- 07/07/2025
- Redazione
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Le società di leasing europee hanno assunto pochi impegni significativi in materia di clima, nonostante la loro crescente influenza e il ruolo chiave nella decarbonizzazione del settore automobilistico
In tutta Europa, il leasing è diventato il principale mezzo di accesso alle auto nuove. Il settore rappresenta già oltre il 50% delle nuove immatricolazioni, una percentuale che dovrebbe salire al 70% entro il 2030.
Il ruolo chiave delle società di leasing
Il cambiamento che vede l’aumento delle formule di leasing, conferisce alle società di leasing – filiali di case automobilistiche (ad esempio Mobilize per Renault) o gruppi bancari (ad esempio Ayvens per Société Générale, Arval per BNP Paribas) – un potere significativo nel plasmare la transizione ai veicoli elettrici.
Queste società, infatti, svolgono un ruolo di intermediari chiave tra case automobilistiche e clienti. Stabiliscono i prezzi di listino mensili per i nuovi modelli, influenzando l’attrattiva dei veicoli elettrici per i clienti. E gestiscono la rivendita dei veicoli al termine del periodo di leasing, plasmando il mercato dell’usato, dove otto europei su 10 acquistano le loro auto.
Preoccupante mancanza di trasparenza, obiettivi climatici deboli e incoerenti
Reclaim Finance e T&E hanno analizzato le informative sul clima (dato il numero limitato di rapporti completi sul clima pubblicati dalle società di leasing, sono state esaminate tutte le comunicazioni pubbliche relative al clima, tra cui rapporti sulla sostenibilità, siti web, comunicati stampa, ecc.) di 20 importanti società di leasing.
Le sociatà analizzate nel report sono: Alphabet (BMW), BMW Financial Services, Arval (BNP Paribas), Cofica Bail (BNP Paribas), Crédit Agricole Personal Finance and Mobility (Crédit Agricole), Crédit Agricole Leasing and Factoring (Crédit Agricole), Leasys (Crédit Agricole, Stellatis), Crédit Mutuel Leasing (Crédit Mutuel), FCE Bank (Ford), BPCE Lease (Groupe BPCE), Hyundai Capital, Athlon (Mercedes-Benz), Mercedes-Benz Financial Services (Mercedes-Benz), Mobilize Financial Services (Renault), Ayvens (Société Générale), CGI Finance (Société Générale), Stellantis Financial Services (Stellantis), KINTO (Toyota), Toyota Financial Services (Toyota), Volkswagen Financial Services (Volkswagen).
I risultati sono preoccupanti: 12 società di leasing su 20 non pubblicano informazioni pubbliche specifiche sulle proprie attività di leasing. Tra queste figurano importanti operatori come Stellantis Financial Services, Mercedes-Benz Financial Services e Toyota Financial Services.
Anche nel caso delle 8 società che divulgano informazioni, nessuna fornisce una ripartizione trasparente e dettagliata delle proprie flotte per tipo di veicolo, paese o anno, rendendo impossibile valutare i progressi nella decarbonizzazione.
Solo 9 aziende hanno obiettivi climatici, ma questi sono frammentati, a breve termine e poco dettagliati. Alcune sono state recentemente indebolite o sospese, come nel caso di Arval (BNP Paribas), Ayvens (Société Générale) e Mobilize (Renault).
Nessuna società di leasing si è impegnata a interrompere il finanziamento di nuovi veicoli con motore a combustione interna in Europa, anche dopo il 2035, quando l’UE prevede di vietarne la vendita.

“A differenza delle case automobilistiche, le società di leasing non sono soggette a normative specifiche sul clima. Attualmente non esiste alcun obbligo di trasparenza sulle emissioni, né obiettivi vincolanti, né tempi di eliminazione graduale per i veicoli con motore a combustione interna (ICE). Non sorprende, quindi, che le luci di allarme lampeggino rosse quando si parla di decarbonizzazione e che nessuna società di leasing si sia impegnata ad abbandonare i combustibili fossili”, ha spiegato Lucie Pinson, Direttore Esecutivo di Reclaim Finance.
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La regolamentazione è urgente
La conclusione è chiara, i responsabili politici devono introdurre politiche per invertire questa tendenza e garantire che le società di leasing svolgano il loro ruolo e diventino vere e proprie leader ambientali.
Reclaim Finance e T&E invitano la Commissione Europea, i membri del Parlamento Europeo e gli Stati Membri a includere misure vincolanti nella prossima legge UE sulle flotte, prevista entro la fine del 2025.
In particolare invitano a: obbligare alla trasparenza i dati relativi alla flotta di leasing: tipologie di veicoli, emissioni e composizione della flotta, suddivisi per paese e anno; definire obiettivi normativi per l’elettrificazione delle flotte di veicoli a noleggio, inclusa l’eliminazione graduale dei finanziamenti per i nuovi veicoli a combustione interna, entro il 2030 al più tardi.
“Questo rapporto è un campanello d’allarme per i decisori politici. Senza regolamentazione, le società di noleggio continueranno a sottrarsi alle proprie responsabilità nella transizione climatica, pur detenendo molti dei poteri decisionali”, ha concluso Stef Cornelis, Direttore Flotte e Trasporto Merci di T&E.



















































































































































































































































