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Confermati nel PNIEC i target sulle FER e la novità della cattura e stoccaggio della CO2. Introdotto un capitolo sull’energia nucleare

I Ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno inviato ieri alla Commissione europea il testo definitivo del Piano Nazionale integrato Energia e Clima.

Alla fine del 2023 gli Stati membri avevano presentato a Bruxelles la bozza dei piani nazionali rivisti, nell’ottica di arrivare a fine giugno a presentare la versione definitiva in linea con i nuovi target energetici fissati dal pacchetto sul clima “Fit for 55”.

Fonti rinnovabili e non solo

Oltre alle fonti rinnovabili elettriche, l’aggiornamento del Piano prevede una forte accelerazione su diversi settori. L’Italia dovrà raggiungere al 2030 una potenza complessiva di 131 GW. Si prevede che 79 di questi GW deriveranno dal fotovoltaico, 28 dall’eolico, 19 dall’idrico, 3 dalle bioenergie e circa 1 GW da fonte geotermica. Su quest’ultima fonte, il MASE specifica che l’obiettivo potrebbe essere alzato in caso di “raggiungimento di un adeguato livello di maturità di alcune iniziative progettuali in via di sviluppo”.

Si punta molto sulla produzione di combustibili rinnovabili come il biometano e l’idrogeno insieme all’utilizzo di biocarburanti che già nel breve termine possono contribuire alla decarbonizzazione del parco auto esistente.

Inoltre, si scommette sulla diffusione di auto elettriche, sulla riduzione della mobilità privata, sulla cattura e stoccaggio di CO2, sulle ristrutturazioni edilizie e sull’elettrificazione dei consumi finali, in particolare attraverso un crescente peso nel mix termico rinnovabile delle pompe di calore.

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Efficienza energetica

Sull’efficienza energetica, grazie alle misure previste, si registra una importante riduzione dei consumi di energia primaria e finale, ma per il raggiungimento degli obiettivi, innalzati in considerazione dello scenario di crescita del prodotto interno lordo, bisognerà continuare a lavorare. È stato raggiunto, invece, l’obiettivo relativo ai risparmi annui cumulati nei consumi finali tramite regimi obbligatori di efficienza.

Emissioni

Per quanto riguarda le emissioni e gli assorbimenti di gas serra, l’Italia prevede di superare l’obiettivo del “FitFor55” riguardante gli impianti industriali vincolati dalla normativa ETS, arrivando al -66% rispetto ai livelli del 2005 (obbiettivo UE, -62%).

Anche nei settori “non-ETS” (civile, trasporti e agricoltura) si registra un sostanziale miglioramento degli indicatori emissivi e per raggiungere i target europei ad oggi ancora troppo sfidanti sarà necessario spendere ulteriori energie.

La novità del Nucleare

Il PNIEC prevede infine, per la prima volta, una specifica sezione dedicata ai lavori della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, che ha sviluppato delle ipotesi di scenario in cui si dimostra da un punto di vista tecnico-scientifico la convenienza energetica ed economica di avere una quota di produzione nucleare, in sinergia e a supporto delle rinnovabili e delle altre forme di produzione di energia a basse emissioni.

Secondo le ipotesi di scenario sviluppate, il nucleare da fissione, e nel lungo termine da fusione, potrebbero fornire al 2050 circa l’11% dell’energia elettrica totale richiesta – con una possibile proiezione verso il 22%.

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Sicurezza energetica

Sul fronte della sicurezza energetica, si registra una netta riduzione della dipendenza da altri Paesi favorita dalle azioni di diversificazione dell’approvvigionamento e dall’avvenuta pianificazione di nuove infrastrutture e interconnessioni.

Per quanto riguarda la dimensione del Mercato interno dell’energia, si prevede di potenziare le interconnessioni elettriche e il market coupling con gli altri Stati membri, nonché sviluppare nuove connessioni per il trasporto di gas rinnovabili, rafforzando il ruolo dell’Italia come hub energetico europeo e corridoio di approvvigionamento delle rinnovabili dell’area mediterranea.

Inoltre, il PNIEC dà priorità agli obbiettivi nazionali di Ricerca, Sviluppo e Innovazione al fine di accelerare l’introduzione sul mercato di quelle tecnologie necessarie a centrare i target definiti dal Green Deal nonché rafforzare la competitività dell’industria nazionale.

Fonte: MASE
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