- 02/07/2024
- Simone Martino
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In Europa i bus a zero emissioni hanno coperto oltre il 40% dell’immatricolato urbano. L’Italia ferma al 27,5%.
Grazie ai progressi tecnologici, l’elettrificazione del trasporto pubblico locale su gomma rappresenta una realtà sempre più affermata a livello europeo. È quanto emerge dallo studio “L’evoluzione dell’elettrificazione del trasporto pubblico locale”, pubblicato da Eurac Research, Motus-E e Sustainable Bus.
La situazione in Europa
In Europa, il mercato dei bus urbani ha visto negli ultimi anni una crescita significativa delle trazioni alternative, che nel 2023 hanno rappresentato ben il 73% dell’immatricolato. Nel medesimo anno i bus a zero emissioni hanno coperto oltre il 40% dell’immatricolato urbano.
Una tendenza che a livello comunitario risulta in linea con gli obiettivi Ue di riduzione delle emissioni di CO2 del settore, in base ai quali entro il 2030 i nuovi autobus urbani dovranno tagliare le emissioni del 90%, e raggiungere le emissioni zero per le nuove immatricolazioni dal 2035.
Sempre a livello continentale, le trazioni CNG sono in stallo, l’ibrido mild è in grande crescita e la tecnologia fuel cell rimane un mercato di nicchia (1,3 per cento dei bus a zero emissioni). La tecnologia elettrica degli E-bus è l’unica a mantenere una crescita pressoché costante da ormai dieci anni.
La situazione dei bus elettrici in Italia
L’Italia si trova oggi a dover recuperare terreno rispetto agli altri grandi Paesi europei. Nel 2023, infatti, solo il 27,5% dell’immatricolato italiano di bus urbani è stato elettrico, contro il già citato 40% di mezzi full electric registrato in media nel Vecchio Continente.
Il nono posto dell’Italia in Europa per flotta circolante elettrica fa emergere come anche i dati sul parco circolante dei bus urbani indicano l’importanza di un intervento. L’età media dei veicoli operativi in Italia è di 10,3 anni, superiore di circa il 33% rispetto a Paesi come Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Nel settembre 2022 i bus elettrici ammontavano all’1,5% del parco circolante, composto per il 20% da veicoli Euro 2 ed Euro 3, destinati al divieto di circolazione a partire dal 2025.
Quasi l’80% dei bus elettrici immatricolati in Italia tra il 2022 e 2023 circola nel nord del paese e più della metà dell’immatricolato a zero emissioni del 2023 è distribuito tra Milano, Torino e Genova.
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La prossima tornata di fondi Ue può essere un momento di svolta
L’attesa iniezione di nuovi fondi europei per il TPL rappresenterà certamente un’opportunità imperdibile per accelerare in Italia il processo di elettrificazione delle flotte di autobus.
Secondo il report, dunque, ci sono tutti i presupposti per intercettare a pieno questo trend anche in Italia, a partire dalla possibilità di una sostituzione 1:1 dei bus con motore endotermico, per effetto del notevole incremento registrato dall’autonomia dei bus a batteria.
Previsioni per il 2050
Secondo lo studio, nel 2050 la flotta di autobus italiana sarà composta per l’88% da veicoli elettrici e per il 9% da mezzi a idrogeno, con benefici estremamente significativi sulla qualità dell’aria nelle città e sulla riduzione delle emissioni climalteranti, a fronte di riflessi trascurabili sul sistema elettrico nazionale.
Sempre al 2050, infatti, è previsto un aumento di 2,55 GW di capacità installata per la ricarica dei veicoli, valore che a titolo esemplificativo è inferiore alla nuova capacità rinnovabile installata in Italia nel solo 2023.



















































































































































































































































