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India, Brasile, Messico e Colombia stanno vivendo una rapida crescita delle auto elettriche. Secondo un nuovo rapporto di C40 Cities e IFC, nei prossimi dieci anni saranno necessari quasi 4 miliardi di dollari per ampliare le infrastrutture di ricarica e sostenere la transizione verso una mobilità più sostenibile

La rivoluzione della mobilità elettrica sta avanzando rapidamente anche nelle economie emergenti, ma c’è un elemento che rischia di rallentarne la corsa: la disponibilità di infrastrutture di ricarica. Se da un lato le vendite di veicoli elettrici continuano a crescere a ritmi sostenuti, dall’altro la rete di colonnine pubbliche non riesce ancora a tenere il passo con la domanda.

È questo il principale messaggio che emerge dal nuovo rapporto pubblicato da C40 Cities e International Finance Corporation (IFC), l’istituzione finanziaria del Gruppo Banca Mondiale dedicata al settore privato. Lo studio, realizzato con il contributo di The Climate Pledge e della Segreteria di Stato svizzera per gli affari economici (SECO), analizza la situazione di Brasile, Colombia, Messico e India, quattro mercati destinati a giocare un ruolo sempre più importante nella transizione energetica globale.

Un mercato da quasi 4 miliardi di dollari entro il 2035

Secondo le stime contenute nel rapporto, per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture pubbliche di ricarica saranno necessari investimenti pari a circa 3,8 miliardi di dollari entro il 2035.

L’India rappresenta il mercato più promettente, con un fabbisogno stimato di circa 1,9 miliardi di dollari. Seguono Brasile, Messico e Colombia, che insieme valgono quasi altri 2 miliardi di investimenti. Si tratta di risorse indispensabili per accompagnare la crescita della mobilità elettrica e garantire reti di ricarica diffuse, efficienti e accessibili.

Le vendite di auto elettriche crescono a ritmi record

Negli ultimi quattro anni il mercato dei veicoli elettrici ha registrato una crescita impressionante nei Paesi analizzati. Le vendite sono passate da circa 40 mila unità nel 2021 a oltre 1,08 milioni previste nel 2025.

L’espansione è stata favorita dall’arrivo di nuovi modelli sul mercato, dalla riduzione dei costi delle batterie e dalle politiche pubbliche a sostegno della mobilità sostenibile. Oggi le auto elettriche rappresentano oltre il 6% delle nuove immatricolazioni in Brasile e Messico, mentre la Colombia si avvicina agli stessi livelli. L’India, pur partendo da quote inferiori, dispone di un potenziale enorme grazie alla dimensione del proprio mercato interno.

Il numero di colonnine non basta ancora

La crescita dei veicoli elettrici, tuttavia, non è stata accompagnata da uno sviluppo altrettanto rapido delle infrastrutture.

Entro il 2025 l’India raggiungerà circa 30 mila punti di ricarica pubblici, il Brasile circa 17 mila, il Messico poco più di 4 mila e la Colombia circa 700. Numeri che appaiono ancora insufficienti rispetto alla domanda prevista nei prossimi anni.

A pesare è anche la forte concentrazione delle infrastrutture nelle grandi città e nei principali centri economici, mentre molte aree periferiche e rurali continuano a essere scarsamente servite.

L’obiettivo: 359 mila punti di ricarica in dieci anni

Per sostenere la prossima fase di crescita della mobilità elettrica, il rapporto stima che entro il 2035 saranno necessari circa 359 mila punti di ricarica pubblici nei quattro Paesi considerati.

Questo significa moltiplicare l’attuale rete e accelerare in modo significativo gli investimenti. Senza un’espansione rapida delle infrastrutture, infatti, il rischio è quello di frenare la diffusione delle auto elettriche e compromettere la fiducia dei consumatori.

Perché la rete di ricarica è decisiva per gli investitori

La disponibilità di una rete capillare e affidabile non rappresenta soltanto un vantaggio per gli automobilisti. È anche uno dei fattori più importanti per attirare capitali privati.

Molti operatori del settore si trovano oggi di fronte a un problema strutturale: se le auto elettriche sono ancora poche, le colonnine vengono utilizzate poco e generano ricavi limitati. Allo stesso tempo, la carenza di punti di ricarica scoraggia l’acquisto di nuovi veicoli.

Per spezzare questo circolo vizioso servono politiche pubbliche capaci di ridurre il rischio degli investimenti e creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile del mercato.

Le città diventano protagoniste della transizione

Secondo il rapporto, le amministrazioni locali possono svolgere un ruolo decisivo nel favorire la diffusione delle infrastrutture di ricarica.

Pur non controllando direttamente le politiche energetiche nazionali, le città hanno strumenti importanti a disposizione: possono mettere a disposizione aree pubbliche, semplificare le procedure autorizzative, pianificare nuovi spazi per la mobilità elettrica ed elettrificare flotte pubbliche e trasporto urbano.

L’esperienza di Rio de Janeiro, Bogotá, Città del Messico e Pune dimostra che la leadership locale può accelerare significativamente la realizzazione delle infrastrutture attraverso partnership pubblico-private, incentivi e una pianificazione integrata della mobilità.

La lezione dei mercati più avanzati

Lo studio richiama anche l’esperienza di Paesi come Regno Unito e Paesi Bassi, considerati tra i mercati più maturi per la ricarica dei veicoli elettrici.

In questi contesti, il sostegno pubblico nelle fasi iniziali è stato fondamentale per ridurre il rischio degli investimenti e favorire l’ingresso dei capitali privati. Allo stesso tempo, sono stati determinanti standard comuni, interoperabilità delle reti e una forte collaborazione tra amministrazioni, utility e operatori del settore.

La sfida dei prossimi anni si giocherà sulle infrastrutture

La crescita delle auto elettriche nelle economie emergenti non sembra destinata a rallentare. Tuttavia, il successo della transizione dipenderà sempre meno dai veicoli e sempre più dalla capacità di costruire un ecosistema di ricarica efficiente e diffuso.

I quasi 4 miliardi di dollari stimati dal rapporto rappresentano non solo una necessità infrastrutturale, ma anche una delle più importanti opportunità di investimento legate alla transizione energetica globale. La partita della mobilità sostenibile, nei prossimi dieci anni, si giocherà soprattutto sulle colonnine.

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