- 12/07/2024
- Redazione
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L’acciaio verde può ridurre l’impatto climatico della produzione automobilistica per soli 57 euro in più a veicolo
Un nuovo studio di Transport & Environment calcola che l’acciaio prodotto in forni ad arco elettrico alimentati da fonti rinnovabili, o a partire dall’idrogeno verde con processi di riduzione diretta può ridurre le emissioni di CO2 delle automobili prodotte in Europa di 6,9 milioni di tonnellate al 2030.
Ciò equivarrebbe ad evitare le emissioni annuali di 3,5 milioni di auto a combustibili fossili, il che rappresenterebbe un ottimo risultato. Va ricordato, infatti, come l’impatto climatico della produzione di automobili è sempre più sotto i riflettori a fronte anche dell’impegno del settore automobilistico a raggiungere il traguardo di emissioni nette zero entro il 2050.
Ma quanto costerebbe il passaggio all’acciaio verde?
Secondo l’analisi di T&E basata su un nuovo studio della società di consulenza Ricardo, il passaggio al 40% di acciaio verde aggiungerebbe solo 57 euro al prezzo di listino di un veicolo elettrico nel 2030.
Invece passare all’acciaio verde al 100% entro il 2040 costerà solo 8 euro – rispetto all’utilizzo dell’acciaio convenzionale – a causa dei prezzi legati alla CO2 e della riduzione dei costi di produzione dell’acciaio verde.
“Con meno di un cambio gomme, l’Europa può costruire un’industria dell’acciaio verde. Il costo aggiuntivo sarà trascurabile e col tempo sarà più economico dell’acciaio convenzionale”, ha sottolineato Alex Keynes, responsabile delle politiche automobilistiche di T&E.
E’ vero però che garantire i miliardi di euro di investimenti necessari per la produzione di acciaio a basso tenore di carbonio dipenderà in larga misura dalla disponibilità del mercato. A tal proposito va ricordato che il settore automobilistico attualmente pesa per il 17% sulla domanda europea di acciaio.
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Gli obiettivi per le case automobilistiche
T&E ha invitato i legislatori a contribuire a creare un mercato leader per l’acciaio verde in Europa fissando obiettivi per le case automobilistiche di utilizzarne una quantità crescente nelle nuove auto a partire dal 2030.
Secondo lo studio l’Europa sarà in grado di produrre fino a 172 milioni di tonnellate di acciaio a basso tenore di carbonio all’anno entro il 2030. Ciò sarà più che sufficiente per soddisfare la domanda totale di acciaio da parte del settore automobilistico, che ha consumato 36 milioni di tonnellate nel 2022. La ricerca rileva inoltre che il passaggio all’alleggerimento ridurrà l’uso dell’acciaio nel settore automobilistico nel prossimo decennio.
Dunque, alle case automobilistiche dovrebbe essere assegnato un obiettivo medio che possa essere raggiunto per tutte le loro nuove auto, consentendo loro di assorbire il costo iniziale tramite modelli premium.
Entro il 2030 almeno il 40% dell’acciaio utilizzato nelle nuove auto dovrebbe essere “green”, percentuale che salirà al 75% nel 2035 e al 100% nel 2040.



















































































































































































































































