- 22/07/2026
- Redazione
- 0
Un volo oltre i 30 mila piedi potrebbe cambiare il futuro dell’aviazione. GE Aerospace, NASA, Boeing e BETA Technologies hanno completato il primo test ibrido-elettrico ad alta quota, aprendo la strada a motori più efficienti e con minori emissioni
L’industria aeronautica aggiunge un nuovo tassello al percorso verso la decarbonizzazione del trasporto aereo. GE Aerospace ha annunciato di aver completato, insieme a NASA, Boeing e BETA Technologies, il primo volo ibrido-elettrico della storia capace di operare oltre i 30.000 piedi di quota, circa 9.100 metri, un’altitudine paragonabile a quella utilizzata dagli aerei di linea durante le normali rotte commerciali.
L’annuncio è arrivato dal Farnborough International Airshow 2026, uno degli appuntamenti più importanti al mondo dedicati all’industria aerospaziale, dove il velivolo è stato presentato anche al pubblico durante le dimostrazioni in volo.
Il sistema ibrido-elettrico supera il test più impegnativo
Il risultato rappresenta una delle dimostrazioni tecnologiche più avanzate mai realizzate nel settore della propulsione elettrica per l’aviazione.
Durante la campagna di collaudo, il velivolo ha effettuato voli in modalità ibrida-elettrica della durata superiore alle due ore, confermando la possibilità di utilizzare questo tipo di architettura anche nelle condizioni operative tipiche del trasporto aereo commerciale.
Il cuore del progetto è il sistema di propulsione sviluppato da GE Aerospace nell’ambito del programma Electrified Powertrain Flight Demonstration (EPFD) promosso dalla NASA. Si tratta di una piattaforma di classe megawatt che integra motori elettrici, generatori, inverter, convertitori di potenza e sistemi di controllo progettati per operare alle elevate prestazioni richieste dal settore aeronautico.
Un Saab 340 trasformato in laboratorio volante
Per i test è stato utilizzato un Saab 340B, modificato con una speciale gondola esterna installata sul lato destro dell’aereo.
L’intero sistema integra numerose tecnologie sviluppate da GE Aerospace insieme ad altre aziende del gruppo e ai partner industriali. Tra queste figurano i riduttori Avio Aero, le eliche Dowty, gli scambiatori di calore Unison, oltre alle batterie fornite da BAE Systems e alla gondola realizzata da Aurora Flight Sciences, società controllata da Boeing.
BETA Technologies ha invece ricoperto il ruolo di integratore dell’intero sistema e ha partecipato direttamente ai test di volo, accompagnando il velivolo anche nel trasferimento dagli Stati Uniti al Regno Unito in modalità ibrida-elettrica.
Perché la propulsione ibrida può cambiare il trasporto aereo
A differenza di un aeromobile completamente elettrico, un sistema ibrido abbina una tradizionale turbina a gas a un motore elettrico, distribuendo l’energia nelle diverse fasi del volo.
Questo approccio permette di migliorare l’efficienza complessiva dell’aereo, ridurre il consumo di carburante e abbattere le emissioni senza rinunciare all’autonomia richiesta dall’aviazione commerciale.
Secondo GE Aerospace, queste tecnologie potranno integrarsi anche con le future architetture motoristiche, compresi i propulsori Open Fan attualmente in fase di sviluppo, contribuendo a rendere il trasporto aereo più sostenibile.
Le sfide tecnologiche dietro il record
Far funzionare componenti elettrici ad alta tensione a quote superiori ai 9.000 metri rappresenta una sfida ingegneristica particolarmente complessa.
I progettisti hanno dovuto sviluppare soluzioni specifiche per la gestione del calore, il funzionamento alle basse pressioni atmosferiche e l’elevata densità di potenza richiesta durante il volo.
Nel corso delle prove, il motore elettrico ha contribuito sia alla propulsione dell’elica sia alla produzione di energia destinata alla batteria, confermando la validità dell’architettura sviluppata nell’ambito del programma NASA.
Un percorso di ricerca lungo un decennio
Il successo del primo volo ibrido-elettrico ad alta quota è il risultato di un percorso di ricerca e sviluppo iniziato quasi dieci anni fa. GE Aerospace ha costruito questo traguardo attraverso una serie di sperimentazioni che hanno progressivamente ampliato le possibilità della propulsione elettrificata applicata all’aviazione.
Le prime prove risalgono al 2016, quando l’azienda effettuò i test a terra di un’elica azionata da un motore elettrico. L’evoluzione è proseguita nel 2022 con un altro primato: il primo collaudo al mondo di un sistema di propulsione ibrido-elettrico di classe megawatt in grado di simulare condizioni operative fino a 45.000 piedi di quota presso il laboratorio NASA Electric Aircraft Testbed.
Tre anni più tardi, nel 2025, GE Aerospace ha rafforzato la collaborazione con BETA Technologies attraverso una partnership strategica finalizzata ad accelerare lo sviluppo dell’aviazione elettrificata e, nello stesso anno, ha completato con successo il progetto NASA HyTEC, dimostrando la possibilità di integrare una configurazione ibrida-elettrica in un motore turbofan di nuova generazione.
L’ultimo tassello è arrivato nel 2026, con il completamento dei test a terra del sistema di propulsione sviluppato nell’ambito del programma EPFD e, soprattutto, con il primo storico volo oltre i 30.000 piedi.
Un risultato che rappresenta non solo un record tecnologico, ma anche una dimostrazione concreta della maturità raggiunta dalla propulsione ibrido-elettrica e delle sue potenziali applicazioni nell’aviazione commerciale del futuro.
L’obiettivo: ridurre consumi ed emissioni
La propulsione ibrida rappresenta uno dei filoni più promettenti nella ricerca per un’aviazione a basse emissioni.
Parallelamente al progetto EPFD, GE Aerospace continua infatti a sviluppare il programma CFM RISE, uno dei più ambiziosi dimostratori tecnologici del settore, che punta a realizzare motori capaci di ridurre di oltre il 20% il consumo di carburante rispetto agli attuali propulsori installati sugli aerei commerciali.
Il primo volo ibrido-elettrico ad alta quota non rappresenta ancora un’applicazione commerciale, ma costituisce una dimostrazione concreta che tecnologie finora considerate sperimentali possono operare in condizioni reali.
Un risultato che avvicina l’obiettivo di un trasporto aereo più efficiente e con un minore impatto ambientale, in un settore chiamato nei prossimi decenni a conciliare crescita della domanda e riduzione delle emissioni di CO₂.



















































































































































































































































