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La Commissione UE presenta il Pacchetto Automotive: obiettivi climatici confermati, più flessibilità per le imprese e 706 milioni di risparmi l’anno

Transizione ecologica sì, ma senza mettere in crisi uno dei pilastri dell’economia europea. Con il nuovo Pacchetto Automotive, presentato oggi dalla Commissione europea, Bruxelles prova a rispondere a una delle sfide più complesse degli ultimi anni: accompagnare il settore automobilistico verso la neutralità climatica mantenendo competitività, posti di lavoro e capacità industriale.

Il pacchetto nasce in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche, concorrenza globale sempre più aggressiva e una trasformazione tecnologica che sta ridisegnando il mercato dell’auto. L’obiettivo dichiarato è chiaro: neutralità climatica e indipendenza strategica entro il 2050, con un approccio definito “ambizioso ma pragmatico”.

Von der Leyen: “Innovazione, mobilità pulita e competitività”

A sintetizzare la filosofia dell’intervento è la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che parla di una risposta unitaria alle grandi priorità emerse nel confronto con industria e società civile.

Secondo la presidente, mentre la tecnologia accelera e la geopolitica ridisegna gli equilibri globali, l’Europa intende restare in prima linea nella transizione verso una mobilità pulita, senza rinunciare al proprio ruolo industriale.

Emissioni CO₂: obiettivi confermati, ma con più flessibilità

Il cuore del Pacchetto Automotive riguarda le norme sulle emissioni di CO₂. La Commissione conferma il segnale di mercato a favore dei veicoli a zero emissioni, ma introduce margini di flessibilità per i costruttori.

Dal 2035, le case automobilistiche dovranno ridurre del 90% le emissioni allo scarico, mentre il restante 10% potrà essere compensato attraverso soluzioni alternative: acciaio a basse emissioni prodotto nell’UE, e-fuel o biocarburanti. Una scelta che apre la porta a un approccio tecnologicamente più neutro.

In questo scenario, ibridi plug-in, veicoli con range extender, mild hybrid e motori a combustione interna continueranno ad avere un ruolo, accanto alle auto elettriche e a idrogeno.

Supercrediti e auto elettriche accessibili

Prima del 2035, Bruxelles introduce anche supercrediti per le piccole auto elettriche a prezzi accessibili prodotte nell’Unione europea. L’obiettivo è stimolare l’offerta di modelli elettrici compatti e favorirne la diffusione sul mercato.

Per il traguardo del 2030, viene concessa ulteriore flessibilità attraverso il meccanismo di banking & borrowing tra il 2030 e il 2032. Nel caso dei furgoni, dove l’elettrificazione procede più lentamente, l’obiettivo di riduzione delle emissioni viene abbassato dal 50% al 40%.

Veicoli aziendali, la leva per accelerare la transizione

Dal lato della domanda, il pacchetto punta con decisione sui veicoli aziendali, fissando obiettivi nazionali vincolanti per l’adozione di mezzi a zero e basse emissioni da parte delle grandi imprese.

Secondo la Commissione, questa scelta avrà effetti positivi su tutto il mercato: più veicoli puliti in circolazione, anche nel mercato dell’usato, e una riduzione più rapida delle emissioni, visto l’alto chilometraggio delle flotte aziendali. Emissioni ridotte e certificazione “Made in the EU” diventeranno inoltre requisiti per accedere ai finanziamenti pubblici.

Batterie, 1,8 miliardi per rafforzare la filiera europea

Un capitolo centrale riguarda le batterie, vero nodo strategico della mobilità elettrica. Con il programma Battery Booster, la Commissione mette sul piatto 1,8 miliardi di euro per costruire una filiera interamente europea.

Di questi, 1,5 miliardi saranno destinati ai produttori di celle attraverso prestiti a tasso zero. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da fornitori extra UE, rafforzare le catene di approvvigionamento e aumentare la competitività dei produttori europei rispetto ai grandi player globali.

Meno burocrazia, più risorse per la decarbonizzazione

Uno dei messaggi più attesi dal settore riguarda la semplificazione. L’Automotive Omnibus promette di ridurre in modo significativo gli oneri amministrativi, con un risparmio stimato di 706 milioni di euro all’anno per le imprese.

Tra le misure previste ci sono meno atti normativi secondari, test semplificati per furgoni e autocarri e un allineamento delle regole per i furgoni elettrici a quelle dei veicoli tradizionali, anche sui tempi di riposo dei conducenti. Risparmi che, nelle intenzioni della Commissione, dovrebbero liberare risorse da reinvestire nella transizione verde.

Auto elettriche piccole e più informazioni per i consumatori

Il pacchetto introduce anche una nuova categoria di veicoli nell’ambito dell’iniziativa “Small Affordable Cars”, che comprende auto elettriche fino a 4,2 metri. Questo consentirà a Stati membri e amministrazioni locali di attivare incentivi mirati, favorendo la domanda di modelli compatti prodotti in Europa.

In parallelo, Bruxelles aggiorna e armonizza le norme sull’etichettatura delle auto, per garantire ai consumatori informazioni più chiare e complete sulle emissioni al momento dell’acquisto.

Leggi anche: Auto, Bruxelles rinvia la riforma: stop 2035 a rischio e si riapre la partita su biocarburanti e ibridi

Un percorso costruito con l’industria

Le misure presentate oggi si inseriscono nel solco del Dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica, avviato dalla Commissione a gennaio 2025. Un confronto che ha coinvolto imprese, sindacati, Stati membri, territori e società civile, e che ha portato a tre incontri chiave.

Il Pacchetto Automotive è il risultato di questo percorso: un tentativo di tenere insieme transizione ecologica e realismo industriale, in una fase in cui l’auto europea è chiamata a reinventarsi senza perdere terreno nella competizione globale.

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