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easyJet introduce TaxiBot a Schiphol: fino a 299 kg di CO₂ in meno per volo e aeroporti più silenziosi e sostenibili

L’aviazione europea accelera sulla sostenibilità anche nelle operazioni a terra. easyJet e l’aeroporto di Amsterdam Schiphol hanno annunciato l’introduzione operativa del sistema TaxiBot, una tecnologia semi-robotica che permette agli aeromobili Airbus di spostarsi tra gate e pista senza utilizzare i motori principali.

Il progetto, sviluppato insieme a Schiphol, Menzies Aviation, Airbus e SAS, rappresenta uno dei primi esempi concreti in Europa di rullaggio aeroportuale elettrificato su larga scala. Dopo una fase sperimentale conclusa con successo nei mesi scorsi, il primo volo passeggeri easyJet equipaggiato con TaxiBot è decollato il 30 aprile.

Secondo le stime della compagnia britannica, il sistema consentirà di risparmiare in media circa 95 chilogrammi di carburante e 299 chilogrammi di CO₂ per ogni singolo volo, con un impatto diretto anche sulla riduzione dell’inquinamento acustico nelle aree aeroportuali.

Come funziona TaxiBot: il trattore intelligente che traina gli aerei senza motori accesi

TaxiBot è un mezzo elettrico semi-robotico progettato per trainare gli aeromobili durante le operazioni di rullaggio. In pratica, l’aereo viene movimentato dal trattore senza dover accendere i motori principali, utilizzando soltanto l’APU, l’unità di potenza ausiliaria.

Il vantaggio principale riguarda proprio la riduzione del consumo di carburante durante le manovre a terra, una fase spesso sottovalutata ma altamente energivora nel ciclo operativo di un volo.

Schiphol primo aeroporto europeo ad adottare il TaxiBot elettrico

L’aeroporto di Amsterdam Schiphol è il primo scalo europeo ad adottare il TaxiBot elettrico per gli aeromobili Airbus. Secondo le stime diffuse dall’aeroporto olandese, un’implementazione estesa potrebbe ridurre fino al 65% il consumo di carburante durante il rullaggio, abbattendo anche emissioni di NOx e particolato ultrafine.

L’obiettivo dichiarato dello scalo è arrivare entro il 2030 a operazioni di rullaggio completamente sostenibili.

La strategia green di easyJet passa anche dalle operazioni a terra

Per easyJet il progetto TaxiBot rientra in una strategia più ampia di decarbonizzazione della flotta e miglioramento dell’efficienza operativa. La compagnia continua infatti a lavorare sul rinnovo degli aeromobili e punta a ridurre del 35% l’intensità delle emissioni di carbonio entro il 2035.

“TaxiBot rappresenta un altro passo importante nella nostra missione di operare nel modo più efficiente possibile”, ha dichiarato David Morgan, Chief Operating Officer di easyJet. “Questa tecnologia offre riduzioni immediate del consumo di carburante, delle emissioni di carbonio e del rumore, supportando operazioni a terra più efficienti in uno degli aeroporti più trafficati d’Europa”.

Anche Schiphol sottolinea il valore ambientale dell’iniziativa. “Con l’introduzione di TaxiBot compiamo un ulteriore passo concreto verso la riduzione delle emissioni e del rumore in pista”, ha spiegato Esmé Valk, Chief People & Transformation Officer dello scalo olandese.

Gli aeroporti europei accelerano sulla sostenibilità

L’introduzione del TaxiBot si inserisce in una tendenza sempre più evidente nel settore aviation: ridurre l’impatto ambientale non solo durante il volo, ma anche nelle attività aeroportuali quotidiane.

Negli ultimi anni molti grandi hub europei hanno iniziato a investire in elettrificazione dei mezzi di terra, carburanti sostenibili e tecnologie per limitare emissioni e rumore. Il progetto di Schiphol potrebbe ora diventare un modello replicabile anche in altri aeroporti del continente, soprattutto in vista degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea per il trasporto aereo.

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