- 04/12/2025
- Redazione
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Il nuovo Rapporto sul mercato del carbonio 2025 conferma: l’ETS UE riduce le emissioni di energia e industria, include il trasporto marittimo e finanzia la transizione
Il nuovo Rapporto sul mercato del carbonio 2025, presentato dalla Commissione europea, fotografa un sistema ETS (Emission Trading System) che continua a funzionare e a produrre risultati significativi nella lotta contro la crisi climatica.
Il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione — il pilastro dell’azione climatica dell’UE — ha contribuito nel 2024 a una nuova riduzione delle emissioni nei settori energetico e industriale, rafforzando allo stesso tempo gli investimenti nella transizione pulita.
Il quadro complessivo è chiaro: le emissioni coperte dall’ETS sono oggi circa il 50% inferiori ai livelli del 2005, e il sistema è sulla buona strada per centrare l’obiettivo 2030, che prevede un taglio del 62%.
Energia più pulita e meno carbone
Nel settore energetico l’accelerazione della decarbonizzazione è netta. Nel 2024, le emissioni degli impianti hanno registrato un calo di quasi l’11% rispetto all’anno precedente. A spingere questa riduzione sono soprattutto due fattori:
la crescita costante delle fonti rinnovabili, in particolare eolico e solare;
il progressivo abbandono del carbone, sostituito dal gas naturale nella produzione elettrica.
La quota di emissioni da carbone nel sistema ETS ha infatti toccato il minimo storico, segno di un cambiamento strutturale del mix energetico europeo.
Industria stabile, ma con segnali di ripresa
Nel comparto industriale le emissioni mostrano una lieve diminuzione. La produzione complessiva è rimasta quasi invariata, ma alcuni settori — come acciaio, fertilizzanti e chimica — hanno registrato una modesta ripresa dopo anni di rallentamento. Il sistema ETS continua quindi a spingere le imprese verso tecnologie e processi più efficienti.
Novità 2024: il trasporto marittimo entra nell’ETS
Il 2024 è stato l’anno dell’ingresso del settore marittimo nel mercato del carbonio. Il sistema ora copre:
il 50% delle emissioni dei viaggi da e verso porti al di fuori dello Spazio Economico Europeo;
il 100% delle emissioni tra porti europei o prodotte durante la sosta.
Il primo bilancio è molto positivo: oltre il 99% delle compagnie di navigazione ha rispettato gli obblighi di restituzione delle quote. Per il 2025, gli armatori hanno già restituito il 40% delle quote relative alle emissioni 2024. Sono previste regole dedicate anche per le navi di classe ghiaccio e meccanismi di correzione per mantenere l’integrità ambientale del sistema.
Aviazione: più emissioni, meno quote gratuite
Il principio resta lo stesso: chi inquina paga. Anche il trasporto aereo intraeuropeo è incluso nell’ETS, così come i voli in partenza da Svizzera e Regno Unito. Nel 2024 le emissioni del settore sono cresciute del 15% rispetto al 2023, a causa della ripresa dei voli e dell’estensione della copertura ai collegamenti turistici verso le regioni ultraperiferiche europee.
Per compensare la crescita, la Commissione continua a ridurre gradualmente le quote gratuite assegnate alle compagnie aeree, incentivandole a investire in carburanti alternativi. L’UE è anche la prima area al mondo a monitorare gli impatti climatici del traffico aereo che non riguardano la CO₂, come le emissioni di scie di condensazione.
Leggi anche: Uso di carburanti sostenibili nell’aviazione: l’UE assegna 100 milioni in quote ETS
ETS: una macchina da 38,8 miliardi per finanziare la transizione
Il mercato del carbonio non riduce solo le emissioni, ma genera anche risorse. Nel 2024 l’ETS ha prodotto 38,8 miliardi di euro, destinati a:
rinnovabili, reti e stoccaggio;
efficienza energetica e riqualificazione degli edifici;
mobilità sostenibile e trasporto pubblico;
fondi europei come Innovation Fund, Modernisation Fund e REPowerEU.
Dall’avvio del sistema le entrate totali superano 250 miliardi di euro, reinvestiti direttamente nella transizione ecologica.
Tra gli interventi finanziati nel 2024: il rinnovamento di impianti eolici e biogas in Danimarca, la riqualificazione profonda delle abitazioni in Lituania, l’ampliamento del trasporto pubblico in Portogallo, i potenziamenti ferroviari e ciclabili in Slovenia.
Le modifiche in arrivo dal 2026
Il rapporto anticipa anche alcune novità per i prossimi anni. Dal 2026 entreranno in vigore: un ribasamento del tetto massimo delle emissioni; l’estensione al metano e al protossido di azoto del settore marittimo e la revisione dell’elenco dei piccoli emettitori esclusi, con una riduzione ulteriore delle quote.
Misure pensate per mantenere il sistema efficace e in linea con gli obiettivi del Green Deal.
Un ETS più ampio, più rigoroso e più strategico
Il Rapporto sul mercato del carbonio 2025 conferma un trend ormai consolidato: l’ETS resta lo strumento più incisivo dell’Europa per ridurre le emissioni e guidare gli investimenti verso tecnologie pulite.
Con l’estensione al trasporto marittimo e il rafforzamento delle regole per l’aviazione, l’Unione continua ad ampliare il raggio d’azione del sistema, rendendolo sempre più centrale nella strategia climatica europea.

















































































































































































































































