- 23/10/2024
- Redazione
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Nei cinque maggiori paesi dell’UE, i sussidi ai combustibili fossili per le auto aziendali costano ai contribuenti dell’UE 42 miliardi di euro ogni anno
E’ quanto emerge dal nuovo studio “ERM – Company car fossil fuel subsidies in Europe” del gruppo ambientalista Transport & Environment (T&E).
Lo studio calcola gli effetti dei quattro benefici fiscali tradizionalmente concessi alle auto aziendali: benefit-in-kind, ammortamenti, detrazioni IVA e carte carburante. Si tratta di sussidi di cui non godono i proprietari di auto private.
L’Italia maglia nera
L’Italia è il paese europeo che, con 16,4 miliardi di euro di benefici fiscali di vario tipo, sovvenziona maggiormente l’acquisto di auto aziendali inquinanti. La Germania è al secondo posto con 13,7 miliardi, seguita dalla Francia con 6,4 miliardi e dalla Polonia con 6,1 miliardi. Le auto aziendali rappresentano il 60% di tutte le nuove immatricolazioni di auto in Europa.
Il sussidio più grande avviene tramite programmi benefit-in-kind che continuano a incentivare i veicoli a benzina e diesel.
Nel Regno Unito e in Spagna, invece, i vantaggi fiscali per le auto aziendali inquinanti sono molto più bassi. In effetti, il Regno Unito impone una forte sanzione per i veicoli aziendali a benzina e diesel attraverso un’elevata aliquota benefit-in-kind, mentre i conducenti di auto aziendali elettriche pagano tasse basse. Questo ha contribuito a incrementare l’adozione di auto aziendali elettriche che ora è al 21,5%.
In Spagna, i benefici fiscali per le auto aziendali sono simili a quelli per i veicoli privati, principalmente a causa di un’aliquota benefit-in-kind relativamente elevata.
Anche se, come spiega lo studio, la Spagna offre alle aziende incentivi minimi per l’acquisto di auto elettriche e ciò comporta un ridotto acquisto di auto elettriche aziendali (3,7%).

L’assurdità di agevolare l’acquisto di auto aziendali inquinanti
Come rilevato dallo studio, i conducenti di SUV aziendali inquinanti, tramite il sistema di tassazione, ricevono sussidi molto elevati. Ad esempio, rispetto a un acquirente privato, pagano fino a 8.900 € all’anno in meno di tasse per guidare un SUV inquinante. Questo spiega anche perché le aziende stanno registrando il doppio dei SUV dannosi per il clima rispetto alle famiglie private. Dei 42 miliardi di € totali, 15 miliardi di € vengono destinati ai sussidi per i SUV.
Per Stef Cornelis, direttore del programma per le flotte elettriche presso T&E i contribuenti pagano miliardi ogni anno in agevolazioni fiscali affinché i conducenti di auto aziendali possano guidare auto a benzina inquinanti. Molte delle quali sono SUV costosi, di fascia alta e altamente inquinanti. Questa è una cattiva politica climatica oltre che socialmente ingiusta. I governi del Regno Unito e del Belgio hanno introdotto misure fiscali verdi e stanno eliminando gradualmente i benefici per i veicoli inquinanti. Ma i governi nei più grandi mercati automobilistici europei non stanno affrontando questa assurdità. Ecco perché la Commissione europea deve intervenire.
Le auto aziendali inquinanti non solo beneficiano di enormi sussidi, ma sono anche in ritardo negli sforzi di transizione verde dell’UE. Nella prima metà del 2024, il 13,8% di tutte le nuove immatricolazioni private erano BEV nell’UE. Per le immatricolazioni aziendali, questa era solo del 12,4%.
L’eliminazione dei sussidi per le auto aziendali a combustibili fossili invertirà questa tendenza. I capi di stato dell’UE, così come la nuova candidata vicepresidente Teresa Ribera e il candidato commissario per il clima Wopke Hoekstra hanno già chiesto l’eliminazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili.

L’azione della Commisione Europea
Nella sua lettera di mandato al candidato Commissario per i trasporti sostenibili, la Presidente von der Leyen ha incaricato Apostolos Tzitzikostas di presentare una proposta per rendere le flotte aziendali più ecologiche. L’eliminazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili è menzionata anche nella sua lettera al candidato Commissario per il clima Wopke Hoekstra.
Secondo T&E la nuova Commissione europea deve agire ora e presentare nel 2025 un Regolamento per rendere più ecologiche le flotte aziendali che stabilisca obiettivi di elettrificazione vincolanti per il 2030 per le grandi flotte aziendali e le società di leasing. Ciò contribuirà anche a raggiungere gli obiettivi del prossimo Clean Industrial Deal dell’UE in quanto creerà un mercato guida per la tecnologia pulita aumentando la domanda di veicoli elettrici e allo stesso tempo porterà certezza di investimenti per settori industriali chiave come case automobilistiche, produttori di batterie e il settore energetico.







































































































































































































