- 06/08/2026
- Redazione
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Le immatricolazioni di auto elettriche crescono ancora a luglio (+24,8%), ma la quota di mercato scende al 5,8% dopo l’esaurimento degli incentivi. Motus-E chiede una strategia stabile e nuove misure per le flotte aziendali
L’effetto degli incentivi sulle auto elettriche sembra essersi esaurito e il mercato italiano torna a mostrare tutti i suoi limiti. A luglio sono state immatricolate 7.183 vetture completamente elettriche, con un aumento del 24,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato positivo, ma decisamente meno brillante rispetto all’exploit registrato a giugno, quando la crescita aveva superato l’84%.
Il rallentamento emerge soprattutto osservando la quota di mercato: le auto elettriche rappresentano infatti il 5,8% delle nuove immatricolazioni, in aumento rispetto al 4,8% di un anno fa ma in netto calo rispetto al 10,1% raggiunto appena il mese precedente.
Finisce la spinta degli incentivi
Alla base della frenata c’è il progressivo esaurimento dell’effetto prodotto dagli incentivi introdotti nell’ottobre 2025. Le risorse disponibili erano andate esaurite nel giro di una sola giornata, generando nei mesi successivi una forte concentrazione delle immatricolazioni delle vetture già acquistate.
Terminata quella fase, il mercato torna a confrontarsi con una domanda più debole e con l’assenza di strumenti strutturali capaci di accompagnare famiglie e imprese nella transizione verso la mobilità elettrica.
Il bilancio del 2026 resta positivo
Nonostante il rallentamento di luglio, il bilancio dei primi sette mesi dell’anno rimane favorevole.
Da gennaio a luglio 2026 sono state immatricolate in Italia 86.003 auto elettriche, il 70,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato è salita così all’8,1%, contro il 5,2% registrato un anno prima.
Il parco circolante elettrico italiano ha raggiunto quota 441.453 vetture.
Anche il mercato automobilistico nel suo complesso mostra segnali di crescita. A luglio sono state immatricolate 123.191 auto di tutte le alimentazioni, con un incremento del 3,5% rispetto al 2025, mentre nei primi sette mesi dell’anno le registrazioni complessive hanno superato 1,06 milioni di unità, in aumento dell’8,6%.
L’Italia resta distante dai principali mercati europei
Il confronto con gli altri grandi Paesi europei evidenzia però quanto il mercato italiano sia ancora indietro. A giugno 2026 le auto elettriche rappresentavano il: 30,1% del mercato nel Regno Unito; il 29,6% in Francia; il 28,4% in Germania e il 9,6% in Spagna.
Nello stesso mese, grazie all’effetto degli incentivi, l’Italia aveva raggiunto il 10,1%, una quota comunque lontana dai livelli delle principali economie europee e già ridimensionata al 5,8% nel mese successivo.
Motus-E: “Basta interventi spot, serve una strategia”
Per Fabio Pressi, presidente di Motus-E, il rallentamento era ampiamente prevedibile e conferma la necessità di cambiare approccio.
Secondo Pressi, il mercato italiano rischia di rimanere intrappolato in una situazione di forte incertezza se non verranno forniti segnali chiari a cittadini e imprese, indispensabili per programmare acquisti e investimenti nel medio periodo.
L’associazione ritiene ormai superata la stagione degli incentivi occasionali e chiede politiche stabili, capaci di dare continuità alla diffusione della mobilità elettrica.
La priorità? Le auto aziendali
Tra le misure considerate più urgenti c’è una revisione della fiscalità dedicata alle flotte aziendali.
Secondo Motus-E, le auto aziendali rappresentano oggi uno dei principali motori del mercato e hanno già dimostrato di rispondere rapidamente agli interventi fiscali, come avvenuto con la recente riforma dei fringe benefit.
Una revisione delle agevolazioni per imprese e partite IVA potrebbe produrre effetti positivi non solo sulle vendite di veicoli nuovi, ma anche sul mercato dell’usato, rendendo più accessibili le auto elettriche a un numero crescente di famiglie.
Informazione e pianificazione per accelerare la transizione
Accanto agli interventi fiscali, Motus-E richiama l’attenzione sulla necessità di una maggiore informazione rivolta ai consumatori.
Secondo l’associazione, molti automobilisti continuano infatti a sottovalutare i vantaggi economici della mobilità elettrica, soprattutto in termini di costi di gestione e manutenzione. Una comunicazione più efficace potrebbe contribuire ad accelerare una transizione che nel resto d’Europa procede ormai con ritmi decisamente superiori rispetto a quelli italiani.













































































































































































































































