- 24/04/2026
- Redazione
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HVO più caro del 52% in Italia rispetto all’elettrico: lo studio T&E smonta il mito dei biocarburanti economici. Ecco cosa sta cambiando
I biocarburanti avanzati tornano al centro del dibattito sulla mobilità sostenibile, ma i numeri raccontano una storia diversa da quella promossa dall’industria energetica.
Secondo una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), percorrere 100 chilometri con HVO — il più avanzato dei biocarburanti utilizzabili nei motori tradizionali — costa in media molto più rispetto alla ricarica di un’auto elettrica.
A livello europeo, il confronto è netto: circa 13 euro contro 7 euro ogni 100 km. Un divario che arriva fino al 79%.

Italia, il paradosso: più produzione ma prezzi più alti
Nel caso dell’Italia, il dato è altrettanto significativo: 11,3 euro per 100 km con HVO contro 7,4 euro per l’elettrico. Tradotto, il biocarburante costa il 52% in più.
Un risultato che pesa ancora di più considerando che il Paese è tra i principali produttori europei di HVO e registra già prezzi dell’energia elettrica sopra la media UE.
“Non è la soluzione per le auto”
Carlo Tritto sottolinea i limiti strutturali di questa tecnologia: “Un’auto alimentata a biocarburanti produce gli stessi inquinanti locali di una a benzina, costa più dell’elettrico e permette solo in parte di ridurre le emissioni. Classificarla come ‘zero emission’ rischia di rallentare la transizione.”
Secondo Tritto, la spinta verso i biocarburanti avanzati è sostenuta sia dall’industria automobilistica, interessata a ritardare il passaggio all’elettrico, sia dal settore petrolifero, che punta a difendere il proprio mercato.
Pressioni politiche e rischio costi più alti
Nonostante questi dati, governi come quelli di Germania e Italia stanno chiedendo di modificare le regole europee sulle emissioni per includere i biocarburanti tra le soluzioni “zero emissioni”.
Parallelamente, la Commissione Europea valuta l’introduzione di crediti per il loro utilizzo.
Ma secondo T&E, questa scelta potrebbe avere un impatto pesante: fino a +60% della spesa per carburanti entro il 2050, pari a circa 500 miliardi di euro in più.
Risorse limitate e competizione globale
Il problema non è solo economico, ma anche strutturale. I biocarburanti avanzati dipendono da materie prime limitate — come oli esausti e grassi animali — spesso importate.
E la situazione potrebbe peggiorare: il settore dell’aviazione, vincolato da normative sempre più stringenti, è destinato ad assorbire una quota crescente di queste risorse, facendo salire ulteriormente i prezzi.
Elettrico più efficiente e meno esposto ai rincari
Il vantaggio dell’auto elettrica resta nella sua efficienza: meno energia necessaria per muoversi significa costi più bassi e maggiore stabilità.
Con il petrolio oltre i 100 dollari al barile, ad esempio, il costo aggiuntivo per un’auto a benzina può arrivare a essere cinque volte superiore rispetto alla ricarica elettrica.
Dove servono davvero i biocarburanti
La conclusione dell’analisi è netta: i biocarburanti avanzati sono una risorsa preziosa, ma limitata. Per questo dovrebbero essere destinati ai settori dove non esistono alternative, come l’aviazione.
Per le auto, invece, la strada più economica e sostenibile resta quella elettrica.








































































































































































































