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La Commissione europea punta a raddoppiare l’elettrificazione entro il 2040. Auto elettriche, tecnologia Vehicle-to-Grid e reti intelligenti al centro della strategia per ridurre la dipendenza dal petrolio e rafforzare la sicurezza energetica

L’Europa vuole ridurre drasticamente la propria dipendenza dal petrolio e dal gas importati, trasformando l’elettrificazione in uno dei pilastri della sicurezza energetica del continente.

È questo il messaggio contenuto nel nuovo Piano d’azione per l’elettrificazione presentato dalla Commissione europea, che fissa un obiettivo ambizioso: portare entro il 2040 la quota di elettrificazione al 46%, praticamente il doppio rispetto ai livelli attuali.

L’iniziativa nasce anche alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali, dalla guerra in Ucraina fino alla recente crisi in Medio Oriente, che hanno evidenziato quanto la dipendenza europea dai combustibili fossili rappresenti una vulnerabilità economica e strategica.

Per Bruxelles, aumentare l’utilizzo dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili significa rafforzare l’autonomia energetica dell’Unione e contenere l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime.

Trasporti nel mirino: è il settore che consuma più petrolio

Il comparto dei trasporti rappresenta oggi il principale consumatore di petrolio in Europa e continua a dipendere dai combustibili fossili per oltre il 90% del proprio fabbisogno energetico.

Per questo motivo la Commissione individua proprio nell’elettrificazione di automobili e mezzi pesanti uno dei passaggi decisivi della transizione energetica.

Secondo le stime diffuse da Transport & Environment (T&E), nel solo 2025 gli oltre 8 milioni di veicoli elettrici già presenti sulle strade europee hanno consentito di evitare il consumo di circa 46 milioni di barili di petrolio, generando un risparmio sulle importazioni energetiche pari a circa 2,9 miliardi di euro.

Numeri che dimostrano come la diffusione della mobilità elettrica non rappresenti soltanto una scelta ambientale, ma anche una leva economica e geopolitica.

Le auto elettriche come “batterie su ruote”: arriva il Vehicle-to-Grid

Uno degli aspetti più innovativi del piano riguarda la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G), destinata a diventare uno degli strumenti chiave della futura rete elettrica europea.

Il principio è semplice: quando un’auto elettrica è collegata alla rete, la batteria può non solo ricaricarsi, ma anche restituire energia al sistema nei momenti di maggiore richiesta.

In questo modo milioni di automobili potrebbero trasformarsi in una gigantesca rete diffusa di accumulo energetico, contribuendo a stabilizzare il sistema elettrico e a compensare la naturale variabilità della produzione da fonti rinnovabili come sole e vento.

La Commissione europea ha annunciato l’intenzione di lavorare alla standardizzazione della tecnologia V2G, riconoscendone il ruolo strategico per la flessibilità della rete.

Secondo T&E, però, servirà un ulteriore passo avanti: rendere obbligatorio il caricatore bidirezionale integrato nelle auto, evitando che gli utenti debbano acquistare costose wallbox dedicate per poter partecipare al sistema

Le reti elettriche restano il principale ostacolo

Se da un lato Bruxelles accelera sull’elettrificazione, dall’altro riconosce apertamente che le infrastrutture di rete rappresentano oggi uno dei principali colli di bottiglia della transizione.

La crescente domanda di elettricità richiederà infatti reti più moderne, intelligenti e capaci di gestire milioni di punti di ricarica, impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo distribuiti.

Proprio in quest’ottica il contributo delle batterie delle auto potrebbe ridurre la necessità di costosi investimenti infrastrutturali, aumentando la capacità di bilanciamento della rete senza dover costruire nuovi impianti di accumulo.

Anche i traghetti entrano nella strategia europea

Il piano guarda anche al trasporto marittimo. La Commissione prevede che entro il 2040 le infrastrutture portuali europee siano in grado di ricaricare almeno un terzo dei traghetti elettrici a batteria.

Al momento, tuttavia, il documento non introduce misure operative specifiche per raggiungere questo obiettivo.

Secondo una recente analisi di T&E, oltre la metà dei traghetti europei potrebbe risultare economicamente più conveniente se alimentata elettricamente già entro il 2035.

T&E: “Più elettricità significa più sicurezza”

Per Kädi Ristkok, direttore energia di Transport & Environment, il nuovo piano rappresenta un importante cambio di paradigma.

“Più elettricità significa più sicurezza. Dalle crisi petrolifere alle ondate di calore estreme, la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili è paralizzante. È positivo che la Commissione punti su pompe di calore, batterie domestiche e veicoli elettrici, ma soprattutto sulla tecnologia Vehicle-to-Grid, che può trasformare milioni di auto in batterie al servizio dell’intero sistema energetico.”

La transizione, però, non può fermarsi agli annunci

Transport & Environment accoglie positivamente il piano europeo, ma sottolinea come gli obiettivi potranno essere raggiunti soltanto accompagnando l’elettrificazione con politiche concrete.

Tra le misure considerate indispensabili figurano gli standard sulle emissioni, ossia applicare senza deroghe gli standard europei sulle emissioni di CO₂ per automobili e camion. Mercato delle emissioni, estendere pienamente il sistema ETS ai combustibili utilizzati nei trasporti e nel riscaldamento. Per ciò che riguarda le flotte aziendali rafforzare gli obblighi di elettrificazione delle flotte aziendali, considerate uno dei principali motori del mercato.

Secondo T&E, senza questi strumenti il rischio è che il piano resti soltanto una dichiarazione d’intenti.

La strategia europea punta a trasformare l’elettrificazione in un elemento centrale della sicurezza economica e geopolitica dell’Unione. Ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio, rafforzare la rete elettrica e valorizzare il ruolo delle auto elettriche come sistemi di accumulo rappresentano i cardini di una transizione che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrà accelerare già nei prossimi anni.

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