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La proposta di Dichiarazione europea sulla bicicletta, adottata dalla Commissione europea, riconosce la bicicletta come un mezzo di trasporto sostenibile

Il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europei hanno firmato la Dichiarazione europea sulla mobilità in bicicletta.

La speciale Dichiarazione riconosce la bicicletta come un mezzo di trasporto “sostenibile, accessibile, inclusivo, conveniente e sano, con un forte valore aggiunto per l’economia dell’Ue”.

«Riconosciamo i molteplici benefici della bicicletta – afferma la commissaria europea ai Trasporti, Adina Vălean – riduce l’inquinamento, allevia la congestione urbana e promuove stili di vita più sani. Inoltre, la bicicletta è una pietra angolare dell’industria europea, stimolando l’innovazione e la crescita e creando nel contempo posti di lavoro locali di alta qualità. L’ adozione della bicicletta è in linea con la strategia industriale dell’Ue e con i suoi obiettivi».

La bicicletta in questo senso è uno dei mezzi “più sostenibili, salutari ed efficienti, con un notevole potenziale di sostegno alla decarbonizzazione del trasporto urbano e al raggiungimento dell’obiettivo europeo di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55%”.

Per questo si invitano gli Stati membri a sviluppare reti ciclabili sicure e coerenti nelle città, migliori collegamenti con i trasporti pubblici, parcheggi sicuri, la realizzazione di punti di ricarica per biciclette elettriche e autostrade ciclabili che collegano le città con le aree rurali.

La sicurezza al centro della rivoluzione verde della mobilità

“La sicurezza è un prerequisito per incoraggiare l’uso della bicicletta”, ricorda Valean. “I ciclisti sono vulnerabili. Il 9% delle vittime degli incidenti stradali nell’UE sono ciclisti”. Tra i vari impegni contenuti nel documento anche quello di “dare spazio sufficiente ai ciclisti e agli altri utenti stradali vulnerabili per aumentare i livelli di sicurezza, in particolare attraverso la separazione fisica delle piste ciclabili dal traffico motorizzato, ove fattibile”.

Sono soprattutto loro, quelli professionisti e con la passione per il mezzo, a dover dare l’esempio e iniziare ad accettare di sfrecciare lungo apposite corsie invece che occupare la carreggiata.

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Cosa prevede la Dichiarazione?

Nel Capitolo 1 le istituzioni si impegnano a “incoraggiare le aziende, le organizzazioni e le istituzioni a promuovere l’uso della bicicletta attraverso programmi di gestione della mobilità”. Nel Capitolo 2 si affronta il tema dell’inclusione e del diritto di tutti alla mobilità. “L’ uso della bicicletta dovrebbe essere accessibile a tutti, indipendentemente dal livello di reddito e dovrebbe essere promossa in quanto positiva per la salute fisica e mentale”.

Nel Capitolo 3 della Dichiarazione sulla bicicletta si parla di infrastrutture con l’impegno a “lavorare per la creazione di una rete ciclabile coerente nelle città e a migliorare la connettività tra le aree suburbane e rurali e i centri urbani”. Per sbloccare il potenziale della bicicletta, (Capitolo 4), servono ovviamente investimenti che vadano a potenziare servizi già esistenti e coprire quelle zone in cui finora sono stati invece assenti. Aumentare gli investimenti e creare condizioni favorevoli per il ciclismo.

Nel Capitolo 5 si parla di sicurezza stradale, e Parlamento, Commissione e Consiglio si impegnano a “lavorare per far sì che la Visione Zero (nessun morto sulle strade entro il 2050) diventi una realtà”. Nel Capitolo 6 si evidenzia l’importanza dell’industria bike friendly nella strategia green del vecchio continente. Nel Capitolo 7 si fa riferimento al ruolo chiave che la bicicletta dovrebbe svolgere nel miglioramento della connettività multimodale e del turismo, soprattutto in combinazione con i treni, autobus e altri modi, sia nelle aree urbane che rurali.

Da ultimo, ma non meno importante, il Capitolo 8 della Dichiarazione sulla bicicletta parla di dati, ovvero quelle informazioni che se raccolte e rese disponibili ai decisori politici aiuterebbero a inquadrare trend, conoscere meglio lo stato dell’arte. L’UE si impegna in questo senso a stabilire un insieme di criteri condivisi tra tutti i membri per monitorare quanto un territorio sia bike friendly.

Fonte: EUROPEAN DECLARATION ON CYCLING

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