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Studio ENEA: l’idrogeno riduce fino al 55% i costi nei camion oltre 300 km e sfida i veicoli elettrici nel trasporto merci

Nel dibattito sulla decarbonizzazione dei trasporti pesanti entra un nuovo elemento destinato a far discutere. L’idrogeno, spesso considerato una tecnologia ancora in fase di sviluppo, potrebbe risultare più conveniente delle batterie nei camion destinati alle lunghe percorrenze.

A sostenerlo è uno studio condotto da ENEA insieme all’Università della Tuscia e pubblicato sul Journal of Hydrogen Energy. Secondo le analisi, le celle a combustibile alimentate a idrogeno possono arrivare a ridurre fino al 55% i costi complessivi rispetto ai veicoli elettrici a batteria nei trasporti merci su tratte superiori ai 300 chilometri.

Un risultato che rimette in discussione alcune certezze sulla transizione energetica del settore logistico, uno dei più difficili da decarbonizzare.

Il confronto tra tecnologie nei mezzi pesanti

Lo studio ha confrontato per la prima volta in modo sistematico i costi totali di utilizzo di diverse tecnologie applicate ai veicoli commerciali, includendo diesel, motori a combustione interna alimentati a idrogeno, veicoli elettrici a batteria e veicoli a celle a combustibile. L’analisi ha preso in esame diverse classi di peso, dai mezzi leggeri fino ai camion da 44 tonnellate, e percorrenze che vanno dai 100 ai 700 chilometri al giorno.

Il risultato evidenzia come il divario tra le tecnologie diventi più marcato all’aumentare della distanza. Nei mezzi pesanti, in particolare, i veicoli elettrici a batteria risultano meno competitivi rispetto a quelli a idrogeno, soprattutto sulle tratte lunghe.

Perché i camion elettrici sono più costosi sulle lunghe distanze

Il nodo principale riguarda la batteria. Nei veicoli elettrici a batteria destinati al trasporto pesante, il pacco batterie rappresenta una componente molto costosa e ingombrante, che incide sia sull’autonomia sia sulla capacità di carico. A questo si aggiunge la necessità di sostituire le batterie a metà vita del veicolo, un fattore che aumenta ulteriormente il costo complessivo.

Nei sistemi a celle a combustibile, invece, la batteria ha un ruolo secondario e di supporto, arrivando a essere fino a dodici volte più piccola rispetto a quella dei veicoli elettrici tradizionali. L’energia viene invece fornita dall’idrogeno compresso, che presenta una densità energetica molto più elevata e consente di ridurre peso e ingombri.

Secondo la ricercatrice ENEA Viviana Cigolotti, questo si traduce in una maggiore efficienza operativa nei trasporti a lungo raggio, dove il limite delle batterie diventa più evidente.

La soglia dei 300 chilometri cambia lo scenario

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio è l’individuazione di una soglia oltre la quale l’idrogeno diventa competitivo. Nei veicoli fino a 18 tonnellate e sulle tratte superiori ai 300 chilometri, le celle a combustibile iniziano a risultare economicamente vantaggiose rispetto alle soluzioni elettriche a batteria.

Il vantaggio cresce all’aumentare della distanza e della massa trasportata, fino a diventare particolarmente evidente nei camion a lungo raggio. Il diesel, tuttavia, rimane ancora oggi la soluzione più economica, anche se priva di benefici ambientali.

Efficienza e costi lungo l’intero ciclo di vita

Un altro elemento emerso dalla ricerca riguarda l’efficienza complessiva del trasporto. Indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, i veicoli più pesanti risultano più convenienti sul lungo periodo rispetto ai mezzi leggeri, grazie alla maggiore quantità di merci trasportate per singolo viaggio.

Questo significa che il costo per unità di trasporto diminuisce con l’aumentare della capacità del veicolo, un fattore che influenza in modo significativo le strategie logistiche.

Il contesto europeo dei trasporti e delle emissioni

Il quadro generale aiuta a comprendere la portata del problema. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, il settore dei trasporti rappresenta quasi un terzo delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea, con il trasporto merci su strada che continua a dominare la logistica continentale.

Più della metà delle merci viaggia ancora su gomma e i volumi complessivi sono cresciuti in modo significativo negli ultimi decenni, rendendo ancora più urgente la transizione verso sistemi a basse emissioni.

Una transizione ancora aperta tra batterie e idrogeno

Lo studio ENEA non decreta un vincitore assoluto tra elettrico e idrogeno, ma mostra come le due tecnologie possano avere ruoli diversi nella decarbonizzazione del trasporto.

Le batterie restano centrali per la mobilità urbana e per le tratte brevi, dove l’infrastruttura di ricarica è più semplice e i costi sono più contenuti. L’idrogeno, invece, emerge come soluzione potenzialmente più efficace per il trasporto pesante a lunga distanza, dove autonomia, tempi di rifornimento e capacità di carico diventano fattori decisivi.

Gli autori dello studio sottolineano però che si tratta ancora di un settore in evoluzione, che richiede ulteriori sperimentazioni e soprattutto lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno più solida, dalla produzione alla distribuzione. Solo in questo modo sarà possibile valutarne pienamente la competitività nel sistema logistico europeo del futuro.

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