles e Nuuk non viene più considerato soltanto attraverso i tradizionali dossier economici, ma come una partnership più ampia, costruita attorno a interessi comuni e a una crescente attenzione verso il ruolo della Groenlandia nell’Artico.
Bruxelles ha già stanziato 225 milioni per il periodo 2021-2027
Il nuovo investimento da 200 milioni si inserisce in un quadro di sostegno europeo già significativo.
Per il periodo 2021-2027 l’UE ha stanziato 225 milioni di euro per la Groenlandia, con il 90% delle risorse destinato all’istruzione e il 10% alla crescita verde.
Per il successivo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la Commissione europea ha proposto invece 530 milioni di euro, più del doppio rispetto all’attuale livello di sostegno.
Anche la pesca rappresenta un pilastro della relazione. Nell’ambito dell’attuale protocollo sulla pesca, Bruxelles fornisce alla Groenlandia 17,3 milioni di euro all’anno, di cui 3,2 milioni destinati alla strategia nazionale per una pesca sostenibile.
La cooperazione europea si estende inoltre a programmi come Horizon Europe, Connecting Europe Facility, Erasmus+, Creative Europe e InvestEU.
L’Artico entra sempre più nelle strategie europee
Il nuovo accordo fotografa dunque un rapporto destinato ad assumere un peso crescente.
La dimensione economica è evidente: investimenti in energia, infrastrutture, connettività e materie prime possono contribuire alla diversificazione dell’economia groenlandese e, contemporaneamente, offrire all’Europa nuove opportunità di cooperazione e approvvigionamento.
Ma c’è anche una dimensione più ampia. Con il nuovo partenariato, Bruxelles punta a consolidare una presenza stabile nell’Artico attraverso investimenti, sostenibilità e cooperazione istituzionale, rafforzando un rapporto che coinvolge direttamente anche la Danimarca.
I 200 milioni annunciati a Nuuk rappresentano quindi più di un semplice pacchetto finanziario: sono il segnale di una relazione UE-Groenlandia che entra in una fase nuova, con l’Artico sempre più presente nell’agenda politica ed economica europea.











































































































































































































































































