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Bruxelles rinvia la revisione delle norme sulle emissioni auto e valuta un pacchetto più ampio: biocarburanti, carburanti sintetici e possibile proroga degli ibridi

Bruxelles prende tempo sul futuro dell’automotive europeo. La Commissione europea ha deciso di rinviare a gennaio 2026 la revisione delle norme sulle emissioni delle nuove auto — il dossier che dovrebbe stabilire come arrivare allo stop ai motori benzina e diesel nel 2035.

L’incontro era inizialmente previsto per il 10 dicembre, ma l’esecutivo Ue ha scelto di posticiparlo per definire un pacchetto più ampio e politicamente equilibrato.

A confermare lo slittamento è stato il commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt. Il pacchetto, ha spiegato, “richiede ancora lavoro” e sarà presentato solo quando sarà “completo e in grado di includere tutti gli sviluppi tecnologici oggi in campo”.

Un pacchetto “tecnologicamente neutrale”: cosa significa

Il nuovo orientamento della Commissione punta a una revisione tecnologicamente neutrale, quindi non più basata solo sull’elettrico come soluzione principale. La bozza in lavorazione dovrebbe infatti aprire a:

  • carburanti a zero o basse emissioni,

  • biocarburanti avanzati,

  • carburanti sintetici (e-fuels),

  • una possibile proroga per gli ibridi oltre il 2035,

  • misure di sostegno per industria e filiera.

Un segnale che va incontro alle richieste di diversi Paesi membri, a partire da Italia e Germania, che da mesi chiedono un approccio più flessibile alla transizione.

Le pressioni di Italia e Germania: biocarburanti e ibridi al centro del dibattito

Il riferimento ai biocarburanti avanzati è stato letto come un messaggio chiaro all’Italia, che da tempo spinge per l’inclusione dei biofuel nel percorso di decarbonizzazione. Allo stesso tempo, Berlino continua a premere per lasciare spazio agli ibridi, sostenendo che molte famiglie e imprese non sono ancora pronte al passaggio totale all’elettrico.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz lo ha ribadito in una lettera alla Commissione, accolta con favore da Bruxelles. Da qui la scelta di ampliare il pacchetto, evitando un approccio “solo elettrico”.

Leggi anche: UE, la scappatoia sui biocarburanti minaccia la transizione green

Tra rinvii e incertezze: industria auto in attesa

Chi sperava in una decisione definitiva il 10 dicembre dovrà quindi attendere ancora. “Siamo ancora in fase di lavoro”, ha dichiarato Tzitzikostas, confermando che il pacchetto potrebbe non essere pronto prima dell’inizio di gennaio. La Commissione è inoltre in attesa dei contributi finali dei governi nazionali, un passaggio che potrebbe rallentare ulteriormente la tabella di marcia.

Il risultato è che l’industria dell’auto europea vive ora un periodo di incertezza regolatoria che pesa su investimenti, produzione e strategie industriali.

L’assalto dei biofuel: industria e lobby tornano alla carica

Secondo diverse anticipazioni, tra cui quelle interne alla Commissione, un fronte sempre più compatto di aziende petrolifere e del settore auto sta chiedendo una deroga per permettere la vendita di auto a combustione alimentate da biocarburanti anche dopo il 2035.

Se approvata, questa modifica aprirebbe una breccia nel regolamento Ue attualmente in vigore, che dal 2035 consente immatricolazioni solo per vetture a zero emissioni allo scarico.

Le criticità: i biocarburanti non bastano

Ma non tutti sono d’accordo. Una nuova analisi dell’organizzazione ambientale Transport & Environment (T&E) mette in guardia da una possibile “voragine” nella politica climatica europea se si dovesse puntare troppo sui biofuel.

Le criticità principali sono due:

1. Non sono realmente a impatto zero

I biocarburanti generano comunque emissioni lungo l’intero ciclo di vita. L’impatto reale, spiegano gli analisti, non raggiunge i livelli necessari per rispettare gli obiettivi climatici europei.

2. Non ce ne sono abbastanza

Le materie prime — oli da cucina esausti, grassi animali, derivati dell’olio di palma — sono disponibili in quantità limitate e spesso importate.
Secondo T&E, estendere i biofuel al settore auto farebbe esplodere la domanda al 2050, raggiungendo valori da 2 a 9 volte superiori rispetto alla produzione sostenibile possibile in Europa.

Una prospettiva che rischierebbe di rendere la transizione molto meno credibile e molto più costosa.

Cosa aspettarsi ora

Con il rinvio, l’unica certezza è che il dibattito si riaprirà nelle prossime settimane. Bruxelles punta a un compromesso che tenga insieme: obiettivi climatici, competitività industriale, tutela dei consumatori e neutralità tecnologica.

Resta da capire se lo stop a benzina e diesel nel 2035 rimarrà intatto o se — tra proroghe, deroghe e nuovi carburanti — verrà riscritto in parte.

Per famiglie, imprese e case automobilistiche, l’appuntamento decisivo è rimandato: la partita sul futuro dell’auto è ancora tutta aperta.

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