- 09/09/2025
- Simone Martino
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Le vendite di auto elettriche continuano a crescere in Europa, ma il recente rinvio degli obiettivi climatici dell’Unione Europea potrebbe rallentare il ritmo della transizione ecologica nel settore automobilistico
Secondo un nuovo studio pubblicato da Transport & Environment (T&E), tra il 2025 e il 2027 potrebbero essere venduti fino a 2 milioni di veicoli elettrici in meno, rispetto a quanto previsto se fossero stati mantenuti i target originari di riduzione delle emissioni.
La decisione della Commissione Europea di posticipare di due anni – dal 2025 al 2027 – il pieno rispetto degli obiettivi emissivi, rischia di allentare la pressione sui costruttori, permettendo loro di rallentare il passo sulla decarbonizzazione delle flotte.
T&E lancia l’allarme alla vigilia del dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea, previsto per venerdì, chiedendo all’UE di non indebolire ulteriormente gli obiettivi climatici per il 2030 e il 2035.
Carmaker europei in linea con i target, tranne Mercedes
Nei primi sette mesi del 2025, le vendite di auto elettriche a batteria (BEV) nell’UE sono cresciute del 38% rispetto allo stesso periodo del 2024, segno di una domanda in espansione nonostante le incertezze normative. Grazie a questa performance, la maggior parte delle case automobilistiche europee sembra sulla buona strada per rispettare i target emissivi.
Secondo l’EV Progress Report di T&E:
BMW supererebbe i requisiti UE con un margine di 13 gCO₂/km;
Stellantis e Renault resterebbero sotto il limite rispettivamente di 9 e 2 gCO₂/km;
Volkswagen centrerebbe esattamente il valore soglia.
A preoccupare è invece Mercedes-Benz, che rischia di superare di 10 gCO₂/km il limite massimo fissato dalle normative UE per il triennio 2025-2027. Per rispettare gli obiettivi, il colosso tedesco dovrebbe ricorrere all’acquisto di crediti da Volvo Cars e Polestar. Una situazione paradossale, considerando che Mercedes guida l’ACEA, la principale lobby automobilistica europea, attivamente impegnata nel chiedere un allentamento delle normative climatiche.
Mercato in espansione, ma obiettivi più deboli rallentano l’elettrificazione
Il rinvio dell’obiettivo al 2027 ha già avuto un impatto tangibile sul mercato. Secondo T&E, le case automobilistiche hanno aumentato il divario di prezzo tra modelli elettrici e endotermici, passato dal 30% all’inizio del 2025 al 40% a giugno. Una mossa che scoraggia i consumatori, riduce la competitività delle BEV e rafforza il mercato dei motori termici.
Eppure, gli indicatori macroeconomici suggeriscono una tendenza favorevole alla mobilità elettrica:
I costi delle batterie sono scesi del 27% dal 2022 e diminuiranno di un ulteriore 28% entro il 2027;
La rete di ricarica è ormai presente sul 77% delle autostrade principali dell’UE;
Tutti gli Stati membri hanno già raggiunto o superato i target minimi dell’UE per i punti di ricarica pubblici previsti per il 2025.
Boraschi (T&E): “Siamo in crescita, ma l’industria vuole tirare il freno”
“Le case auto dipingono un quadro a tinte fosche, lamentando difficoltà insormontabili per le auto elettriche”, commenta Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia. “Ma la realtà è ben diversa: le vendite di BEV sono in crescita, e lo sarebbero ancora di più se gli obiettivi climatici del 2019 non fossero stati indeboliti. Ulteriori concessioni all’industria porterebbero solo a perdere terreno nella corsa globale all’elettrificazione.”
Un avvertimento che risuona forte nel contesto globale: mentre l’Europa rallenta, India, Messico, Indonesia e Thailandia stanno aumentando rapidamente le loro quote di mercato BEV (dal 5% al 24%). In Cina, leader mondiale del settore, si prevede che entro fine 2025 oltre il 30% delle nuove immatricolazioni sarà elettrico.

Europa a rischio marginalizzazione?
“Le case automobilistiche europee vivono nel mondo dei sogni se pensano che la Cina rallenterà lo sviluppo della tecnologia elettrica”, conclude Boraschi. “Abbiamo bisogno di un’industria che sia all’avanguardia, non che si trasformi in un museo dell’automobile.”
In un momento in cui il cambiamento climatico impone scelte rapide e coraggiose, l’Unione Europea si trova di fronte a un bivio: mantenere la rotta su una mobilità a zero emissioni o cedere alle pressioni di un’industria ancora troppo legata al passato.




















































































































































































































































